Gli orsi delle nostre Alpi

Parco Naturale Adamello-Brenta

In questi giorni i telegiornali parlano di orsi uccisi dalle macchine e forse anche uccisi dai bracconieri. In fondo sono pochi timidi ed elusivi. Non fanno grossi danni e cmq vigono leggi per risarcire i danni agli agricoltori. Mi spiacerebbe se passasse il messaggio che, gli orsi sono da abbattere perchè pericolosi e dannosi.

Orso Bruno europeo

La foto non è stata presa sulle Alpi ma in Finlandia, di seguito alcune notizie sulla reitroduzione.

Progetto Life Ursus – Tutela della popolazione di Orso bruno del Brenta

Sul Brenta sopravvivono gli ultimi orsi autoctoni delle Alpi: testimonianza della cultura e della storia delle genti alpine, e simbolo di un ambiente naturale integro e selvaggio. Ma fra le nostre montagne sono ormai pochissimi gli esemplari rimasti (non più di tre) e non si hanno segni di riproduzione dal 1988. Il progetto “Life Ursus – Tutela della popolazione di Orso bruno del Brenta” è un tentativo, con profonde basi scientifiche, di far rivivere la popolazione di orsi del Trentino occidentale, che è ormai alla soglia dell’estinzione.

Il progetto ha comportato il rilascio di 10 esemplari di orsi catturati in Slovenia, con l’obiettivo di ricostituire una popolazione in grado di riprodursi e autosostenersi in natura, per ricolonizzare un’area che va ben oltre il territorio del Parco.

Il progetto è promosso dal Parco Naturale Adamello-Brenta, finanziato in parte dall’Unione Europea e sviluppato con la collaborazione di molti soggetti. I Servizi del Dipartimento Foreste della Provincia Autonoma di Trento forniscono un supporto diretto alle operazioni, l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica fornisce un coordinamento scientifico a tutta l’iniziativa. Il WWF del Trentino collabora principalmente per le attività di divulgazione e comunicazione.

L’intero progetto viene seguito dal dott. Andrea Mustoni per conto del Parco Adamello – Brenta.

Gli Orsi bruni rilasciati nel Parco Adamello-Brenta

Sui monti che ancora ospitano l’orso bruno (grazie anche al progetto di reintroduzione) non può sorprendere che la fauna sia straordinaria: camosci, cervi, stambecchi, mufloni, caprioli, aquile. E poi volpi, tassi, martore, ermellini, marmotte, galli forcelli e cedroni, pernici bianche e molti altri animali grandi e piccoli. Sui monti del Parco è stato recentemente reintrodotto lo stambecco, sterminato dalla caccia alcuni secoli fa. Oggi, nel Parco, la caccia è consentita in forma strettamente controllata, con il fine di mantenere gli equilibri naturali fra gli animali e gli ambienti in cui vivono. Particolarmente significativa dal punto di vista naturalistico è la presenza dell’orso bruno, un animale misterioso, affascinante, nei confronti del quale pochi rimangono indifferenti.

Per secoli perseguitato con ogni mezzo, sulle Alpi era giunto sull’orlo dell’estinzione. Ora, dopo il reinserimento realizzato grazie al progetto Life Ursus, sta tornando a percorrere gli antichi sentieri, ad abitare le foreste e i monti dove era sempre vissuto. Il Parco Adamello-Brenta, fina dalla sua nascita legato indissolubilmente alle sorti dell’orso (la cui immagine compare anche nel logo del parco), opera e si impegna ogni giorno affinché questo animale, simbolo della meravigliosa e misteriosa bellezza della natura, possa continuare a vivere in questo angolo di paradiso.

Orsetti nati nel Parco: due nel 2002, due nel 2003, cinque nel 2004 …