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	<title>Wildphotos fotografia naturalistica e reportage</title>
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		<title>Photoday di Macrofotografia 2013  Scopri le date</title>
		<link>http://www.wildphotos.it/workshops-4/photoday-di-macrofotografia-2013-scopri-le-date.html</link>
		<comments>http://www.wildphotos.it/workshops-4/photoday-di-macrofotografia-2013-scopri-le-date.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Apr 2013 13:55:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>christian patrick ricci</dc:creator>
				<category><![CDATA[WORKSHOPS]]></category>

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		<description><![CDATA[Le giornate di Macrofotografia ll sole mostra il suo volto. Il vento è assente. Sono le cinque del mattino. La natura sta ancora dormendo. E’ il momento che gli insetti intorpiditi e coperti ancora di rugiada aspettano i primi raggi di sole caldo per permettere loro di volare e svolgere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.wildphotos.it/wp-content/uploads/2013/04/copertina-photoday-macro.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3217" title="copertina-photoday-macro" src="http://www.wildphotos.it/wp-content/uploads/2013/04/copertina-photoday-macro-600x398.jpg" alt="copertina photoday macro 600x398 Photoday di Macrofotografia 2013  Scopri le date" width="600" height="398" /><br />
</a><strong>Le giornate di Macrofotografia</strong></p>
<p><strong><em>ll sole mostra il suo volto. Il vento è assente. Sono le cinque del mattino.</em></strong> <strong> <em> La natura sta ancora dormendo.</em></strong></p>
<p>E’ il momento che gli insetti intorpiditi e coperti ancora di rugiada aspettano i primi raggi di sole caldo per permettere loro di volare e svolgere le loro attività … Insetti, fiori, bacche, licheni,muschi e piccoli animali appartengono a un <strong>mondo in miniatura</strong> spesso difficilmente apprezzabile dall’uomo, difficilmente osservabile <em></em>se non con tecniche ed obiettivi particolari.<a href="http://www.wildphotos.it/wp-content/uploads/2013/04/CHR8107.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3219" title="_CHR8107" src="http://www.wildphotos.it/wp-content/uploads/2013/04/CHR8107-200x133.jpg" alt="CHR8107 200x133 Photoday di Macrofotografia 2013  Scopri le date" width="200" height="133" /></a> La <strong>macro-fotografia</strong> è la capacità di giocare con la luce e rappresentare la vita dal piccolo in grande…</p>
<p>Che obiettivo è meglio usare? A focale lunga o corta? E l’autofocus? Il <strong>flash</strong> o la luce naturale? Tubi di prolunga, inversione degli obiettivi, duplicatori, cavalletti, slitte ecc ecc.<br />
E la tecnica?<br />
Insomma davvero difficile districarsi.<br />
Per questo proponiamo una serie di incontri full immersion di pratica “sul campo” .</p>
<p><strong>Photoday di Macrofotografia</strong></p>
<p><strong>Le date:<br />
</strong><strong>13 aprile Palude di Casalbeltrame<br />
</strong><strong>4 maggio Parco del Ticino<br />
</strong><strong>1 giugno Parco naturale della Bessa<br />
</strong><strong>22 giugno Parco naturale della Bessa</strong></p>
<p><strong>Difficoltà fotografica: * </strong><br />
La <strong>palude di Casalbeltrame</strong>sorge all’interno del parco regionale delle lame del Sesia, l’oasi di circa 10 ettari è rifugio per molte specie di animali collocata in un area di 630 ettari di Riserva Naturale Orientata. La rinaturalizzazione dell’area e attuata dal parco nei decenni scorsi, ha reso la palude un luogo di passo di molti uccelli, oltre che riserva per piccoli mammiferi, anfibi e una grande varietà di insetti, ragni e libellule.<a href="http://www.wildphotos.it/wp-content/uploads/2013/04/casalbeltrame_palude_web.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3222" title="casalbeltrame_palude_web" src="http://www.wildphotos.it/wp-content/uploads/2013/04/casalbeltrame_palude_web.jpg" alt="casalbeltrame palude web Photoday di Macrofotografia 2013  Scopri le date" width="400" height="136" /></a><br />
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<p><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>La data:<br />
</strong><strong>13 aprile Palude di Casalbeltrame photoday macro<br />
</strong></span><strong><a target="_blank" href="mailto:workshop@wildphotos.it?subject=13%20Aprile%20Palude%20di%20Casalbeltrame%22">INFO e ISCRIZIONI </a>    al Photoday Macro alla Palude di Casalbeltrame</strong></p>
<form action="https://www.paypal.com/cgi-bin/webscr" method="post" target="_top">
<table id="wp-table-reloaded-id-1-no-1">
<tbody>
<tr>
<td></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</form>
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<p>Il <strong>Parco Naturale della Valle del Ticino</strong> piemontese, istituito nel lontano 1978,<br />
copre oggi una superficie di 6561 ettari. Si estende su una stretta fascia lungo la riva nord-occidentale del Ticino, dall’uscita dal Lago Maggiore fino al confine regionale, e comprende parte del territorio di undici Comuni: Castelletto sopra Ticino, Varallo Pombia, Pombia, Marano, Oleggio, Bellinzago, Cameri, Galliate, Romentino, Trecate e Cerano. Insieme al Parco lombardo del Ticino costituisce il parco fluviale più grande d’Europa, riconosciuto patrimonio mondiale nel circuito MAB-Unesco ed europeo all’interno della rete Natura 2000.<a href="http://www.wildphotos.it/wp-content/uploads/2013/04/ticino.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-3225" title="ticino" src="http://www.wildphotos.it/wp-content/uploads/2013/04/ticino-600x158.jpg" alt="ticino 600x158 Photoday di Macrofotografia 2013  Scopri le date" width="600" height="158" /></a></p>
<p>Il Parco presenta una notevole varietà di ambienti, ricchi di biodiversità: il fiume scorre dapprima tra alte rive e terrazzi occupati da boschi e brughiere, per allargarsi poi in un’ampia valle caratterizzata da zone umide, lanche, boschi planiziali, prati, coltivi, cascine, mulini, canali e ghiareti.</p>
<p><strong>La data:</strong><br />
<strong>4 maggio Parco naturale della Valle del Ticino Piemontese, photoday Macro</strong><br />
<strong><a target="_blank" href="mailto:workshop@wildphotos.it?subject=4%20maggio%20Parco%20del%20Ticino%22">INFO e ISCRIZIONI </a>  al Photoday Macro al Parco Naturale della Valle del Ticino Piemontese</strong></p>
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<p>La <strong>Riserva naturale orientata delle Baragge</strong> raggruppa un insieme di territori del Piemonte destinati a riserva naturale regionale e sottoposti a vincoli di tutela.Un ambiente suggestivo quello della <a target="_blank" href="http://www.regione.piemonte.it/turismoscolastico/interesse/elemento-228.html">Riserva Naturale Orientata delle Baragge</a>, esteso all’infinito, simile alla savana africana, che alterna a vaste praterie e brughiere sporadici alberi. Un<br />
ambiente, quello della Riseva Naturale delle Baragge, che raggruppa le Baragge propriamente intese, il territorio della Bessa, l’area attrezzataBrich di Zumaglia e il Mont Prève, il tutto compreso tra le province di Biella, Vercelli e Novara.<br />
Le Baragge nascono in ere geologiche a causa dell’azione di erosione e smantellamento, operata dai torrenti, su antiche pianure, con un fenomeno che ricorda quello della formazione del Grand Canyon statunitense.</p>
<p><a href="http://www.wildphotos.it/wp-content/uploads/2013/04/CHR1891.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3232" title="_CHR1891" src="http://www.wildphotos.it/wp-content/uploads/2013/04/CHR1891.jpg" alt="CHR1891 Photoday di Macrofotografia 2013  Scopri le date" width="400" height="271" /></a><br />
Un altro elemento di interesse è datodagli affioramenti, osservabili lungo le incisioni dei torrenti, di depositi deltizi e marini che inglobano numerosi fossili; sono questi i testimoni della presenza, in tutta la zona, di un grande golfo marino, circa 5,2 – 1,8 milioni di anni fa.</p>
<p>Il tratto della Riserva della provincia di Biella che si estende fra Candelo e Cossato è quello più vasto e conosciuto, per la presenza dell’antico Ricetto di Candelo, un nucleo fortificato di epoca medioevale. Inclusi nel territorio delle Baragge biellesi sono anche la brughiera che sorge attorno a Verrone e il centro storico di Masserano.Verso le Baragge vercellesi, a Castellengo si trova l’Ecomuseo del Cossatese e delle Baragge.<br />
Le Baragge novaresi del Piano Rosa si estende sul lato orientale del fiume Sesia, nel triangolo Gattinara – Ghemme – Romagnano Sesia.</p>
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<p><strong>Le date:</strong><br />
<strong> 1 giugno Parco naturale della Bessa- Riserva orientata del Piano Rosa, photoday Macro</strong><br />
<strong> 22 giugno Parco naturale della Bessa- R</strong><strong>iserva orientata del Piano Rosa, photoday Macro<br />
</strong><strong><a target="_blank" href="mailto:workshop@wildphotos.it?subject=1%20giugno%20Parco%20della%20Bessa%22">INFO e ISCRIZIONI </a>  al Photoday Macro Parco naturale della Bessa- Riserva orientata del Piano Rosa del 1 giugno<br />
</strong><strong><a target="_blank" href="mailto:workshop@wildphotos.it?subject=22%20giugno%20Parco%20della%20Bessa%22">INFO e ISCRIZIONI </a>  al Photoday Macro Parco naturale della Bessa- Riserva orientata del Piano Rosa del 22 giugno</strong></p>
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<p><strong>Docente:</strong> Christian Patrick Ricci</p>
<p><a href="http://www.wildphotos.it/wp-content/uploads/2013/04/FL01835.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3234" title="_FL01835" src="http://www.wildphotos.it/wp-content/uploads/2013/04/FL01835.jpg" alt="FL01835 Photoday di Macrofotografia 2013  Scopri le date" width="400" height="266" /></a></p>
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<p><a href="http://www.wildphotos.it/wp-content/uploads/2013/04/CHR8572.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3236" title="_CHR8572" src="http://www.wildphotos.it/wp-content/uploads/2013/04/CHR8572.jpg" alt="CHR8572 Photoday di Macrofotografia 2013  Scopri le date" width="400" height="266" /></a><strong style="font-size: 1.5em;"></strong></p>
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<p><strong style="font-size: 1.5em;">Partner Tecnico:</strong><span style="font-size: 1.5em;"> Manfrotto, Gitzo, Lite Panel, Lastolite, Kata.</span></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/wp-content/uploads/2011/01/manfrottologo2.jpg"><img title="manfrottologo2" src="http://www.photofarm.it/wp-content/uploads/2011/01/manfrottologo2.jpg" alt="manfrottologo2 Photoday di Macrofotografia 2013  Scopri le date" width="200" height="38" /></a></p>
<p><strong>Focus delle giornate:</strong></p>
<ul>
<li>Attrezzatura del fotografo naturalista macro</li>
<li>Still life naturalistico</li>
<li>mock-up con tavolino, ricostruzione degli ambienti</li>
<li>Esporre correttamente, flash e luce ambiente</li>
<li>L’importanza del treppiede e della testa</li>
<li>Esercitazioni pratiche.</li>
</ul>
<p><strong>Attrezzatura base richiesta</strong></p>
<p>Macchina digitale reflex – Obiettivo dedicato macro – Flash – Cavalletto – Scatto remoto – Abbigliamento idoneo – Scarpe da trekking – Telo per stendersi a terra – forbicine – atomizzatore/spruzzatore acqua.</p>
<p><strong>Quota di partecipazione</strong></p>
<p>Costo dei corsi <strong>85 euro cadauno</strong> – Max 8/10 partecipanti</p>
<p><strong>Cosa comprende</strong><br />
- Prova attrezzatura Manfrotto, Gitzo, Lite panel, teste macro a cremagliera ,slitte macro, cavalletti, acessori per la macrofotografia<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Cosa non comprende</strong></p>
<p><strong></strong>Spostamenti con auto – Pernottamento – Pasti e bevande
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		<title>Viaggio fotografico in Finlandia</title>
		<link>http://www.wildphotos.it/workshops-4/viaggio-fotografico-finlandia.html</link>
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		<pubDate>Sun, 02 Dec 2012 12:14:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>christian patrick ricci</dc:creator>
				<category><![CDATA[WORKSHOPS]]></category>

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		<description><![CDATA[ Viaggio Fotografico nella Taiga Finlandese alla scoperta dell’Orso Bruno e della fauna artica. Dal 12 al 19 maggio 2013, guiderò insieme al collega Mirko Sotgiu un viaggio fotografico in Karelia nella No man?s land ai confini con la Russia. L&#8217;idea nasce da un reportage fatto a fine aprile per Ev [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2> Viaggio Fotografico nella Taiga Finlandese alla scoperta dell’Orso Bruno e della fauna artica.</h2>
<p>Dal 12 al 19 maggio 2013, guiderò insieme al collega Mirko Sotgiu un viaggio fotografico in Karelia nella No man?s land ai confini con la Russia.</p>
<p><a href="http://www.wildphotos.it/wp-content/uploads/2012/12/Wild-Brown-Bear.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3111" title="Wild Brown Bear" src="http://www.wildphotos.it/wp-content/uploads/2012/12/Wild-Brown-Bear-600x400.jpg" alt="Wild Brown Bear 600x400 Viaggio fotografico in Finlandia" width="600" height="400" /></a>L&#8217;idea nasce da un reportage fatto a fine aprile per Ev magazine, verificata la grande presenza di Orsi e la possibilità di osservazione e documentazione, abbiamo deciso insieme all&#8217;organizzazione finlandese Wild Taiga di creare ad hoc un viaggio fotografico.</p>
<p>Per tutte le informazioni, costi, partecipazione potete consultare il portale di Photofarm a questo<a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/index.php/dal-12-al-19-maggio-2013-viaggio-fotografico-orso-bruno-in-finlandia/" target="_blank"> indirizzo</a></p>
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<div id="tweetbutton3146" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.wildphotos.it%2Fworkshops-4%2Fviaggio-fotografico-finlandia.html&amp;text=Viaggio%20fotografico%20in%20Finlandia&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=horizontal&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.wildphotos.it%2Fworkshops-4%2Fviaggio-fotografico-finlandia.html" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.wildphotos.it/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ordinarie scene di vita selvaggia</title>
		<link>http://www.wildphotos.it/travel-report/ordinarie-scene-di-vita-selvaggia.html</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Nov 2012 19:55:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>christian patrick ricci</dc:creator>
				<category><![CDATA[NAMIBIA Ordinary scenes of wildlife]]></category>
		<category><![CDATA[TRAVEL REPORT]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wildphotos.it/?p=2893</guid>
		<description><![CDATA[«Io più imparo ad essere un uomo, e più voglio essere un animale.» (Mowgli) Il tempo non può toccare quei sogni e quelle fantastiche avventure, proiettate nella mente e vissute con il cuore di un bambino. Scavando nella memoria affiorano ricordi sopiti quasi trasparenti che appartengono all&#8217;adolescenza, di quelle giornate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
<h2><em>«Io più imparo ad essere un uomo, e più voglio essere un animale.»</em><em><br />
</em></h2>
<p><em>(Mowgli)</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il tempo non può toccare quei sogni e quelle fantastiche avventure, proiettate nella mente e vissute con il cuore di un bambino.</p>
<p>Scavando nella memoria affiorano ricordi sopiti quasi trasparenti che appartengono all&#8217;adolescenza, di quelle giornate interminabili passate ad immaginare come potesse essere il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>E una quercia in quel momento diventa baobab e il cane un leone, i confini si annullano e in un istante puoi anche volare e diventare un&#8217;aquila oppure correre come un ghepardo nella savana. Non diventare mai grande, non fermarti, nulla ti farà del male.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wildphotos.it/wp-content/uploads/2012/11/DSC2518_809.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2902" title="_DSC2518_809" src="http://www.wildphotos.it/wp-content/uploads/2012/11/DSC2518_809-600x398.jpg" alt="DSC2518 809 600x398 Ordinarie scene di vita selvaggia" width="600" height="398" /></a>Da piccolo immaginavo</p>
<p style="text-align: justify;">l&#8217;Africa come un luogo selvaggio, magico, affascinante, misterioso, complici le letture di Kipling, Burroughs e Salgari che hanno accompagnato e intrattenuto la mia infanzia a cui sono tanto grato perché regalo di fantastiche avventure.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed ora&#8230; ora, mi ritrovo finalmente qui, in Namibia da grande; l&#8217;essere qui significa davvero tanto e le aspettative, man mano che il fuoristrada procede nel Kalahari, diventano sempre più motivo di certezza di quello che avevo immaginato. Ora sono pronto e consapevole, so che incontrerò gli animali come in nessun altro posto al mondo e magari con un pizzico di fortuna avrò l&#8217;onore di osservarli da vicino, per me un privilegio da vivere con cuor leggero senza i pregiudizi dell&#8217;età adulta.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wildphotos.it/wp-content/uploads/2012/11/DSC3734_8491.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-2903" title="_DSC3734_849" src="http://www.wildphotos.it/wp-content/uploads/2012/11/DSC3734_8491-600x398.jpg" alt="DSC3734 8491 600x398 Ordinarie scene di vita selvaggia" width="368" height="244" /></a>Le gambe mi tremano e l&#8217;emozione pervade tutto il mio corpo: siamo sulle tracce degli elefanti. Personalmente non ho mai avuto esperienze con questi giganti, se non l&#8217;averli osservati in qualche zoo. La mattinata trascorre a osservare tracce e cercare le piste lasciate ovunque nel letto di un fiume in secca quando, finalmente, verso mezzogiorno appare il branco, una quindicina di individui. Siamo salutati da un giovane adolescente che subito inscena una carica per dimostrare la sua forza. Pearce, la nostra guida, mi fa segno di tranquillizzarmi, di rimanere fermo e di lasciare che l&#8217;elefante mi annusi.</p>
<p>Confesso di avere avuto l&#8217;adrenalina a mille, un elefante è davvero grande.</p>
<p>Passato l&#8217;exploit del giovane pachiderma e ristabilita la calma che necessita per godere di questo spettacolo, ecco apparire i cuccioli insieme alla matriarca e alle zie addette alla cura dei piccoli.</p>
<p>Che dire, sono davvero splendidi, sono manifestazione di bellezza e forza allo stesso tempo. Credo che, insieme alle balene, siano e rappresentino l&#8217;anima della Terra.</p>
<p style="text-align: justify;">La valle che ci accoglie contestualizza gli elefanti davvero in maniera bizzarra. Immaginavo solo savana invece qui, a Doro Nawas, la savana incontra rilievi montuosi formati da una roccia rossa che ricordano un&#8217;atmosfera marziana.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei giorni seguenti gli incontri si fanno sempre più intensi, le gazzelle (springbook) sono dappertutto. Non è raro vederle a centinaia in branco sulla pista sterrata e non posso fare a meno di pensare cosa provarono i primi esploratori: ai loro occhi la ricchezza di queste terre doveva parere incredibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Procediamo per il cuore faunistico della Namibia, il parco nazionale di Etosha, serbatoio e area protetta per la conservazione della specie, un parco che vanta il primato di essere uno dei primissimi parchi naturali istituiti al mondo con una straordinaria concentrazione di fauna selvatica: oltre 90 specie di mammiferi, dai grandi predatori ai piccoli erbivori, e 325 specie di uccelli.</p>
<p style="text-align: justify;">In lingua Owambo Etosha significa “<em>il grande luogo bianco dell’acqua asciutta</em>”, perché le piogge sono rare e la depressione centrale rimane quasi sempre asciutta. L’Etosha Pan è infatti la vastissima depressione salina che occupa buona parte della zona orientale del Parco e che, occasionalmente, viene raggiunta dalla acque provenienti dal bacino pluviale dell&#8217;Angola.<a href="http://www.wildphotos.it/wp-content/uploads/2012/11/DSC5630_881.jpg"><img class="alignright size-large wp-image-2904" title="_DSC5630_881" src="http://www.wildphotos.it/wp-content/uploads/2012/11/DSC5630_881-600x398.jpg" alt="DSC5630 881 600x398 Ordinarie scene di vita selvaggia" width="368" height="244" /></a></p>
<p>Qui ad Etosha il lato selvaggio non tarda a farsi annunciare e qualunque osservazione regala scene di vita selvaggia indimenticabili. Ci si sente come in un documentario di David Attenborough: una leonessa con i suoi cuccioli, indisciplinati e curiosi, le giraffe alla pozza, zebre, gnu, orici tutti insieme in giganteschi branchi… È davvero uno spettacolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso della mia visita, dopo aver osservato tutti i principali attori, gli animali, non posso fare a meno di riflettere che non c&#8217;è gioia più grande di vederli liberi di scorrazzare nel loro ambiente. È molto diverso osservarli in cattività.</p>
<p>Sono pur sempre le stesse specie ma non è la stessa cosa. Se mi passate il termine, la cattività non esalta lo spirito leonino ma emula solo le fattezze morfologiche e poco quelle caratteriali che sono sacrosante di un leone.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wildphotos.it/wp-content/uploads/2012/11/DSC8449_9211.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-2905" title="_DSC8449_921" src="http://www.wildphotos.it/wp-content/uploads/2012/11/DSC8449_9211-600x400.jpg" alt="DSC8449 9211 600x400 Ordinarie scene di vita selvaggia" width="368" height="244" /></a>Siamo di fronte a un passaggio epocale e cioè il rischio di perdere la grande biodiversità dell&#8217;Africa.</p>
<p>Angoscia pensare che i nostri posteri forse non potranno ammirare quello che oggi è ancora fruibile. Lo sviluppo e la rapida crescita economica, se non ben pianificati, potrebbero portare alla perdita di territori preziosi per la fauna.</p>
<p>La Namibia dimostra come sia possibile, attraverso la salvaguardia e la sensibilizzazione, favorire sviluppo e occupazione in paesi e aree a forte interesse naturalistico, grazie all&#8217;impegno degli stessi e della popolazione, alla conservazione della specie e dei territori.</p>
<p style="text-align: justify;">Garantendo, così, un futuro economico duraturo negli anni a questi paesi emergenti per la promozione e la fruizione di un turismo naturalistico sempre più consapevole e numeroso.</p>
<p style="text-align: justify;">© Christian Patrick Ricci 2011 <a target="_blank" href="../" target="_blank">www.wildphotos.it</a></p>
<p>Photofarm <a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/" target="_blank">www.photofarm.it</a></p>
<p style="text-align: justify;">La realizzazione del servizio pubblicato è stato possibile anche grazie alla collaborazione di Agostinella Ribero Namibia Travel Connection <a target="_blank" href="http://www.namibiatravel.com/" target="_blank">www.namibiatravel.com</a>, che ha contribuito con una gentile e professionale organizzazione del tour, della guida e fotografo Pierce Lestrange, che ha dimostrato eccellente competenza e conoscenza del territorio, dell’amico e fotografo Fabio Liverani, delle strutture che hanno ospitato gli inviati, di Air Namibia e Namibia Tourism Board c/o Airconsult,</p>
<p>web: <a target="_blank" href="http://www.namibiatourism.com.na/" target="_blank">www.namibiatourism.com.na</a>,</p>
<p>email: <a target="_blank" href="mailto:namibiatourism@airconsult.it">namibiatourism@airconsult.it</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Partner tecnici: <a target="_blank" href="http://www.nital.it/">Nital</a> | <a target="_blank" href="http://www.manfrotto.it/" target="_blank">Manfrotto</a></p>
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		<title>La fine / The end</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Nov 2012 19:07:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>christian patrick ricci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[The end. &#8216;Take a walk on the wild side&#8217;, cantava Lou Reed tanti anni fa. È proprio ciò che abbiamo fatto. Una passeggiata durata due settimane e quattromila chilometri, una lunga pausa dalla vita di città, uno stacco netto rispetto ai ritmi, ai riti ed ai miti italiani. 14 giorni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>The end. &#8216;Take a walk on the wild side&#8217;, cantava Lou Reed tanti anni fa.<br />
È proprio ciò che abbiamo fatto. Una passeggiata durata due settimane e quattromila chilometri, una lunga pausa dalla vita di città, uno stacco netto rispetto ai ritmi, ai riti ed ai miti italiani.<br />
14 giorni di sole, di sabbia, di vento, di fuoco e di silenzio. Ma anche di chiacchiere e di rabbia, di fatica e di sete, di gioia pura e di commozione.<br />
Lasciamo la Namibia con tanti ricordi, con la consapevolezza delle potenzialità del Paese, con la voglia di tornarci e di poter dire che &#8230; l&#8217;avventura non è finita!</p>
<p>The end. &#8221;Take a walk on the wild side&#8217;, Lou Reed was singing many years ago. That&#8217;s what we did. A walk lasting two weeks and 4000 kilometers, a long stop from the city life, a big cut respect to the italian rithms, to myths and uses.<br />
14 days of sun, sand, wind, fire and silence. But also of chats, rages, fatigue, thirst, true joy and emotions. We leave Namibia with so many things to remember, the awareness of the Country potential, the wish to return and we could say that &#8230; the adventure hasn&#8217;t finished yet!</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121113-205950.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121113-205950.jpg" alt="20121113 205950 La fine / The end" class="alignnone size-full" title="La fine / The end" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121113-210007.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121113-210007.jpg" alt="20121113 210007 La fine / The end" class="alignnone size-full" title="La fine / The end" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121113-210654.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121113-210654.jpg" alt="20121113 210654 La fine / The end" class="alignnone size-full" title="La fine / The end" /></a>
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		<title>Mare / The sea</title>
		<link>http://www.wildphotos.it/blog/mare-the-sea.html</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Nov 2012 17:56:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>christian patrick ricci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Facciamo colazione con un lungo caffè, insieme agli orbit che ci girano intorno, in attesa di un tozzo di pane. Poi partiamo verso il mare, a Swakopmund. Arriviamo sull&#8217;Atlantico attorno alle undici, accolti da una temperatura bassa come le nuvole sopra di noi. Dicono che sia un fenomeno ricorrente, determinato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Facciamo colazione con un lungo caffè, insieme agli orbit che ci girano intorno, in attesa di un tozzo di pane. Poi partiamo verso il mare, a Swakopmund. Arriviamo sull&#8217;Atlantico attorno alle undici, accolti da una temperatura bassa come le nuvole sopra di noi. Dicono che sia un fenomeno ricorrente, determinato dallo scontro tra l&#8217;aria calda del deserto alle nostre spalle con quella fredda dell&#8217;oceano, determinata dalle correnti Benguela che scendono fino qui dal Polo. La cittá è piacevole e di evidente impronta tedesca, costruita all&#8217;inizio del 900, con tetti a punta ed i birrifici.<br />
Il mare sembra un mare del Nord Europa, freddo e schiumoso, con una sabbia grossolana. Un lungo molo caratterizza la spiaggia principale, su cui si affacciano alcune case carine, dalle persiane con cuori intagliati. Insomma, è evidente il contrasto di un pezzo di Germania calato in Namibia.<br />
Il fascino del mare ci richiama e facciamo una passeggiata sulle spiaggia, le dune bianche alle spalle, le onde davanti. Poi, nel pomeriggio si riparte alla volta di Windoek, la fine del nostro viaggio da quattromila chilometri, percorrendo un rombo attraverso il nord del Paese. Tocchiamo Arandis, Ujakos, Karibib,Okahandja. Ci aspetta un&#8217;ottima cena al ristorante, degno coronamento delle fatiche del viaggio. </p>
<p>We take breakfast with a long coffee, together with the orbits, waiting for bread beside us. Then we leave for the sea, in Swakopmund. We arrive to the Atlantic sea around 11 a.m., welcomed by a low  temperature like the clouds over us. They say it is a recurrent phenomenon, made by the fight between the hot desert air on our back with the cold air of the ocean, determined by the Benguela streams moving here from the Polo. The town is pretty and with an evident German imprinting, made at the beginning of 1900, with peaked roofs and breweries.<br />
The sea is similar the the North Europe sea, cold, with skim and big sand. A long dock is the attraction of the main beach, with some beautiful houses, with curved hearts in the shutters.<br />
At the end it is evident the contrast of a corner of Germany placed in Namibia.<br />
The sea fascination call us and we have a walk on the beach, with white dunes on the back and waves in front.  Then, in the afternoon, we come back to Windoek, the end of our 4000 kilometers trip, doing a rhombus trough the north Country. We touch Arandis, Ujakos, Karibib,Okahandja. A good dinner wait for us to the restaurant, the deserved happy ending after the hard journey.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121113-195611.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121113-195611.jpg" alt="20121113 195611 Mare / The sea" class="alignnone size-full" title="Mare / The sea" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121113-195617.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121113-195617.jpg" alt="20121113 195617 Mare / The sea" class="alignnone size-full" title="Mare / The sea" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121113-195622.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121113-195622.jpg" alt="20121113 195622 Mare / The sea" class="alignnone size-full" title="Mare / The sea" /></a>
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		<title>Terra, vento e fuoco / Earth, wind and fire</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Nov 2012 07:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>christian patrick ricci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sveglia presto, andiamo verso Ujs, poi da lì prendiamo la D1930 per arrivare allo Spitzkoppe, una montagna alta 1728 metri. C&#8217;era un gruppo pop anni 70/80, gli Earth Wind and Fire. Queste tre parole, terra, vento e fuoco, sono adatte a descrivere questo posto semi desertico. Terra bianca, terra rossa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sveglia presto, andiamo verso Ujs, poi da lì prendiamo la D1930 per arrivare allo Spitzkoppe, una montagna alta 1728 metri.<br />
C&#8217;era un gruppo pop anni 70/80, gli Earth Wind and Fire. Queste tre parole, terra, vento e fuoco, sono adatte a descrivere questo posto semi desertico.<br />
Terra bianca, terra rossa e grandi rocce sferiche o a panettone che emergono dal terreno.<br />
Un vento impetuoso che non trova quasi ostacoli e il fuoco che, a fatica, accendiamo alla sera.<br />
E&#8217; l&#8217;ultima sera &#8216;into the wild&#8217;, domani si torna a Windoek e poi alla vita di sempre.<br />
Al buio, sotto le stelle, penso anche qui è più facile riconoscere Dio. Ognuno ha il suo. Ma leggere per le strade di Otijwarongo &#8216;God is the Lord&#8217; te lo fa trovare di fianco, nella mano tesa che chiede cibo, nei poveri buttati per terra, nel canto ininterrotto degli uccelli, nella natura incontaminata di queste montagne arse.</p>
<p>We wake up early, the we go towards Ujs. From there we take the road D1930 to arrive in Spitzkoppe, a mountain high 1728 meters.<br />
There was a pop group in the 70s/80s, Earth Wind and Fire. These three words are perfect to describe this semi desert location.<br />
Earth, white or red, and big roundy rocks that comes out from the ground.<br />
A strong wind that doesn&#8217;t find barriers and the fire, that we light, with difficulties, in the evening.<br />
This is the last evening into the wild, tomorrow we come back to Windoek and then to the day by day life.<br />
When is dark, under the stars, I think that here it is easier to see God. Everyone has his God. But to read in the Otijwarongo streets &#8216;God is the Lord&#8217; make you find Him beside, in the hands asking for food, in the poors abandoned on the ground, in the uninterrupted birds sing, in this uncontaminated nature of this arid mountains.  </p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121112-094340.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121112-094340.jpg" alt="20121112 094340 Terra, vento e fuoco / Earth, wind and fire" class="alignnone size-full" title="Terra, vento e fuoco / Earth, wind and fire" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121112-094354.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121112-094354.jpg" alt="20121112 094354 Terra, vento e fuoco / Earth, wind and fire" class="alignnone size-full" title="Terra, vento e fuoco / Earth, wind and fire" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121112-094406.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121112-094406.jpg" alt="20121112 094406 Terra, vento e fuoco / Earth, wind and fire" class="alignnone size-full" title="Terra, vento e fuoco / Earth, wind and fire" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121112-094506.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121112-094506.jpg" alt="20121112 094506 Terra, vento e fuoco / Earth, wind and fire" class="alignnone size-full" title="Terra, vento e fuoco / Earth, wind and fire" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121112-095620.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121112-095620.jpg" alt="20121112 095620 Terra, vento e fuoco / Earth, wind and fire" class="alignnone size-full" title="Terra, vento e fuoco / Earth, wind and fire" /></a>
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		<title>Panorami/Landscape</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Nov 2012 06:37:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>christian patrick ricci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giornata di panorami. Ancora verso sud,lasciata Otavi. Khorixas, Twyfelfontein e arriviamo nel Damaraland. Vediamo le tipiche formazioni rocciose di questo deserto rosso, una sorta di Monument valley namibiana. Così ammiriamo la &#8216;finger rock&#8217; ed anche il panorama che si gode da lassù, la terra rossa, gli alberi verdi, il cielo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giornata di panorami. Ancora verso sud,lasciata Otavi. Khorixas, Twyfelfontein e arriviamo nel Damaraland. Vediamo le tipiche formazioni rocciose di questo deserto rosso, una sorta di Monument valley namibiana. Così ammiriamo la &#8216;finger rock&#8217; ed anche il panorama che si gode da lassù, la terra rossa, gli alberi verdi, il cielo blu. E poi, &#8216;organ pipes&#8217;, le caratteristiche rocce a forma di canne d&#8217;organo e la &#8216;burnt mountain&#8217;, una collina nera, tanto scura da sembrare bruciata.<br />
Rocce di tutte le forme, perlopiù sferiche. Al tramonto è un gioco di luci dominate dal rosso.<br />
Campeggiamo un in camp site a ridosso delle rocce, con la doccia incastonata tra le pietre. Ci sentiamo cow boys nel preparare la cena sul fuoco a legna e facendo bollire l&#8217;acqua del caffè sulle braci. Il cielo sembra cadere giù tanto le stelle sono vicine. Dormire in questo silenzio irreale sará dolcissimo.</p>
<p>A day of landscapes. Still to the south, living Otavi. Khorixas, Twyfelfontein and we come into Damaraland. We see the typical rocky conglomerate, called &#8216;coppies&#8217;, of this red desert, a sort of Namibian Monument Valley. We admire the &#8216;finger rock&#8217; and the landscape from up there, red ground, green trees, blu sky. Then the &#8216;organ pipes&#8217;, typical rocks similar to this instrument, and the burnt mountain, a black hill, so dark to seem burnt. Rocks of all types, in particular roundly.  At sunset it is a game of lights, dominate by the red. We camp in a site near the rocks, with the shower built among the stones. We imagine to be cowboys preparing dinner on firewood, boiling coffee on the bray. The sky seems falling down because of the stars so near. To sleep in this unreal silence will be very sweet.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121111-083509.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121111-083509.jpg" alt="20121111 083509 Panorami/Landscape" class="alignnone size-full" title="Panorami/Landscape" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121111-083423.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121111-083423.jpg" alt="20121111 083423 Panorami/Landscape" class="alignnone size-full" title="Panorami/Landscape" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121111-083411.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121111-083411.jpg" alt="20121111 083411 Panorami/Landscape" class="alignnone size-full" title="Panorami/Landscape" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121111-083357.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121111-083357.jpg" alt="20121111 083357 Panorami/Landscape" class="alignnone size-full" title="Panorami/Landscape" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121111-083345.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121111-083345.jpg" alt="20121111 083345 Panorami/Landscape" class="alignnone size-full" title="Panorami/Landscape" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121111-083331.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121111-083331.jpg" alt="20121111 083331 Panorami/Landscape" class="alignnone size-full" title="Panorami/Landscape" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121111-083310.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121111-083310.jpg" alt="20121111 083310 Panorami/Landscape" class="alignnone size-full" title="Panorami/Landscape" /></a>
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		<title>L&#8217;acronimo Namibia</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Nov 2012 21:02:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>christian patrick ricci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questi giorni in giro per la Namibia potrebbero essere riassunti con un acronimo, utilizzando le lettere che ne compongono il nome. N come Nord. Abbiamo scelto di percorrere &#8216;on the road&#8217; il nord del Paese, ovvero regioni al di sopra della capitale Windoek, dal Kaudum al Caprivi, dal Bushmenland al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questi giorni in giro per la Namibia potrebbero essere riassunti con un acronimo, utilizzando le lettere che ne compongono il nome.<br />
N come Nord. Abbiamo scelto di percorrere &#8216;on the road&#8217; il nord del Paese, ovvero regioni al di sopra della capitale Windoek, dal Kaudum al Caprivi, dal Bushmenland al Damaraland. Circa tremila chilometri sulla strada documentati giorno per giorno.<br />
A come aquila. L&#8217;aquila che vedete rappresentata in queste foto esprime bene il potenziale di un Paese sul punto di spiccare il volo, dalle grandi ali in grado di assisterlo sia sulla distanza che sullo scatto. Del resto lo abbiamo definito il paese delle contraddizioni&#8230;.<br />
M come Mamy, il nome della ragazza che abbiamo incontrato a Gam e per noi simbolo di tutte le coraggiose e forti donne namibiane, venti anni e giovane determinata imprenditrice.<br />
I come Ippopotami, gli animali che più si faranno ricordare in questo viaggio. Acquattati e placidi, ma anche feroci e velocissimi quando serve.<br />
B come boscimani. Indimenticabili anche loro, dalle famiglia che abbiamo incontrato per prima alla scuola dei ragazzi, dagli sguardi dei bambini alle danze degli adulti intorno al fuoco. Ma anche b come i meravigliosi baobab che abbiamo, visto, toccato, fotografato.<br />
I come itinerari. Quelli che abbiamo tracciato e percorso, come quello attraverso il Kaudum o quello attraverso il bel parco Buffalo, quelli solo immaginati, come verso le cascate Vittoria, e quelli ancora da percorrere, nel Damaraland o verso il mare.<br />
A come acqua, perché anche se la Namibia è perlopiù desertica di acqua ne abbiamo incontrata tanta, come le foto testimoniano. Pesci, ippopotami, uccelli acquatici. È tanta acqua bevuta lungo la strada, almeno cento litri a placare la grande sete sotto il sole di questo splendido Paese.</p>
<p>These days around Namibia could be resumed with an acronym, with the letters of this name.<br />
N like North. We drove on the road around the north of the country, over Windhoek, from Kaudum to Caprivi, from Bushmenland to Damaraland. 3000 km around Namibia.<br />
A like Eagle in Italian, Aquila. A symbolic animal of Namibia, of the potential of the country and also  of his contradictions.<br />
M like Mamy. The name of the girl we encountered in Gam, symbol of the strong and courageous women of Namibia. Mamy entrepreneur at twenty years old.<br />
I like ippopotamus or hippo, the most mindful animal of the trip. We stayed with them a lot.<br />
B like bushmen, we&#8217;ll remember the family, the school, the children and the dance around the fire.<br />
B also like baobabs and all the trees we have seen, touched and photographed.<br />
I like  itineracy. All the trips we have done, thought, imagined.<br />
A like acqua, the word in Italian and in Latin for water. Because of the water we have seen in this desertic country and also for the water we have drunk, more than one hundred liters, because we were thirsty below the sun of this magnificent Country.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-225846.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-225846.jpg" alt="20121109 225846 Lacronimo Namibia" class="alignnone size-full" title="Lacronimo Namibia" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-225854.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-225854.jpg" alt="20121109 225854 Lacronimo Namibia" class="alignnone size-full" title="Lacronimo Namibia" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-225900.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-225900.jpg" alt="20121109 225900 Lacronimo Namibia" class="alignnone size-full" title="Lacronimo Namibia" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-225905.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-225905.jpg" alt="20121109 225905 Lacronimo Namibia" class="alignnone size-full" title="Lacronimo Namibia" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-225916.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-225916.jpg" alt="20121109 225916 Lacronimo Namibia" class="alignnone size-full" title="Lacronimo Namibia" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-225924.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-225924.jpg" alt="20121109 225924 Lacronimo Namibia" class="alignnone size-full" title="Lacronimo Namibia" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-225932.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-225932.jpg" alt="20121109 225932 Lacronimo Namibia" class="alignnone size-full" title="Lacronimo Namibia" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-225937.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-225937.jpg" alt="20121109 225937 Lacronimo Namibia" class="alignnone size-full" title="Lacronimo Namibia" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-225947.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-225947.jpg" alt="20121109 225947 Lacronimo Namibia" class="alignnone size-full" title="Lacronimo Namibia" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-225951.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-225951.jpg" alt="20121109 225951 Lacronimo Namibia" class="alignnone size-full" title="Lacronimo Namibia" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-225958.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-225958.jpg" alt="20121109 225958 Lacronimo Namibia" class="alignnone size-full" title="Lacronimo Namibia" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-230005.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-230005.jpg" alt="20121109 230005 Lacronimo Namibia" class="alignnone size-full" title="Lacronimo Namibia" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-230011.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-230011.jpg" alt="20121109 230011 Lacronimo Namibia" class="alignnone size-full" title="Lacronimo Namibia" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-230022.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-230022.jpg" alt="20121109 230022 Lacronimo Namibia" class="alignnone size-full" title="Lacronimo Namibia" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-230026.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-230026.jpg" alt="20121109 230026 Lacronimo Namibia" class="alignnone size-full" title="Lacronimo Namibia" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-230017.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-230017.jpg" alt="20121109 230017 Lacronimo Namibia" class="alignnone size-full" title="Lacronimo Namibia" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-230031.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-230031.jpg" alt="20121109 230031 Lacronimo Namibia" class="alignnone size-full" title="Lacronimo Namibia" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-230039.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-230039.jpg" alt="20121109 230039 Lacronimo Namibia" class="alignnone size-full" title="Lacronimo Namibia" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-230035.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-230035.jpg" alt="20121109 230035 Lacronimo Namibia" class="alignnone size-full" title="Lacronimo Namibia" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-230043.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-230043.jpg" alt="20121109 230043 Lacronimo Namibia" class="alignnone size-full" title="Lacronimo Namibia" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-230049.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-230049.jpg" alt="20121109 230049 Lacronimo Namibia" class="alignnone size-full" title="Lacronimo Namibia" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-230057.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-230057.jpg" alt="20121109 230057 Lacronimo Namibia" class="alignnone size-full" title="Lacronimo Namibia" /></a>
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		<title>Il popolo namibiano / Namibian people</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Nov 2012 18:47:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>christian patrick ricci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi percorriamo verso sud, sulla strada del ritorno, circa mille chilometri. È l&#8217;occasione per osservare il popolo namibiano che lavora, si riposa, va a scuola. Lungo la strada tra Randu, Grossfontein e Otavi, lungo il finestrino dell&#8217;auto, durante le soste, alle pompe di benzina, nei negozi, la gente si mostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi percorriamo verso sud, sulla strada del ritorno, circa mille chilometri. È l&#8217;occasione per osservare il popolo namibiano che lavora, si riposa, va a scuola. Lungo la strada tra Randu, Grossfontein e Otavi, lungo il finestrino dell&#8217;auto, durante le soste, alle pompe di benzina, nei negozi, la gente si mostra e parla, anche senza volerlo. C&#8217;è la giovane mamma con il figlio avvolto in una coperta, stretto alla sua schiena, c&#8217;è la donna non più giovane che fatica con una cesta piena d&#8217;acqua sulla testa, c&#8217;è ancora il benzinaio fiero del suo lavoro &#8216;pulito&#8217;. Sono tanti i volti che passano lungo la strada, che parlano di una Namibia che cambia, ma in cui ancora dominano le capanne di paglia, con la gente seduta fuori a riposare, a vendere arance, ad affannarsi per cercare un passaggio, a rimettere in senso un tratto di asfalto, a correre a scuola o al lavoro come dovunque. Tanti,tantissimi bambini, perlopiù a gruppi di tre o quattro, soli, senza adulti, che vagano per le strade, che giocano, che inseguono il loro destino con la cartella sulle spalle. Il namibiano è un popolo giovane e forte, pacifico e aperto, sono sicuro che tutti quelli che abbiamo incontrato sulla strada e anche quelli che incontreremo domani e dopo ancora, troveranno un futuro felice sotto questo cielo chiaro e radioso. </p>
<p>Today we drive to south, on the returning road, around one thousand kilometers. It is the occasion to observe Namibian people who works, has a rest, goes to school. On the road among Rundu, Grossfontein and Otavi, through the car window, during the stops, to the petrol stations, in the shops, people shows himself and talks, also without wanting it. There is the young mother with her child in a blanket, wrapped at her back, there is the woman no more young who labors with a water bucket on her head, there is the man at the petrol station, pride of his &#8216;clean&#8217; job. The faces that pass along the road are so many, talks of a changing Namibia, but with so many straw huts, with people outside to rest, to sell oranges, to manage to have a lift or to reconstruct a paved road, to run at work or school, like everywhere. Many, many children, especially in groups of three or four, alone without adults, they go around in the streets, they play, they look forward to their destiny with school bags on their shoulders. The Namibian is a young and strong people, open and  peaceful. I&#8217;m sure that all the people we met on the road and also those we&#8217;ll meet tomorrow and the day after, they will find an happy future below this clear and bright sky.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-204652.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-204652.jpg" alt="20121109 204652 Il popolo namibiano / Namibian people" class="alignnone size-full" title="Il popolo namibiano / Namibian people" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-204714.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121109-204714.jpg" alt="20121109 204714 Il popolo namibiano / Namibian people" class="alignnone size-full" title="Il popolo namibiano / Namibian people" /></a>
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		<title>Happy hippo</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Nov 2012 13:13:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>christian patrick ricci</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, ancora, sveglia alle cinque. Ci aspetta il bello ed inesplorato Mamili Park. Dicono che qui, rispetto a certi parchi namibiani ormai troppo sfruttati dal turismo, sia davvero selvaggio, senza auto in fila e senza fretta. Anche gli animali non sono stressati e vivono tranquilli la loro vita. Infatti capitiamo su un laghetto, casa di nove magnifici ippopotami. Questa è la casa di &#8216;happy hippo&#8217;. Ho battezzato così il loro capo, evidente dai versi e dagli atteggiamenti. Esco dall&#8217;auto e fa qualche passo verso di me, come a sfidarmi. Rientro in macchina, non è consigliabile raccogliere la sfida di un bestione che sembra un carro armato e può correre a quaranta all&#8217;ora, anche se è sereno e felice, e passa gran parte del suo tempo a mollo. Ho compreso solo oggi fino in fondo il  significato    del verbo &#8216;acquattato&#8217;. Poi per il resto oggi è giornata di preparativi per la ripartenza verso sud di domani, interrotti solo dalla necessità di aiutare Simone a far ripartire un&#8217;auto, trainandola. Sono davvero due belle persone Simone e Laura Micheletti, e porteremo per sempre nel cuore il loro Nkasa Lupala Lodge ed il posto incantevole in cui lo hanno costruito.</p>
<p>Http://www.nkasalupalalodge.com</p>
<p>Today, again, we wake up at five. Wait for us the beautiful and unexplored Mamili park. They say that here, differently from some Namibian parks now too spoiled by tourism, it is really wild, without cars cuing and hurry. And animals too aren&#8217;t stressed and live their lives quiet. In fact we come nearby a little lake home of nine magnificent hippos. This is really &#8216;happy hippo&#8217;s house&#8217;.<br />
I define in this way their chief, known by roars and movements. I jump off the car and he does some steps towards me, like if he wanted to challenge me. I return in the car, it isn&#8217;t advisable to take the challenge of a big beast that is similar to a tank and can run forty kilometers per hour, also if he&#8217;s quiet and happy and  spents most part of his time in the water.<br />
The  last part of the day is spent to prepare our returning to south tomorrow, interrupted only by the need to help Simone to restart a car, carrying it. They are really two beautiful people Simone and Laura Micheletti, and we will take in our heart for ever their Nkasa Lupala Lodge and the enchanting place where they built it. </p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121108-221839.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121108-221839.jpg" alt="20121108 221839 Happy hippo" class="alignnone size-full" title="Happy hippo" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121108-221755.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121108-221755.jpg" alt="20121108 221755 Happy hippo" class="alignnone size-full" title="Happy hippo" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121108-221741.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121108-221741.jpg" alt="20121108 221741 Happy hippo" class="alignnone size-full" title="Happy hippo" /></a>
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		<title>Acqua e siesta/Siesta and water</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Nov 2012 07:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>christian patrick ricci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alle cinque di mattina siamo giá in piedi per andare ad esplorare il Mamili Park. È grande, a due passi dal lodge e nei pressi del confine con il Botswana. E soprattutto pieno di animali: elefanti, ippopotami, facoceri, aquile&#8230; Tre ore di fuoristrada fitte e interessanti, con una buona luce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alle cinque di mattina siamo giá in piedi per andare ad esplorare il Mamili Park. È grande, a due passi dal lodge e nei pressi del confine con il Botswana. E soprattutto pieno di animali: elefanti, ippopotami, facoceri, aquile&#8230; Tre ore di fuoristrada fitte e interessanti, con una buona luce per le foto. Al ritorno fa un gran caldo, circa quaranta gradi. Stanchi, ci addormentiamo. Riscopro il valore della &#8216;siesta&#8217;. Noi, &#8216;paesi del nord&#8217;, guardiamo con sufficienza a questa usanza. Ma è un errore. Quando il sole picchia forte è il corpo che chiede riposo. È come se fosse necessario staccare il motore e metterlo in &#8216;stand by&#8217;. E così abbiamo fatto per un&#8217;ora, e questo ci ha consentito di ripartire con slancio: pranzo, foto, incontro con la comunità locale dei mayeyi, giro in barca. Il Caprivi visto dal piccolo fiume di fronte al Nkasa Lupala Lodge è bellissimo. Uccelli, pesci, ippopotami, tramonti infuocati. Acqua, tanta acqua in questo wetland, strano in un Paese che è desertico per la gran parte&#8230;<br />
<a target="_blank" href=" http://www.nkasalupalalodge.com"><br />
www.nkasalupalalodge.com</a></p>
<p>Five in the morning we are stand up and ready to explore Mamili Park. It is big, near the lodge and to the Botswana border. And, most important thing, full of animals: elephants, hippos, worth dog, eagles&#8230; Three hours off road tough and interesting, with a good light to take photos. Returning the temperature is high, nearly fourthy degrees. Tired by the hot, we sleep. And I consider again the value of the &#8216;siesta&#8217;. We, &#8216;north countries&#8217;, look at this use with diffidence. But it is an error. When the sun hits heavy the body asks for rest. It is like if it would be necessary to stop the engine and to put it in stand by. And so we did for an hour. This good move made us to restart with force: lunch, photos, meeting with the local community of the &#8216;mayeyi&#8217;, boat tour. The Caprivi region seen  by the narrow river in front of the Nkasa Lupala Lodge is very beautiful. Birds, fishes, hippos, fired sunsets. Water, much water in this wetland, strange in a State which is deserted for the main part&#8230;</p>
<p><a target="_blank" href="http:// www.nkasalupalalodge.com">www.nkasalupalalodge.com</a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121107-2143151.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121107-2143151.jpg" alt="20121107 2143151 Acqua e siesta/Siesta and water" class="alignnone size-full" title="Acqua e siesta/Siesta and water" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121107-214251.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121107-214251.jpg" alt="20121107 214251 Acqua e siesta/Siesta and water" class="alignnone size-full" title="Acqua e siesta/Siesta and water" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121107-214211.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121107-214211.jpg" alt="20121107 214211 Acqua e siesta/Siesta and water" class="alignnone size-full" title="Acqua e siesta/Siesta and water" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121107-2141521.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121107-2141521.jpg" alt="20121107 2141521 Acqua e siesta/Siesta and water" class="alignnone size-full" title="Acqua e siesta/Siesta and water" /></a>
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		<title>Caprivi e silenzio/ Sound of silence and Caprivi</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2012 03:38:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>christian patrick ricci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il silenzio! La pace che regna in questi posti è indescrivibile. Sembra silenzioso persino il rombo del fiume quando cade sulle rocce a formare le Popa Falls. Ma su quelle cascate ci abbiamo dormito, con una salda quiete nell&#8217;anima. Silenzio nel parco di Buffalo, rotto solo dal soffiare un un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il silenzio! La pace che regna in questi posti è indescrivibile. Sembra silenzioso persino il rombo del fiume quando cade sulle rocce a formare le Popa Falls. Ma su quelle cascate ci abbiamo dormito, con una salda quiete nell&#8217;anima. Silenzio nel parco di Buffalo, rotto solo dal soffiare un un leggero vento, o dal movimento di qualche animale. Tanti, anche stamattina all&#8217;alba. Bufali, elefanti, ippopotami, Kudu, impala, scimmie,facoceri, marabù. Silenzio anche per loro, i più rumorosi siamo ovviamente siamo noi, lenti ma comunque pesanti sul nostro Nissan fuoristrada. Quando prendiamo quella buona, di strada, asfaltata e larga, corriamo verso il centro del Caprivi, toccando prima Kongola e poi Bogani, per poi scendere a sud verso il Mamili Park. Ci attende il Nkasa Lupala lodge, retto da italiani,  i Micheletti. Una sorta di paradiso su palafitte di legno e metallo, completamente ecologico, alimentato da energia solare e inserito armoniosamente in una vegetazione fitta, affacciato su un placido fiume pescoso. Buonanotte da un cielo stellato e da sentieri illuminati dalle lucciole.</p>
<p>http://www.nkasalupalalodge.com</p>
<p>The sound of silence! The peace that reigns in these places is not describable. Seems silent also the  river&#8217;s roar when falls on the rocks to form the Popa Falls. But on those falls we slept well, with a solid quiet in our souls. Silence again in the Buffalo Park, broken only by a little wind or by an animal movement. Many wild animals, this morning too. Buffalos, elephants, hippos, kudu, impala, monkeys, wild pigs, marabou. The sound of their silence too&#8230; We are the most noisy, slow but clanging on our Nissan offroad. When we take the right road, paved and wide, we run towards the centre of the Caprivi region, touching first Kongola and then Bogani, to go then south to the Mamili Park. The Nkasa Lupala Lodge is waiting for us, ran by Italians, the Micheletti family. A paradise on palafi of metal and wood, completely ecological, that works with solar power and inserted very well in a thick nature. The lodge looks over a quiet river full of fishes. Goodnight from a sky plenty of stars and from paths lighted by fireflies.</p>
<p>http://www.nkasalupalalodge.com</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121106-2244463.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121106-2244463.jpg" alt="20121106 2244463 Caprivi e silenzio/ Sound of silence and Caprivi" class="alignnone size-full" title="Caprivi e silenzio/ Sound of silence and Caprivi" /></a>
<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.wildphotos.it%2Fblog%2Fcaprivi-e-silenzio-sound-of-silence-and-caprivi.html&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<div id="tweetbutton2865" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.wildphotos.it%2Fblog%2Fcaprivi-e-silenzio-sound-of-silence-and-caprivi.html&amp;text=Caprivi%20e%20silenzio%2F%20Sound%20of%20silence%20and%20Caprivi&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=horizontal&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.wildphotos.it%2Fblog%2Fcaprivi-e-silenzio-sound-of-silence-and-caprivi.html" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.wildphotos.it/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Animali selvaggi! / Wild animals</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 20:42:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>christian patrick ricci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Partiamo verso nord e procediamo con difficoltà nelle sabbie anche se scortati e anticipati dai guardaparco. Lungo la strada un villaggio di nativi con le capanne di paglia ma con una sorta di trespolo in legno per appoggiarvi i telefoni cellulari in una zona di copertura (!). Usciamo infine dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Partiamo verso nord e procediamo con difficoltà nelle sabbie anche se scortati e anticipati dai guardaparco. Lungo la strada un villaggio di nativi con le capanne di paglia ma con una sorta di trespolo in legno per appoggiarvi i telefoni cellulari in una zona di copertura (!). Usciamo infine dal Kaudum difficile e profumato di acacie mellifere per sbucare sulla strada asfaltata, larga e veloce. A est, verso il Caprivi e Niandana. Dopo il bel fiume okavango le cascate Popa ed il Buffalo Park.<br />
Qui ci mettiamo un po&#8217; a vedere gli animali, ma verso sera è fantastico. Bufali all&#8217;abbeverata, elefanti, facoceri (Pumba&#8230;), Kudu, scimmie, pappagalli. Senza vederlo sentiamo anche ippopotami  e leoni. Un tripudio di colori, suoni, odori. L&#8217;Africa è anche questo, piante meravigliose che crescono sulla sabbia, case di paglia e cellulari, deserto e cascate d&#8217;acqua, boscimani che cacciano con le frecce ma danzano solo per soldi, bestie feroci controllate con il Gps&#8230;. Anche questa giornata è stata pura avventura, andiamo a dormire cullati dal rumore forte del fiume spumeggiante davanti a noi.</p>
<p>We leave to the north and proceed with difficulties in the sands, also if accompanied by the rangers. Along the road a native village with huts but with a woody tripod to put on the cellular phones in a place with signal (!). We get outside the Kaudum difficult and perfumed by the trees (acacia mellifera). We come in a large and fast paved road going to east toward Caprivi and niandana. We cross the Okawango river and then we see Popa falls and the Buffalo park.<br />
Here we take a longtime to see the animals, but to the evening it is fantastic. Buffaloes drinking water, elephants, worth dog , kudu, parrots, monkeys. And without seeing them we listen hippos and lions. A feast of colors, sounds, perfumes. Africa is also these things, beautiful trees growing in sands, huts and cellular phones, deserts and water falls, bushmen that hunts with flashes but dance only for moneys, wild animals controlled by GPS&#8230; This day too is been pure adventure, now we go to sleep accompanied by the laud sound of the river in front of us.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121105-223721.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121105-223721.jpg" alt="20121105 223721 Animali selvaggi! / Wild animals" class="alignnone size-full" title="Animali selvaggi! / Wild animals" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121105-223929.jpg"><img src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121105-223929.jpg" alt="20121105 223929 Animali selvaggi! / Wild animals" class="alignnone size-full" title="Animali selvaggi! / Wild animals" /></a>
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		<title>No comment!</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 19:43:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>christian patrick ricci</dc:creator>
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		<title>Elefanti e sabbie profonde</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 14:42:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>christian patrick ricci</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ed eccoci nel Kaudum&#8230; Lasciamo Tsumkwe e i boscimani e ci inoltriamo a nord verso il parco probabilmente più selvaggio della Namibia. Ad accoglierci all&#8217;ingresso, invece di un affabile ranger, un teschio di elefante ci avverte che la giornata sarà dura. Infatti quelle che la carta, qualche decina di km più a sud definiva &#8216;sabbie pesanti&#8217; ora sono ribattezzate &#8216;sabbie profonde&#8217;. E non tardiamo a capire perché. La pista è un tratturo sabbioso che ci fa sbandare in continuazione, si procede a stento con le marce basse, e &#8211; inevitabilmente &#8211; ci insabbiamo. Venirne fuori è un lavoro di fatica, di pazienza e di nervi saldi. Al punto che pur di non rischiare di finire ancora nelle sabbie profonde corriamo veloci di fianco ad una intera famiglia di splendidi elefanti senza fermarci a fotografarli. Ci ripaga un vecchio pachiderma che si abbevera placido in uno stagno. La natura è uno spettacolo, con un tramonto da cartolina dall&#8217;Africa, di azzurro e rosa intenso. Facciamo campo in questa esplosione di colori, sotto ad un grosso albero, chiacchierando intorno al fuoco. Davvero una domenica particolare, tra elefanti e sabbie profonde.</p>
<p>Here we are in the Kaudum&#8230; We leave Tsumkwe and the bushmen and we go straight to the north into the park, probably the wildest in Namibia. To welcome us at the entrance, in place of a kind ranger an elephant skull tell us that this day will be taugh. In fact for the map the sand that some kilometers before were &#8216;heavy&#8217; now are &#8216;deep&#8217;. And we suddenly understand why. The road is a sandy narrow path that make us continuously rock and rolling. We proceed with difficulty and with low gears, and in the end we get stack</p>
<p>into the sand. To get out it is a hard work of fatigue, patience and self control. So, to not risk again, we run beside a family of elephants without stopping to take photos. We enjoy after, looking at a big and old elephant who drink quiet in a water hole. The nature is a fantastic show, with a sunset of deep blu and pink. We camp in the middle of this colors explosion, below a big tree, chatting around the fire. Really a particular Sunday, among elephants and deep sands.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121105-1130341.jpg"><img class="alignnone size-full" src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121105-1130341.jpg" alt="20121105 1130341 Elefanti e sabbie profonde"  title="Elefanti e sabbie profonde" /></a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121105-161832.jpg"><img class="alignnone size-full" src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121105-161832.jpg" alt="20121105 161832 Elefanti e sabbie profonde"  title="Elefanti e sabbie profonde" /></a></p>
<p><video width="468" height="325" src="http://www.photofarm.it/diario/wp-content/uploads/2012/11/20121105-162430.mov" controls="controls">Your browser does not support the video tag</video>
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