Repubblica Dominicana, tesoro dei Caraibi

di Marinella Bellan, foto di Christian Patrick Ricci

Turismo ecologico nel cuore delle Antille

1726 Repubblica Dominicana, tesoro dei Caraibi«In nome dei Reali di Spagna prendo possesso di quest’isola, che chiamerò in loro onore Hispaniola». Queste devono essere state, più o meno, le parole dell’ammiraglio Cristoforo Colombo, quando mise piede per la prima volta, nel dicembre 1492, su quella che sarebbe diventata una delle mete preferite da molti turisti: la Repubblica Dominicana.

A distanza di più di cinquecento anni atterriamo all’aeroporto di La Romana, dove un accogliente «Hola amigos!» ci trasmette la sensazione di essere tornati a casa, tra gente conosciuta. Ed è in quel momento che nutro la speranza di riuscire a ripartire con la cognizione di aver capito lo spirito caraibico.
Innanzitutto è doverosa una precisazione: la Repubblica Dominicana è erroneamente confusa con Santo Domingo, che in realtà è il nome della sua stupenda capitale. A voler dimostrare rispetto per un Paese, è bene usare la terminologia corretta: otterremo in cambio uno dei caldi e meravigliosi sorrisi di questo popolo, che sanno entrare nel cuore. Non a caso siamo nella cosiddetta “terra dei sorrisi”.

Il nostro viaggio prevede di lasciarci alle spalle le zone più conosciute e turistiche, per addentrarci e approfondire la parte a sud-ovest dell’isola, dove gli ecosistemi si differenziano chiaramente in un territorio piuttosto circoscritto. La regione di Barahona, con l’omonima e pittoresca città Santa Cruz de Barahona, è l’ingresso verso un paradiso indimenticabile.
Attraversiamo borghi vivaci e colorati prima di arrivare a Oviedo, al centro di visita del parco nazionale di Jaragua, dove incontriamo il dottor Jorge Brocca, direttore della Società Ornitologica dell’isola, che ci spiega l’importanza e le finalità ecoambientali dei vari parchi e delle zone protette istituite dal governo dominicano: questo, data 1987.

 

619 Repubblica Dominicana, tesoro dei CaraibiDoveva essere un breve incontro ma, coinvolto dal nostro entusiasmo sull’argomento, il direttore si presta da cicerone, rivelandosi – oltre che professionista esperto – anche persona cordiale e disponibile. Insieme a lui, esploriamo in barca i ventisette chilometri quadrati di acqua salata presente in quest’area, profonda circa un metro e mezzo, dal fondale sabbioso e coperto dalla pianta acquatica Ruppia maritima, dove vive – oltre a numerosi tipi di pesci – il Nicholsi cyprinodon, specie autoctona osservata solo in questa laguna.

Grazie a un raro ambiente naturale, poi, si ammira un’avifauna – varia e protetta – di circa settanta specie stanziali e migratorie: aironi di vario genere, sterne, pellicani, gabbiani e la colonia più numerosa di tutta l’isola di fenicotteri. Un paradiso per i birdwatcher. Anche la fauna terrestre è interessante: vivono specie in pericolo di estinzione come: l’endemica e suggestiva iguana rinoceronte, il solenodonte e la hutia di Hispaniola.

Sullo sfondo, torri eoliche forniscono energia: potrebbero disturbare la vista in un panorama così naturale, invece testimoniano la volontà del governo di sviluppare nuove risorse alternative per fermare la deforestazione… leggi tutto l’articolo sul portale Nikon

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Gli orsi delle nostre Alpi

Parco Naturale Adamello-Brenta

In questi giorni i telegiornali parlano di orsi uccisi dalle macchine e forse anche uccisi dai bracconieri. In fondo sono pochi timidi ed elusivi. Non fanno grossi danni e cmq vigono leggi per risarcire i danni agli agricoltori. Mi spiacerebbe se passasse il messaggio che, gli orsi sono da abbattere perchè pericolosi e dannosi.

Wild Brown Bear Gli orsi delle nostre Alpi

Orso Bruno europeo

 

La foto non è stata presa sulle Alpi ma in Finlandia, di seguito alcune notizie sulla reitroduzione.

 

Progetto Life Ursus – Tutela della popolazione di Orso bruno del Brenta

 

Sul Brenta sopravvivono gli ultimi orsi autoctoni delle Alpi: testimonianza della cultura e della storia delle genti alpine, e simbolo di un ambiente naturale integro e selvaggio. Ma fra le nostre montagne sono ormai pochissimi gli esemplari rimasti (non più di tre) e non si hanno segni di riproduzione dal 1988. Il progetto “Life Ursus – Tutela della popolazione di Orso bruno del Brenta” è un tentativo, con profonde basi scientifiche, di far rivivere la popolazione di orsi del Trentino occidentale, che è ormai alla soglia dell’estinzione.

Il progetto ha comportato il rilascio di 10 esemplari di orsi catturati in Slovenia, con l’obiettivo di ricostituire una popolazione in grado di riprodursi e autosostenersi in natura, per ricolonizzare un’area che va ben oltre il territorio del Parco.

Il progetto è promosso dal Parco Naturale Adamello-Brenta, finanziato in parte dall’Unione Europea e sviluppato con la collaborazione di molti soggetti. I Servizi del Dipartimento Foreste della Provincia Autonoma di Trento forniscono un supporto diretto alle operazioni, l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica fornisce un coordinamento scientifico a tutta l’iniziativa. Il WWF del Trentino collabora principalmente per le attività di divulgazione e comunicazione.

L’intero progetto viene seguito dal dott. Andrea Mustoni per conto del Parco Adamello – Brenta.

Gli Orsi bruni rilasciati nel Parco Adamello-Brenta

 

Sui monti che ancora ospitano l’orso bruno (grazie anche al progetto di reintroduzione) non può sorprendere che la fauna sia straordinaria: camosci, cervi, stambecchi, mufloni, caprioli, aquile. E poi volpi, tassi, martore, ermellini, marmotte, galli forcelli e cedroni, pernici bianche e molti altri animali grandi e piccoli. Sui monti del Parco è stato recentemente reintrodotto lo stambecco, sterminato dalla caccia alcuni secoli fa. Oggi, nel Parco, la caccia è consentita in forma strettamente controllata, con il fine di mantenere gli equilibri naturali fra gli animali e gli ambienti in cui vivono. Particolarmente significativa dal punto di vista naturalistico è la presenza dell’orso bruno, un animale misterioso, affascinante, nei confronti del quale pochi rimangono indifferenti.

Per secoli perseguitato con ogni mezzo, sulle Alpi era giunto sull’orlo dell’estinzione. Ora, dopo il reinserimento realizzato grazie al progetto Life Ursus, sta tornando a percorrere gli antichi sentieri, ad abitare le foreste e i monti dove era sempre vissuto. Il Parco Adamello-Brenta, fina dalla sua nascita legato indissolubilmente alle sorti dell’orso (la cui immagine compare anche nel logo del parco), opera e si impegna ogni giorno affinché questo animale, simbolo della meravigliosa e misteriosa bellezza della natura, possa continuare a vivere in questo angolo di paradiso.

Orsetti nati nel Parco: due nel 2002, due nel 2003, cinque nel 2004 …

 

 

 

 

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Bear vision

Le immagini che ritengo  più affascinanti sono quelle che chiaramente e intenzionalmente esprimono la mia visione.

Volutamente non è un immagine che documenta scientificamente l’orso, ma ne esprime la sua essenza.

 

WILD BROWN BEAR

vision1 Bear vision

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Di ritorno dalla No man’s land

Una settimana di capanno nella no man’s land tra Finlandia e Russia.

Bellissima esperienza e tante foto di Orsi, Ghiottoni, Lupi.

bears Di ritorno dalla No mans land

Karelia, Wild brown bear

bookmark Di ritorno dalla No mans landemail Di ritorno dalla No mans landoknotizie Di ritorno dalla No mans landsegnalo Di ritorno dalla No mans landtwitter Di ritorno dalla No mans landshare save 171 16 Di ritorno dalla No mans land

Corso di 2° livello Macrofotografia

l sole mostra il suo volto. Il vento è assente. Sono le cinque del mattino.
La natura sta ancora dormendo.

flyerweb2 Corso di 2° livello Macrofotografia

E’ il momento che gli insetti intorpiditi e coperti ancora di rugiada aspettano i primi raggi di sole caldo per permettere loro di volare e svolgere le loro attività …  Insetti, fiori, bacche, licheni,muschi e piccoli animali appartengono a un mondo in miniatura spesso difficilmente apprezzabile dall’uomo, difficilmente osservabile se non con tecniche ed obiettivi particolari. La macro-fotografia è la capacità di giocare con la luce e rappresentare la vita dal piccolo in grande…
Che obiettivo è meglio usare? A focale lunga o corta? E l’autofocus? Il flash o la luce naturale? Tubi di prolunga, inversione degli obiettivi, duplicatori, cavalletti, slitte ecc ecc.
E la tecnica?
Insomma davvero difficile districarsi. Per questo proponiamo un percorso a step fatto di diversi appuntamenti che partiranno dalla base della macrofotografia fino alle tecniche più avanzate. Un corso completo teorico/pratico, infatti il corso prevede teoria e pratica sul campo.

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Le date dei corsi Macro:
14/15 aprile week end
Corso di 1° livello  Palude di Casalbeltrame e alla sede del Parco
5/6 maggio week end
Corso di 2° livello  Palude di Casalbeltrame e alla sede del Parco
16/17giugno week end
Corso di 3° livello  Palude di Casalbeltrame e alla sede del Parco
8/9 settembre week end
Corso di 4° livello  Palude di Casalbeltrame e alla sede del Parco

E’ previsto uno sconto per chi acquista un minimo di 3 corsi.

5/6 maggio 2012 corso di 2° livello
Docente:
Christian Patrick Ricci
Parco naturale delle lame del Sesia,
presso la palude di casalbeltrame e la sala del Parco

Partner Tecnico: Manfrotto, Gitzo, Lite Panel, Lastolite, Kata.manfrottologo2 Corso di 2° livello Macrofotografia

La palude di Casalbeltrame sorge all’interno del parco regionale delle lame del Sesia, l’oasi di circa 10 ettari è rifugio per molte specie di animali collocata in un area di 630 ettari di Riserva Naturale Orientata. La rinaturalizzazione dell’area e attuata dal parco nei decenni scorsi, ha reso la palude un luogo di passo di molti uccelli, oltre che riserva per piccoli mammiferi, anfibi e una grande varietà di insetti, ragni e libellule.

DSC5725 300x199 Corso di 2° livello Macrofotografia
Il capanno della Palude di Casalbeltrame dove svolgeremo alcune attività del corso

Il corso di secondo livello è dedicato ai fotografi che abbiano una conoscenza di base della fotografia o che hanno partecipato al corso di primo livello.

Focus del corso
Verranno trattati nel corso di secondo livello :
Tecniche ed accessori per la ripresa ravvicinata, tubi di prolunga, duplicatori, lenti addizionali, flash, inversione degli obiettivi, sistemi di illuminazione.
Le nozioni teoriche svolte in aula verranno messe in pratica direttamente sul campo presso il Parco e L’oasi della palude di Casalbeltrame.

Attrezzatura base richiesta
Macchina digitale reflex – Obiettivo dedicato macro – Cavalletto – Scatto remoto – Abbigliamento idoneo – Scarpe da trekking – Telo per stendersi a terra – forbicine – atomizzatore/spruzzatore acqua.

 Ritrovo:
Presso la sede del Parco Lame del Sesia in Via 20 Settembre, 12  13030 Albano Vercellese – Vercelli

Quota di partecipazione
Costo del corso per 2 giorni 190 euro – Max 8/10 partecipanti

Cosa comprende
- Corso base di secondo livello di Macrofotografia
- Prova attrezzatura Manfrotto, Gitzo, Lite panel
- Gadget Manfrotto
- Attestato di partecipazione

Cosa non comprende
Spostamenti con auto – Pernottamento – Pasti e bevande

Dove alloggiare
Possibilità di pernottare e mangiare presso la struttura del Parco a prezzi modici.

Sfoglia tutto il catalogo per maggiori informazioni

INFO e ISCRIZIONI

bookmark Corso di 2° livello Macrofotografiaemail Corso di 2° livello Macrofotografiaoknotizie Corso di 2° livello Macrofotografiasegnalo Corso di 2° livello Macrofotografiatwitter Corso di 2° livello Macrofotografiashare save 171 16 Corso di 2° livello Macrofotografia

Corsi di post-produzione Capture NX2

flyerpost Corsi di post produzione Capture NX2Photofarm – Scuola di fotografia presenta i nuovi corsi di post-produzione con il famoso software Nikon Capture NX2. I corsi tenuti da Christian Patrick Ricci e Mirko Sotgiu docenti Nikon School sono realizzati per venire incontro alle molteplici necessità di chi fotografa in digitale, di diverso livello, adatti a tutti da chi ha non ha conoscienze di elaborazione file RAW o chi ha più necessità di conoscere nuovi metodo,

Il corso completo di post-produzione con Capture NX2 è suddiviso i tre livelli di apprendimento:

BASE: per tutti coloro lavorano in formato RAW Nikon sia chi vuole utilizzare le potenzialità di NX2 per lavorare le immagini TIFF.

AVANZATO: Seguito del corso base, il corso approfondirà con esempi pratici, entrando più nel dettaglio delle funzioni di Capture NX2

TIPS & TRICKS: Tutti i trucchi per velocizzare il workflow digitale e nuove metodologie di lavoro per ottenere l’optimum dalle nostre immagini.

Il primo corso BASE si terrà a Milano il 18 Febbraio 2012 – Per i dettagli clicca sul calendario Academy.

Per chi parteciperà a più corsi è previsto uno sconto.

Su richiesta i corsi prevedono un supporto web interattivo in conferenza come aiuto propedeutico dopo corso. Termini del servizio contenuti nella brouchure PDF.

bookmark Corsi di post produzione Capture NX2email Corsi di post produzione Capture NX2oknotizie Corsi di post produzione Capture NX2segnalo Corsi di post produzione Capture NX2twitter Corsi di post produzione Capture NX2share save 171 16 Corsi di post produzione Capture NX2

Dal 14 al 15 aprile 1°corso dei 4 appuntamenti di Macrofotografia 2012

Il sole mostra il suo volto. Il vento è assente. Sono le cinque del mattino.
La natura sta ancora dormendo.

E’ il momento che gli insetti intorpiditi e coperti ancora di rugiada aspettano i primi raggi di sole caldo per permettere loro di volare e svolgere le loro attività …  Insetti, fiori, bacche, licheni,muschi e piccoli animali appartengono a un mondo in miniatura spesso difficilmente apprezzabile dall’uomo, difficilmente osservabile flyerweb Dal 14 al 15 aprile 1°corso dei 4 appuntamenti di Macrofotografia 2012se non con tecniche ed obiettivi particolari. La macro-fotografia è la capacità di giocare con la luce e rappresentare la vita dal piccolo in grande…
Che obiettivo è meglio usare? A focale lunga o corta? E l’autofocus? Il flash o la luce naturale? Tubi di prolunga, inversione degli obiettivi, duplicatori, cavalletti, slitte ecc ecc.
E la tecnica?
Insomma davvero difficile districarsi. Per questo proponiamo un percorso a step fatto di diversi appuntamenti che partiranno dalla base della macrofotografia fino alle tecniche più avanzate. Un corso completo teorico/pratico, infatti il corso prevede teoria e pratica sul campo.

Le date dei corsi Macro:
14/15 aprile week end
Corso di 1° livello  Palude di Casalbeltrame e alla sede del Parco
5/6 maggio week end
Corso di 2° livello  Palude di Casalbeltrame e alla sede del Parco
16/17giugno week end
Corso di 3° livello  Palude di Casalbeltrame e alla sede del Parco
8/9 settembre week end
Corso di 4° livello  Palude di Casalbeltrame e alla sede del Parco

E’ previsto uno sconto per chi acquista un minimo di 3 corsi.

14/15 aprile 2012 corso di 1° livello
Docente:
Christian Patrick Ricci
Parco naturale delle lame del Sesia,
presso la palude di casalbeltrame e la sala del Parco

Partner Tecnico: Manfrotto, Gitzo, Lite Panel, Lastolite, Kata.manfrottologo2 Dal 14 al 15 aprile 1°corso dei 4 appuntamenti di Macrofotografia 2012

La palude di Casalbeltrame sorge all’interno del parco regionale delle lame del Sesia, l’oasi di circa 10 ettari è rifugio per molte specie di animali collocata in un area di 630 ettari di Riserva Naturale Orientata. La rinaturalizzazione dell’area e attuata dal parco nei decenni scorsi, ha reso la palude un luogo di passo di molti uccelli, oltre che riserva per piccoli mammiferi, anfibi e una grande varietà di insetti, ragni e libellule.

DSC5725 300x199 Dal 14 al 15 aprile 1°corso dei 4 appuntamenti di Macrofotografia 2012Il capanno della Palude di Casalbeltrame
dove svolgeremo alcune attività del corso

Il corso di primo livello è dedicato a chi vuole avvicinarsi al mondo della macrofotografia, non sono richieste particolari competenze tecniche, per cominciare dalle basi in maniera semplice e divertente.

Focus del corso
Verranno trattati nel corso di primo livello :
I rapporti di riproduzione – Gli obiettivi macro – La profondità di campo – Il diaframma – La messa a fuoco – l’esposizione – la composizione.
Le nozioni teoriche svolte in aula verranno messe in pratica direttamente sul campo presso il Parco e l’oasi della palude di Casalbeltrame.

Attrezzatura base richiesta
Macchina digitale reflex – Obiettivo dedicato macro – Cavalletto – Scatto remoto – Abbigliamento idoneo – Scarpe da trekking – Telo per stendersi a terra – forbicine – atomizzatore/spruzzatore acqua.

 Ritrovo:
Presso la sede del Parco Lame del Sesia in Via 20 Settembre, 12  13030 Albano Vercellese – Vercelli

Quota di partecipazione
Costo del corso per 2 giorni 160 euro – Max 8/10 partecipanti

Cosa comprende
Corso base primo livello di MacrofotografiaProva attrezzatura Manfrotto (pinze,clamp,cavalletti, teste, slitte di messa a fuoco, stativi, luci led ecc.), Gitzo, Lite panel – Gadget Manfrotto – Attestato di partecipazione

Cosa non comprende
Spostamenti con auto – Pernottamento – Pasti e bevande

Dove alloggiare
Possibilità di pernottare e mangiare presso la struttura del Parco a prezzi modici.

Sfoglia tutto il catalogo per maggiori informazioni

 

INFO e ISCRIZIONI

 

 

 

bookmark Dal 14 al 15 aprile 1°corso dei 4 appuntamenti di Macrofotografia 2012email Dal 14 al 15 aprile 1°corso dei 4 appuntamenti di Macrofotografia 2012oknotizie Dal 14 al 15 aprile 1°corso dei 4 appuntamenti di Macrofotografia 2012segnalo Dal 14 al 15 aprile 1°corso dei 4 appuntamenti di Macrofotografia 2012twitter Dal 14 al 15 aprile 1°corso dei 4 appuntamenti di Macrofotografia 2012share save 171 16 Dal 14 al 15 aprile 1°corso dei 4 appuntamenti di Macrofotografia 2012

EV magazine novembre-dicembre 2011

Il numero di EV novembre-dicembre 2011 è distribuito, puntuale come sempre, nella versione cartacea e digitale, e – come ci ha abituato da un po’ di tempo – anche nell’edizione corrente non mancano le sorprese.

zinio Ev sett Cover 2011 198x300 EV magazine novembre dicembre 2011Il servizio di copertina è firmato da Christian Patrick Ricci, che è stato impegnato in un reportage in Namibia: un viaggio fra le tribù indigene dei boscimani e degli himba, attraverso il deserto del Kalahari e nei territori che ospitarono i primi uomini della Terra. Un percorso carico di spiritualità, lontano dalle solite mete turistiche, anche in un Paese già aperto e organizzato ai flussi di visitatori occidentali, che mostra come noi di EV intendiamo l’esperienza del viaggio: osservazione innanzitutto, conoscenza poi, anche curiosità, interpretazione e studio, ma sempre accompagnati dalla sensibilità doverosa in un incontro fra culture e ambienti.

Fabio Liverani è andato ad Amsterdam, e dalla capitale olandese ha portato i pensieri e gli scatti di chi cerca di carpire il segreto di una libertà che in apparenza non conosce limiti, in un modello di società che ha fatto della città delle biciclette e della mobilità dolce anche il luogo della trasgressione che diventa normalità per turisti.

Juza, di ritorno dall’India, presenta un reportage crudo e allo stesso tempo dolce e pieno di colori, che ricalca questo straordinario Paese così ricco di contraddizioni eppure affascinante come pochi altri al mondo. Le metropoli offrono un volto decisamente moderno accanto a scene, in quelle stesse vie, che rimandano come uno schiaffo in pieno viso alla povertà in cui versano folle di uomini, donne, bambini, anziani.

Una novità del numero è il debutto della rubrica “Inside Europe”, che approfondisce mete più o meno battute del nostro continente: Claudia Patrone e Mirko Sotgiu scaldano l’inverno con un romantico servizio bavarese, dai borghi che sembrano usciti dal presepe, il cristallo lavorato sapientemente dalle mani artigiane degli artisti locali, i sapori forti che richiamano l’identità così caratteristica del popolo che abita questa parte di Germania.

Un altro servizio ricco di emozione è tutto italiano: siamo andati a Villa Bossi di Bodio Lomnago, nel Varesotto, dove esiste la fabbrica più specializzata del Paese nella costruzione dei clavicembali. Da questo laboratorio sono usciti pezzi unici, che hanno viaggiato per il mondo nelle tournée di musicisti di fama internazionale. Testi di Luigi Angelino, fotografie di Luciana Ceriana.

L’editoriale del direttore di EV Virginia Martelli commenta la notizia di un’importante scoperta scientifica: l’esistenza di un imponente fiume sotterraneo che scorre sotto il Rio delle Amazzoni, lungo circa seimila chilometri e largo quasi duecento, che lo studioso da cui prende il nome – Valiya Hamza – ha individuato a quattromila metri di profondità nelle viscere del pianeta.

La rubrica “Filo diretto con i lettori”, aperta a lettere e considerazioni del nostro pubblico, apre un interessante dibattito sul fumo in natura, a dimostrazione che le opinioni e le conoscenze derivate dall’esperienza diretta sono spesso fonte di continue evoluzioni del nostro pensiero. Chi desidera sottoporre alla redazione un argomento o una riflessione, questo è l’indirizzo email unico di riferimento.

La fotografia di “From the Field” è un bello scatto di Fabio Liverani, che raccoglie e diffonde il mistero di un giorno di nebbia sull’Appennino Toscano, al Santuario della Verna.

“All Around”, a cura di Claudia Patrone, propone un focus sugli argomenti più vari legati al tema del viaggio: la storia della rompighiaccio “Kapitan Khlebnikov”, che dopo aver accompagnato migliaia di turisti estremi nelle avventure in Antartide tornerà a svolgere l’impegnativo compito dell’assistenza alle basi polari, abbandonando l’esperienza delle crociere; l’intramontabile successo nelle vendite sul mercato italiano delle mete legate agli States; l’apertura di biostore nella nostra Penisola a cura di Alce Nero Mielizia, che uniscono all’attività commerciale tout-court la somministrazione di cibi e bevande rigorosamente certificati; la rievocazione di quello che viene definito il Marco Polo medievale, l’antico viaggiatore del XIV secolo Ibn Battuta, passato alla storia per aver cercato di appagare esclusivamente i suoi bisogni di conoscenza in quella sua avventura, non essendo spinto da ragioni né economiche né militari; la nascita di una rete per agenzie turistiche e viaggiatori – Open Travel Network – che si propone come interlocutore alternativo professionale all’imperante fai-da-te online; la descrizione di una bella mostra d’arte, aperta a Berlino fino al 9 gennaio 2012, che mette a confronto le produzioni di Germania e Polonia, due Paesi europei oggi uniti ma a lungo divisi dalla storia, dimostrando affinità e integrazioni nient’affatto distanti; ritorno a Villach per l’inverno, in un angolo di Carinzia austriaca che sembra uscito da una fiaba; e, per finire, un ampio servizio sulle mete più interessanti dell’arco alpino, con le declinazioni principali della vacanza bianca, dalle piste più emozionanti ai borghi ecologically correct.

Elena Simoni, in “Science”, si occupa di paleontologia, biodiversità, medicina, sanità globale ed ecosistemi marini, mentre l’allergologo Luigi La Rosa affronta le difficoltà che la nostra pelle può provare quando viene esposta al freddo.

Giuseppe Reguzzoni, nella sua rubrica di storia “Uomini&Tempi”, racconta il mito dell’Orfeo di Amsterdam, Jan Pieterszoon Sweelinck, musicista prodigioso fra i più virtuosi della Città fra Cinquecento e Seicento, in un tempo in cui la capitale olandese crebbe grandiosamente.

Luigi Angelino, nel suo “Correva l’anno…”, rivolge lo sguardo al 1858 dopo Cristo, quando il Nord Italia vide svilupparsi la “Ferrovia delle Barche” denominata Ipposidra. Un progetto originale e visionario di Carlo Cattaneo, grande pensatore lombardo che seppe distinguersi anche per il suo ingegno poliedrico.

Il contributo di TuttoDanza per questo numero, nella rubrica “In Movimento”, ci descrive l’attesa tournée del Balletto di Mosca La Classique, che si esibisce in Italia per due mesi di spettacoli, riservando all’affezionato pubblico nostrano i più grandi titoli della disciplina, anche in versione con orchestra dal vivo.

“Le Storie di Survival” sono sempre motivo di riflessione profonda, e in questo caso forse ben più che in altri: parliamo infatti di un popolo che vive in uno dei paradisi terrestri più amati dai viaggiatori contemporanei, le Andamane, che proprio a causa del turismo rischia di incontrare problemi, malattie, sfruttamento. A difendere gli Jarawa e la loro cultura originale è un boicottaggio al quale hanno aderito anche i principali tour operator attivi nell’arcipelago.

“Talent Scout”, la sezione dedicata agli appassionati di fotografia e realizzata dai migliori di loro, con il coordinamento di Juza, presenta oggi una bella Foto di Alessio Panarella, un Portfolio dalla “Magica Sardegna” di Salvatore Serra e l’interessante Reportage “Nell’occhio del lupo” di Enrico Ghiberto.

A cura di Fabio Liverani, le “Divagazioni Fotografiche” affrontano l’accidentato percorso delle idee con le quali ci si approccia ad uno scatto, portando alcuni esempi.

Prima di lasciarci con il fumetto di Matteo e Nicola Paganini, tuttavia, è importante sottolineare a dovere un servizio di grande interesse e attualità, a cura di Sergio Mantovani: il nostro autore approfondisce infatti il tema del bushmeat, il commercio della carne della fauna selvatica in numerosi Paesi africani, sottolineando come quello che viene a buon diritto contrastato come pratica barbara e illegale affonda assai spesso le sue radici nelle condizioni di estrema povertà in cui versano le popolazioni che in queste aree vivono.

Siamo certi che anche questo numero di EV contribuisce a stimolare una rinnovata visione del mondo che ci circonda. Aspettiamo i vostri commenti!

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Repubblica Dominicana

Di ritorno dalla Repubblica Dominicana 3.000 scatti!

Ho percorso tutta la parte sud ovest dei Parchi nazionali Dominicani, cloud forest, zone umide, mare tropicale, mangrovie, pescatori, City.

baia aguillas Repubblica Dominicana

Las Aguilas

Numerose le opportunità fotografiche grazie agli endemismi presenti: Iguane rinoceronte, Coccodrilli americani, Fregate, Pellicani.

iguana rinoceronte Repubblica Dominicana

Iguana Rinoceronte

bookmark Repubblica Dominicanaemail Repubblica Dominicanaoknotizie Repubblica Dominicanasegnalo Repubblica Dominicanatwitter Repubblica Dominicanashare save 171 16 Repubblica Dominicana

Macro Lighting Spider di Nital

La soluzione SPIDER di NITAL permette di ottenere orientamenti e posizionamenti di illuminazione con flash NIKON SB-R200 ma anche con illuminatori LED PANEL MANFROTTO.

Il tutto semplicemente montato intorno all’obiettivo senza cavi e stativi. Indispensabile accessorio per gli appassionati di macro ma anche e soprattutto per tutto il campo medico e la fotografia naturalistica.

200 281x300 Macro Lighting Spider di Nital

Il supporto Spider con il Commander SU-800, flash Nikon Sb-R200 e led panel Manfrotto

 

A cura di Gerardo Bonomo con foto di Valerio Pardi e Christian Patrick Ricci

Se vuoi leggere tutto l’articolo sul sito Nital qui il link

 

Spider in fotografia naturalistica foto e testi di Christian Patrick Ricci
Video e foto di backstage di Mirko Sotgiu

Il supporto Spider è stato ingegnerizzato per estendere le potenzialità delle soluzioni di illuminazione Nikon SB-R200, Remote Kit R1 oppure Commander Kit R1C1 offrendo maggiori posizionamenti anche misti tra luce flash e continua LED.

Quanto sopra soddisfa anche gran parte delle esigenze specifiche in fotografia macro naturalistica. Il fotografo naturalista spesso si trova a fare i conti con il peso, cioè la portabilità dell’attrezzatura sul campo: un elemento non trascurabile, che condiziona l’esercizio dell’attività. Nel caso specifico della fotografia naturalistica a breve distanza, oltre un normale corredo, è necessario disporre anche di tutta una serie di accessori che aumentano di molto il peso dello zaino. Il kit Spider, data la sua leggerezza, non grava sul resto dell’attrezzatura e diventa quindi un buon alleato del macrofotografo. Dai test effettuati nel corso di questa esperienza, Spider è risultato un’ottima soluzione per la macrofotografia, leggera e configurabile a piacere, sia che si utilizzino i piccoli e versatili Nikon SB-R200, o pannelli con luce continua a LED, fino ad un sistema più complesso di schemi di luce flash in mix con SB-900, SB-800, SB-700 ecc.

Il supporto e tutti gli accessori non prevedono un case specifico: è sufficiente adattare una borsetta all’uso, magari di quelle hi-tech con gancio a moschettone, che potrà essere agganciata esternamente allo zaino fotografico oppure collocata in una delle tasche laterali per un rapido accesso. Una volta trovata la configurazione più congeniale per l’uso naturalistico, molti accessori in dotazione potranno essere lasciati a casa ed usati in altre tipologie di ripresa.

201 Macro Lighting Spider di Nital
Il kit Spider, grazie al sistema CLS di Nikon, può essere
utilizzato in molteplici configurazioni, senza limiti creativi.
Sia che si esegua un Close-Up, sia in campi specifici Macro
1:1 fino a 4:1, lo Spider facilita notevolmente il
posizionamento dei flash. Per lo shooting sui serpenti,
che si vede nelle immagini, è stata utilizzata una
configurazione a luce flash con il Wireless Speedlight
Commander Nikon SU-800 in abbinata a due flash SB-900,
due SB-R200 e mix luce ambiente. Come corpo macchina
abbiamo scelto una Nikon D3 con ottica AF-S VR Micro-Nikkor
105mm f/2.8G IF-ED e un duplicatore AF-S Teleconverter
TC-20E.

 

202 Macro Lighting Spider di Nital
203 Macro Lighting Spider di Nital

Il video del backstage

 

 

205 Macro Lighting Spider di Nital
CROTALO CORNUTO DELLE PALME (Bothrops schlegeli)
205 schema1 Macro Lighting Spider di Nital

Nikon D3
Obiettivo: VR 105mm F/2,8G
Lunghezza focale: 105mm
Modo messa a fuoco: Manuale (M)
VR: OFF
Diaframma: F/11
Tempo di posa: 1/250sec.
Modo di esposizione: Manuale
Comp. esposiz.: 0EV
Misurazione: Matrix
ISO 640
Modo sincro flash: Seconda tendina
Modo flash: Commander
Compensazione flash:
Gruppo A: TTL -1,0EV
Gruppo B: TTL

208 Macro Lighting Spider di Nital
DRAGO BARBUTO (Pogona vitticeps)
208 schema4 Macro Lighting Spider di Nital
Nikon D3
Obiettivo: VR 105mm F/2,8G
Lunghezza focale: 105mm
Modo messa a fuoco: AF-S
Modo area AF: Area dinamica, 51 punti
VR: OFF
Diaframma: F/13
Tempo di posa: 1/200sec.
Modo di esposizione: Manuale
Comp. esposiz.: 0EV
Misurazione: Matrix
Sensibilità ISO: ISO 640
Modo sincro flash: Seconda tendina
Modo flash: Commander Compensazione flash:
Gruppo A: TTL -1,0EV
Gruppo B: TTL- 2,0EV
209 Macro Lighting Spider di Nital
GECO LEOPARDINO
(Eublepharis Macularius)
210 Macro Lighting Spider di Nital

RAGNO VESPA CON UOVO (cocoon) (Argiope bruennichi)

F/14, 1/160sec.ISO 200
Dispositivo: SU-800
Gruppo A: TTL, +1.7EV
Gruppo B: TTL, -0.7EV210 schema5 Macro Lighting Spider di Nital

 

 

Nella realizzazione di questo contributo eXperience dedicato alla fotografia naturalistica hanno collaborato:
Lo Zoo Safari di Pombia che ha messo a disposizione il proprio rettilario. Il curatore responsabile del rettilario Iordan Petrov Georgev e l’erpetologo Gabor Dalmati, Mirko Sotgiu del team di Photofarm per la realizzazione del backstage e del video. Nital e Manfrotto per la fornitura dei supporti utilizzati.

 

Se vuoi leggere tutto l’articolo sul sito Nital qui il link

 

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Nella foresta Boema, il Bayerischer Wald


CHR6901 300x199 Nella foresta Boema, il Bayerischer Wald

Lupi al Bayerischer wald

La Foresta Boema, al confine tra Germania e Repubblica Ceca, è la più grande area di foresta continua in Europa, che culmina con il Rachel Peak (1453 m): al suo interno il Parco Nazionale della Foresta Bavarese Bayerischer Wald. Il parco nazionale comprende foreste allo stato naturale, torbiere, fiumi e laghi con molti animali e piante, si estende su quasi 24.250 ettari di proprietà statale. E’ stato il primo Parco Nazionale creato naturalmente in Germania.
Il parco nazionale è stato istituito nel 1970 per proteggere l’ecosistema del bosco con ogni mezzo possibile, le foreste coprono il 98% della superficie totale sono più di 7500 ettari messi in protezione da ogni intervento umano. Tali garanzie portano notevoli benefici per il territorio e lo sviluppo turistico, adatte alla protezione e conservazione della natura (320 km di sentieri escursionistici, 200 km di piste ciclabili, 170 km di piste sci, parchi naturali e botanici adattati al osservazione di flora e fauna) e al monitoraggio per singolo studio scientifico dell’evoluzione spontanea della foreste.
In breve, il Parco Nazionale della Baviera è riuscito a conciliare l’ambizioso obiettivo di protezione (ricostruzione di foresta primaria) e la dinamica dello sviluppo economico di ambienti di qualità e vivibilità.
I Parchi faunistici, sono situati tra Zwiesel e Grafenau (Tierfreigelander 1) e Ludwigsthal (Tierfreigelander 2). Sono l’emblema del Parco Nazionale della Baviera.Il primo si estende su 300 ettari e offre attraverso numerosi sentieri e punti di vista, la scoperta dei più grandi mammiferi selvatici d’Europa:

l’orso bruno, lince, lupo europeo, bisonte europeo, ma anche piccoli mammiferi come il gatto selvatico, martora, lontra e molti uccelli, come l’emblematico gallo cedrone, la civetta e il gufo reale, la forza principale di questo magnifico Parco (l’ingresso è gratuito!) è di fornire un ambiente totalmente naturale e sicuro per i visitatori, consentendo l’osservazione di molte specie e di altri animali selvatici in libertà intorno alla zona protetta!

bayerischer I 150x150 Nella foresta Boema, il Bayerischer Wald

Tierfreigelande 1

bayerischer II 150x150 Nella foresta Boema, il Bayerischer Wald

Tierfreigelande 2

Questo parco è un enorme potenziale per l’amante della natura e la fotografia, è un must assoluto per chi vuole fotografare linci, lupi, orsi bruni.In inverno il parco offre al fotografo le migliori condizioni di ripresa, facilitate dagli alberi privi di foglie e alla suggestione degli ambienti imbiancati dalla neve.
Ci sono vari percorsi battuti e mai difficoltosi, accessibili anche ai bambini, un intero percorso può arrivare a 5/6Km ogni tappa è ben segnalata con cartelloni didattici che indicano le varie altane.

 Da qualche anno è stato istituito un’altro parco faunistico precisamente a Ludwigsthal, il Tierfreigelander 2 con la stessa filosofia di quello di Neschonau.Ottimo per la fotografia ai Lupi grazie alle altane posizionate strategicamente e alla torre di osservazione.
Vanta inoltre un bellissimo museo naturalistico e un punto di ristoro.

 A Ludwigsthal la riserva è raggiungibile sia in auto, con comodo parcheggio, che in treno tramite la WaldBahn che ferma proprio davanti l’ingresso del parco, idem a Neuschonau dove troviamo anche un piccolo centro con museo e punto ristoro.

Links utili:

http://www.nationalpark-bayerischer-wald.de/

Coordinate  gps : N 49°53’31.94″   E 13°29’26.76″

scarica la mappa alta risoluzione

 

 

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Ev Magazine settembre – ottobre

Siete appena tornati? Allora è tempo di ripartire: EV settembre-ottobre 2011 è distribuito, puntuale come sempre, nella versione cartacea e digitale. Sfogliamolo insieme.
Annunciamo subito un’altra novità. A partire da questa edizione, alle pagine 3 e 116, il magazine offre una nuova prova – se ce ne fosse bisogno – della sua identità insieme reale e virtuale: lì troviamo infatti due QR-Code, codici a barre bidimensionali fatti apposta per essere letti da smartphone e tablet, che rimandano direttamente al sito del magazine e ai suoi contenuti multimediali. Il primo esempio? Eccolo: qui possiamo seguire la mappa e il percorso degli inviati in Perù, Christian Patrick Ricci e Fabio Liverani, che proprio su questo numero della rivista pubblicano il loro secondo reportage dal folto della foresta nel Parco Nazionale Manu. E a leggere il loro racconto, fra immagini mozzafiato di una natura suprema, scopriamo curiosità legate al soggiorno che davvero ci offrono un assaggio di quella che potremmo chiamare la nostra personalissima realtà aumentata.

ev sett ottobre20eeee Ev Magazine settembre   ottobre

Ev magazine settembre/ottobre

Nell’editoriale, il direttore Virginia Martelli consiglia il libro appena dato alle stampe dalla casa editrice XY.IT: il giallo di un autore esordiente, Emiliano Pedroni, “La recluta del male”.

 

La rubrica “Filo diretto con i lettori” è aperta a lamentele, commenti, critiche e suggerimenti: le lettere ritenute più interessanti per il pubblico vengono pubblicate con relative risposte, e questo è l’indirizzo email unico per inviarle alla redazione.

 

L’immagine From The Field annuncia il reportage trainante del numero prossimo di novembre-dicembre 2011: è una donna himba della Namibia, ritratto di Christian Patrick Ricci.

 

La lettura comincia con All Around, a cura di Claudia Patrone: l’appuntamento con il World Heritage Tourism Expo di Assisi, il grande problema ecologico dei gas-serra in Australia, l’apertura di un nuovo resort sulle colline di Orvieto, un viaggio fra le spiagge incontaminate dei Maya nell’isola messicana di Holbox; e poi la ricchezza culturale del Myanmar, una visita a Marsiglia e gli eventi della capitale della cultura 2013, l’anno d’oro di Tallinn, l’origine della passione per il gioco del popolo italico. Lo spazio di Ruta40 è dedicato alla Bolivia.

 

Science, di Elena Simoni, pone l’accento sull’Amazzonia come parco ecoturistico, illustra la Solar Valley italiana nel cuore del Mediterraneo, riporta interessanti studi che fanno della prevenzione la migliore cura per l’Aids, racconta la storia del piccolo dinosauro Ciro il cui fossile perfettamente conservato è stato rinvenuto sui monti del Beneventano, rimarca le virtù di Ponte delle Alpi (Belluno) come Comune Riciclone d’Italia secondo Legambiente. Luigi La Rosa, nella sua news di allergologia, affronta il tema dell’ossido nitrico esalato come marker diagnostico dell’asma.

 

Giuseppe Reguzzoni in Uomini&Tempi celebra la leggenda metropolitana della vecchina di Vico dei Librai, arricchendo in tal modo con sensibilità ed eleganza il reportage sulla Genova multietnica realizzato da Liliana Dellavalle e Mirko Sotgiu.

 

Luigi Angelino, nella rubrica Correva l’Anno…, rievoca il 490 avanti Cristo, inizio del mito di Maratona e della celebre battaglia.

 

In Movimento è lo spazio curato dalla rivista TuttoDanza: in questa puntata, la brillante stagione teatrale del “Coccia” di Novara, apparentemente un luogo di provincia che, invece, si rivela un eccellente punto di passaggio di artisti di fama internazionale, mostrando alla cultura del resto d’Italia numeri e presenze di invidiabile vanto.

 

Un doppio reportage a quattro mani riporta sulle pagine del magazine due volti della Spagna che più distanti non potrebbero essere: in un raggio di appena quattrocento chilometri, eppure, convivono in questo straordinario Paese le architetture futuristiche di Calatrava nella sua città natale, Valencia, e la culla delle antiche origini nella Catalogna pirenaica di Girona e dintorni. A districarsi nella ricchezza della prima, tra paella e geometrie perfette, lungo il Rio e le testimonianze dei grandi eventi mondiali, sono stati inviati Claudia Patrone e Giorgio Baruffi; scoprire borghi d’altri tempi e imponenti cattedrali, abbazie, fortezze e una forte identità culturale è invece toccato a Massimo Frezza e Giovanni Fasoli. Il secondo e il terzo, inoltre, sanciscono il debutto sulla rivista con la loro presentazione fra gli Autori in Primo Piano.

 

Chiude i reportage il servizio sulle Everglades, le paludi della Florida meridionale patrimonio naturalistico Unesco. Testo e foto di Juza.

 

Il viaggio si fa lungo, e pensare che questo è solo un racconto. Chiudono dunque il numero gli indiani dell’Amazzonia, per Le Storie di Survival; la Foto di Fabio Nodari, il Reportage di Simone Marchetti e il Portfolio di Dario Pertusini per la sezione dedicata alla comunità dei fotoamatori Talent Scout, a cura di Juza; le Divagazioni Fotografiche di Fabio Liverani su “Di fotografia, d’amore e di altre sciocchezze”; il Fumetto di Matteo e Nicola Paganini.

 

Basta? Allora buon viaggio e buona lettura a voi, mentre la redazione di EV è al lavoro per la prossima avventura.

 

Arrivederci al numero di novembre-dicembre 2011!

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Nuovo articolo Nikon school

Nuovo articolo Nikon school nella sezione Nikon lifelogo square 120 Nuovo articolo Nikon school

Parco Nazionale Manu – Amazzonia, Perù

di  Christian Patrick Ricci e Fabio Liverani www.photofarm.it

Ho chiesto: “sei pronto a spezzare in due un serpente con i denti?” Lui ha detto si e allora abbiamo lavorato insieme…
Werner Herzog, Intervista a Fabio Fazio “Che tempo che fa” (RAI 3 -19 gennaio 2008)

I coloni rovinavano la foresta costruendo il capolavoro dell’uomo civilizzato: il deserto.

Luis Sepúlveda, Il vecchio che leggeva romanzi d’amore 1989 (It. Guanda 1993)

ricci liverani5 Nuovo articolo Nikon school

 

Nei Primi anni del secolo, in Amazzonia, c’era un pazzo irlandese dal nome impronunciabile da quelle parti: Brian Sweeney Fitzgerald. Si faceva chiamare Fitzcarraldo. Sognava di portare qui, nell’Amazzonia peruviana Enrico Caruso e costruire un teatro dell’opera. Sognava, Fitzcarraldo, anche una ferrovia trans-amazzonica e un impresa per trasportare il caucciù, per far questo trasportò una nave da un fiume all’altro attraverso una montagna. Questa in breve la trama della più grande opera cinematografica realizzata in Amazzonia, a firma Werner Herzog, quattro anni di lavorazione e all’epoca, 1982, uno dei film più costosi. Il film non contiene solo i sogni di Fitzcarraldo e degli Indios, ci sono anche quelli del regista stesso, che… a chi gli chiedeva perché non mollasse tutto, rispondeva che non voleva vivere senza sogni, ed questo film era un suo grande sogno, coronato dopo moltitudini di difficoltà ambientali e sociali, ferimenti e privazioni.
Da questa parte di Amazzonia inizia anche la nostra piccola storia, da Cusco attraverso le Ande, poi giù verso le pianure valicando la “cloud forest”, la foresta nuvolosa di montagna, fino ad Atalaya (piccolo villaggio con porticciolo fluviale) per scendere l’Alto Rio Madre de Dios e risalire il Rio Manu nel cuore della “rain forest”: la foresta pluviale.

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Dal 4 al 8 Gennaio 2012 Workshop in Bayerischer Wald

Viaggio Fotografico al Bayerischer Wald Tierfreigelande 1 e 2

FOTOGRAFARE LA FAUNA EUROPEA

4/8 gennaio 2012 formula 4 notti 5 giorni
5/8 gennaio 2012 formula 3 notti 4 giorni

Vi sarete chiesti qualche volta come si realizzano i servizi fotografici sugli animali? Quali sono le tecniche e gli strumenti utili al fotografo per ritrarre nel miglior modo la fauna? Ma – soprattutto – come ha fatto il fotografo ad avvicinarsi e ritrarre l’animale in una determinata posa? Il Workshop nel parco nazionale della Bayerischer Wald in Germania è studiato per rispondere a tutte queste domande. Prendere dimestichezza con il mezzo fotografico non è immediato, e tanto meno lo è la presenza dei soggetti. Avvicinare un animale richiede di conoscere le sue abitudini, i suoi movimenti; un buon fotografo deve sapere quando è il momento. Gli animali visibili nel parco sono: lince europea, lupo, bisonte europeo, gallo forcello e cedrone, cinghiale, martora e lontra. Il corso non prevede soltanto la fotografia di animali, ma anche dei paesaggi della foresta.

Difficoltà fotografica: **

Docenti: Christian Patrick Ricci e Fabio Liverani

Screen+shot+2011 01 24+at+1.03.33+PM Dal 4 al 8 Gennaio 2012 Workshop in Bayerischer Wald

Focus del travel

Questo è un viaggio ideale per chi è già in possesso delle tecniche di base, ha confidenza con tempi e diaframmi e desidera approfondire la tecnica e il linguaggio fotografico, l’uso del tele obbiettivo, la fotografia ai Mammiferi e al paesaggio.

  • Teleobiettivo: tecniche di utilizzo, testa per tele,
  • bean bags.
  • Tecnica del panning.
  • Paesaggio

Programma di viaggio

mercoledì 04 Gennaio 2011
Ritrovo ore 18:00 circa presso l’hotel dove pernotteremo.
Sistemazione nelle camere e cena in hotel.
Dopo cena briefing di benvenuto dedicato alla preparazione dell’attrezzatura fotografica
giovedì 05 Gennaio 2011
Dopo colazione partenza per raggiungere l’ingresso del parco Tierfreigelander 1 che si trova a breve distanza dall’hotel. Raggiunte le principali postazioni fotografiche avremo modo di fotografare le linci, i lupi, gli orsi, i cinghiali, i bisonti e molti altri animali che si trovano in condizioni controllate all’interno di ampi spazi recintati.
Ci muoveremo all’interno del parco suddividendoci in due gruppi seguendo il percorso tracciato di circa 7km fino alle 16,00 circa. Rientro in albergo, pausa per riposarci e scaricare le fotografie della giornata.
venerdì 06 Gennaio 2011
Dopo colazione, proseguiremo le riprese fotografiche all’interno del Parco. Sarà possibile seguire i fotografi master o muoversi autonomamente all’interno del parco per soffermarsi in modo particolare sui soggetti preferiti individuati nella giornata precedente. Rientro in hotel verso le 16:00 per la cena. Dopo cena dedicato alla discussione sulla fotografia naturalistica e di viaggio con proiezioni commentate dai fotografi master
sabato 07 Gennaio 2011
Dopo colazione, ci sposteremo nella zona nord del parco, nei pressi di Ludwigsthal. nel Tierfreigelande 2 Il percorso offre un interessante appostamento per la fotografia di lupi. Sarà possibile seguire i fotografi master o muoversi autonomamente all’interno del parco. Rientro in hotel verso le 16:00 per la cena.
Dopo cena dedicato alla discussione sulla fotografia naturalistica e post produzione.
Domenica 08 Gennaio 2011
Dopo colazione effetturemo il check-out in albergo e proseguiremo le riprese fotografiche all’interno del Parco Tierfreigelade 2 accompagnati e  seguiti dai fotografi master per correggere gli eventuali errori commessi nelle giornate precedenti.
All’interno del parco è presente un centro visitatori attrezzato, molto interessante da visitare. Concluderemo la giornata verso le 14:00 per il rientro in Italia.

Attrezzatura consigliata

  • Macchina fotografica digitale
  • Zoom 70/200 o 70/300
  • Tele almeno 300 mm o superiore
  • Grandangolare
  • Cavalletto con testa
  • Moltiplicatore 1.4 o 2x

Partner tecnico

manfrotto barra Dal 4 al 8 Gennaio 2012 Workshop in Bayerischer Wald

Quota di partecipazione

Formula 4 notti/5 giorni a fotografo: 490,00 euro
Accompagnatore non fotografo: 390,00 euro
Supplemento Singola: 90,00 euro

Formula 3 notti/4 giorni a fotografo: 390,00 euro
Accompagnatore non fotografo: 290,00 euro
Supplemento Singola: 67,00 euro

Prenotazioni entro il 30.11.2011

La quota comprende:
Sistemazione alberghiera in camera doppia con servizi – Pernottamento cena e colazione.
Assistenza fotografica – Materiale fotografico e accessori – Assicurazione medico/bagaglio .
La quota non comprende:
Trasporti – Le bevande, mance ed extra in genere – Pranzi
Tutto quanto non espressamente indicato in “La quota comprende”.

La quota non comprende
Trasferimenti da e per il Bayerischer Wald in Germania.
Trasporti – Le bevande, mance ed extra in genere – Pranzi.
Tutto quanto non espressamente indicato in “La quota comprende”.

INFO e ISCRIZIONI

Organizzazione tecnica

NUOVAMENTE 300x79 Dal 4 al 8 Gennaio 2012 Workshop in Bayerischer Wald

Nuovamente viaggi

Via Roma 41 – 28041 Arona (NO) – ITALY
Tel. +39 0322 248892 – Fax +39 0322 236787
e-mail info@nuovamenteviaggi.it – www.nuovamenteviaggi.it
NuovaMente Viaggi  S.n.c.
P.Iva 02121750034 Aut. N. 3/08 della Città di Arona del 24/04/08 e
Det. Dir. 1648/2008 della prov. di Novara del 16/04/08
-Polizza Mondial Assistance N. 173453

INFO ARTICOLO

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BASSANO DEL GRAPPA 17 SETTEMBRE 2011 – 6 GENNAIO 2012 NEL SEGNO DELLA FOTOGRAFIA

La manifestazione che trasformerà per quattro mesi il centro storico bassanese in centro della fotografia, dell’immagine e dell’immaginazione

sss BASSANO DEL GRAPPA 17 SETTEMBRE 2011   6 GENNAIO 2012 NEL SEGNO DELLA FOTOGRAFIA

Dalla metà di settembre torna, in una edizione riveduta ed ampliata, Bassano Fotografia 2011, la manifestazione dedicata al mondo della fotografia che riempirà di immagini tutta la città di Bassano del Grappa sia nelle sedi deputate, vale a dire in tutti gli spazi espositivi, che in ambiti inediti: en plein air, vie, piazze, vetrine.

È questa formula che riprende l’iniziativa ideata due anni fa, “Progetto Fotografia”, manifestazione dedicata al mondo della fotografia, che aveva proposto un calendario articolato in diversi appuntamenti; la manifestazione era nata grazie all’iniziativa della Pro Bassano, con la partecipazione di numerosi circoli fotografici e di tutti quelli che della fotografia hanno fatto un’arte.Obiettivo – ed il termine è quanto mai appropriato – del progetto era sostanzialmente quello di riconoscere la fotografia veneta, ma in primo luogo omaggiando in Museo civico una firma di levatura internazionale, quella di Ansel Adams.

La formula 2011 ha rispettato l’anima originaria, ma con un valore aggiunto in più, quello di una innovativa ristrutturazione di eventi e del un coinvolgimento di fotografi di primissimo piano, importanti collaborazioni per arrivare ad una dimensione internazionale.

Bassano Fotografia 2011 ha come filo conduttore il tema dell’immaginazione attraverso la fotografia come memoria, testimonianza ed espressione artistica di frammenti quotidiani carichi di affetti, reportage giornalistici, attimi irripetibili strappati all’oblio e interpretati creativamente in immagini.

È un percorso attraverso l’immaginazione che presenta la genialità, l’introspezione e la creatività di fotografi di levatura internazionale accanto alla passione, alla sensibilità ed alle attenzioni di realtà più vicine al territorio.

Il mondo della fotografia, così variegato da apparire quasi contraddittorio, fatto di immagini e anche di macchine, di emozioni ma anche di tecnologie, di colori e luci ma anche di bianconero e di grigi, si darà appuntamento nella città del Grappa.

Dal 17 Settembre2011al 6 Gennaio 2012 una serie di firme prestigiose sarà in mostra in diverse sedi, nei luoghi espositivi più prestigiosi di Bassano: Museo Civico, Chiesetta dell’Angelo, Chiesa di San Giovanni, Palazzo Agostinelli, Corpo di Guardia Castello Ezzelini e Palazzo Bonaguro. Inoltre nei giorni del 24 e 25 Settembre2011 una convention a Palazzo Agostinelli consentirà agli appassionati di fotografia di conoscere ed ascoltare fotografi di fama internazionale come il Premio Pulitzer Bill Frakes, i fotografi di Photofarm per poi sviluppare insieme un lavoro fotografico; all’appuntamento sarà presente un appassionato di fotografia d’eccezione, Luca Abete, corrispondente di “Striscia La Notizia”.

Tutto il Centro Storico si offrirà al visitatore come originale spazio espositivo, per diventare un’area dove senza sosta, con l’aiuto di una maneggevole guida, cercare e individuare le più diverse proposte fotografiche.

Tutta la manifestazione ha ottenuto riconoscimenti di dimensione nazionale, come la registrazione ufficiale della FIAF, Federazione Italiana delle Associazioni Fotografiche, e l’inserimento nel calendario della “Giornata del contemporaneo” indetta a livello nazionale per sabato 8 ottobre da Amaci, l’Associazione dei musei di arte contemporanea; per l’occasione l’ingresso alle mostre allestite nell’ala nuova del Museo civico sarà gratuita.

L’iniziativa è il risultato di una cooperazione fra il Comune di Bassano del Grappa – Assessorato alla Cultura e alle Attività Museali e Assessorato al Turismo, e l’Associazione Pro Bassano, con il patrocinio della Regione Veneto, della Provincia di Vicenza e della FIAF Federazione Italiana associazioni fotografiche.

Ancora una volta si è rivelata vincente la prassi della sussidiarietà: Bassano Fotografia 11 è infatti il felice risultato di una piena integrazione di energie e risorse fra pubblico e privato. L’operazione ha potuto raggiungere una valenza di spessore internazionale grazie al sostegno di una rete di aziende operanti nel territorio bassanese che sanno guardare con attenzione al proprio territorio e non solo al proprio ambito d’impresa. Determinante e fondamentale per l’organizzazione e la coordinazione dell’evento è stato non solo il sostanzioso supporto economico, ma anche le risorse messe in campo dalla Manfrotto + Co Spa, che come azienda a messo a disposizione i suoi 40 anni di esperienze nel settore fotografico e con la sua Manfrotto School of Xcellence ha reso possibile la presenza di tante celebrità del mondo dell’immagine.


bookmark BASSANO DEL GRAPPA 17 SETTEMBRE 2011   6 GENNAIO 2012 NEL SEGNO DELLA FOTOGRAFIAemail BASSANO DEL GRAPPA 17 SETTEMBRE 2011   6 GENNAIO 2012 NEL SEGNO DELLA FOTOGRAFIAoknotizie BASSANO DEL GRAPPA 17 SETTEMBRE 2011   6 GENNAIO 2012 NEL SEGNO DELLA FOTOGRAFIAsegnalo BASSANO DEL GRAPPA 17 SETTEMBRE 2011   6 GENNAIO 2012 NEL SEGNO DELLA FOTOGRAFIAtwitter BASSANO DEL GRAPPA 17 SETTEMBRE 2011   6 GENNAIO 2012 NEL SEGNO DELLA FOTOGRAFIAshare save 171 16 BASSANO DEL GRAPPA 17 SETTEMBRE 2011   6 GENNAIO 2012 NEL SEGNO DELLA FOTOGRAFIA

Manfrotto school of Xcellence nuovo articolo

Un nuovo articolo per la Manfrotto school of Xcellence, un reportage nel Perù Amazzonico.
qui il link

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App. per Smartphone android

Da oggi potete seguire le mie attività anche sul vostro  smartphone android, corsi,workshop e viaggi fotografici
qui il link      per scaricare l’applicazione gratuita.

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Percorso Da Cuzco al Parco nazionale del Manu

Intervista alla Nikon school

Chris3 Intervista alla Nikon school

Intervista a Christian Patrick Ricci

Introduzione e intervista di Dino del Vescovo

Il mondo selvaggio, in tutte le forme umane, animali e vegetali, è il suo campo d’azione preferito. Al caldo del deserto o alle rigide temperature del circolo polare Artico, Christian Patrick Ricci trova sempre qualcosa di affascinante da inquadrare. Inizia a fotografare nel 1983, da circa dieci anni come professionista e collaboratore di alcune fra le più importanti pubblicazioni a carattere naturalistico e scientifico. Instancabile viaggiatore…

segue sul portale: Qui il link

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Namibia – Sossusvlei

Di ritorno dalla Namibia 7.000 scatti!

La Namibia offre al fotografo numerosi e sensazionali scatti, ho percorso insieme all’amico fotografo Fabio Liverani circa 3000 km.

Da Windhoek al Parco Etosha, passando dalla Skeleton coast.

Un sentito ringraziamento a:

Namibia travel connection nella persona gentile di Agostinella Ribero organizzandoci nel migliore dei modi  la location per lo shooting.

Pierce Lestrange, guida esperta e fotografo che in maniera professionale ha semplificato il nostro lavoro.

Sponsor tecnici:

EV MAGAZINEMANFROTTONIKON- AIR NAMIBIA

sissisvlore Namibia – Sossusvlei

Sossusvlei Deserto del Namib Namibia

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From the Andes to the Rainforest

Farmers in the Andes, Cuzco

From the Andes to the Rainforest, journey into the heart of Peru

I asked him: «Are you ready to catch a snake and bite it in half? Without missing a beat, he said yes, and we were over with this question

Werner Herzog, Interview with Fabio Fazio – “Che tempo che fa” (Rai 3, January 19, 2008)

“The settlers destroyed the jungle and constructed that masterpiece of civilized man: the desert.”

Luis Sepúlveda, “The old man who read Love Stories”, 1989 (Italian Edition: Guanda, 1993)

ricci liverani8 From the Andes to the Rainforest

Farmer in Cuzco

Text and photos: Christian Patrick Ricci-Fabio Liverani

Once upon a time, in the early twentieth century, in the Amazon forest, a crazy Irish man who had an unpronounceable name for the natives: Brian Sweeney Fitzgerald. He was named after Fitzcarraldo and he dreamt of bringing here, in the Peruvian Amazon forest, Enrico Caruso and building an opera house. Fitzcarraldo dreamt of building a railway across the Amazon forest and an enterprise to carry the rubber. To get his goal, he moved even a ship from a river to another, crossing a mountain.

This is – shortly – the plot of the greatest movie shot in the Amazon forest, directed by Werner Herzog in 1982. The troupe worked for four years and it was one of the most expensive movies of the period. The film does not sum up just Fitzcarraldo and natives’ dreams: it contains even the dreams of the director. He had to face a lot of environmental and social difficulties, a lot of hardships and worries, but when somebody asked him why he did not give up, he answered that he did not want to live without dreams, and that movie was one of his biggest dreams.

 

Here, in this area of the Amazon forest our story begins, from Cusco across the Andes, going down and crossing the cloud forest of the mountain, as far as Atalaya (a small village with a little harbor on the river) running the Alto Rio Madre de Dios and then sailing the Rio Manu, in the heart of the rain forest.

We leave from Cusco with a great goal: crossing the Andes driving the carretera Cusco-Pilcopata. More than 200 kilometers that we think we can cover in about six-eight hours: a narrow and twisting dirt road which crosses, first of all, a dry and high territory. This is the kingdom of the condors and of the peasants who are able to cultivate wonderful agricultural products even if the ground is so hard and unfriendly. These peasants make this upland rich, with their wooden animal drawn plows, by the sweat of their brow, despite the sleeping sickness and thanks to the mate de coca: a hard life, just to conquer potatoes and corn even at high altitude, but always keeping on smiling.

The carretera has been built in the 60s by Sven Ericson. He faced a lot of problems but today this road is a very important communication route from the historical capital of Peru – Cusco – to the Amazonian territory of the Madre de Dios and of the Rio Manu. Old trucks vroom carrying agricultural products and goods, fording and facing landslides. If a truck meets another one that comes from the opposite direction, it has to stop at a lay-by to allow the other truck to pass over. Neither two 4×4 jeeps can meet without stopping. Usually the car that is going uphill or that is further from the lay-by has the right to pass.

The road climbs up to 4.200 meters above sea level, crossing some pueblos, such as the nice Paucartamo, where we have a very pleasant break. The road climbs again, another pass and then the clouds. This is a sort of precise border: suddenly we find a different climate. In fact, from thispoint, the Andes push away the blanket of fog and clouds. The western slope is characterized by a dry and mountainous climate, and it leaves the penetrating humidity to the eastern side. Who crosses the pass has the wonderful feeling to experience a sudden climatic change and an instantaneous environmental revolution.

We are entering the kingdom of rain and fog, and we are glad to go in the cloudy forest of the mountain: humming birds welcome us. We can even meet the so rare Andean cock-of-the-rock (Rupicola peruvianus), the mythical quetzals, insects who have the shape of spines (Homopthera) and primitive landscapes. We spend here two days and it rains almost ever: the forest offers us different imagines of itself.

ricci liverani20 From the Andes to the Rainforest

Cloud forest

But Atalaya and its little harbor are waiting for us. A pipante – a motorized dugout canoe – allow us to run the Alto Rio Madre de Dios and to sail the Rio Manu, the red water river that enters the rain forest up to its beating heart. Before the dawn we leave once again: our Hyundai pierces the night with its powerful head-lamps and for a moment – just a moment – it lights a tigrillo (Leopardus tigrinus) that, probably, is hunting some rodents.

We leave from Atalaya and we feel like in a Salgari’s adventure book, where the real protagonist is the rainforest, the lung and the breath of the world: beautiful, powerful and boisterous.

We go aboard our ship and we come down the Rio Alto Madre De Dios. Sometimes, the water is really low and the rapids cause some problems. It is very hard to understand where to direct the fore, even if our coxswain knows very well the river. But the Rio is alive, it changes continuously and it is never the same. The Rio can surprise even the most careful sailor. We have to find the right passages. The landscape by the riverside changes while the “bote” (the name of the ship in Spanish, the official language) is passing. The peaks disappear slowly behind our backs, and the territory shows us hills covered by tropical vegetation, cumulonimbus clouds in blue sky crossed by herons, parakeets, aras…On the banks we can often see some capybaras (the biggest rodent of the world), and it is possible to catch sight of a tapir. It is really hard but not completely impossible seeing a jaguar on a beach, the noblest feline of Amazonia: bashful and careful, he has learnt since the time before Colombo to fear man, his hand, his sear, his blowpipe and today his rifle. The Alto Rio Madre De Dios joins the Rio Manu near the Boca Manu Village, mixing its “clear” water with the red one on this river. This village is famous for building riverboats and it is inhabited by more or less 400 “souls”. They have electricity from 6 p.m. to 9 p.m. and some accommodations for those who what to spend there a night. It is an Amazon “Puerto Escondido”, forgotten by men and by gods, where there is not so much. We can find some fresh bier, and that’s enough!

ricci liverani15 From the Andes to the Rainforest

On the road to Pilcopata

We are surprised to find a little football pitch in the same place where we found the square in Europe. It is very spruce, green and lush, and it creates a contrast which is impossible to forget…like people during the hours when they have electricity, still in front of a public television at full blast. Alas, even here a game show. But the difference between the spectators and the personages inside the television is really evident, here in Boca Manu.

Now the fore of the “bote” is sailing red and calm water, and we go up the Rio Manu. The forest is more and more breathtaking, the air becomes very hot and humid, and by the riverside we can see the white caimans and some rare specimen of black caiman. Onto the branches some curious capuchin monkeys observe us, instead of the squirrel monkeys and the spider monkeys that remain aside even if we imagine they look at us from the green blanket, too.

About 8 hours later we reach our destination, the Rio Manu Rain Forest Lodge. It is half an hour’s walk far from the Rio, and it is a little decadent but fascinating. We dock the boat and we enter the forest, following a path. Hot and humidity cause immediately a gut-wrenching sensation, mosquitos and gnats arrive quite soon to suck our bloods, but it is just a little fitting tribute to the beautiful Nature. A primordial and wild beauty. Now, where we are, we feel like nothing! We feel powerfulness and inadequate. Without a mosquito net or a camp for the night you are dead here, we know it! The chests with the equipment are carried to the camp with a wheelbarrow, a wooden structure with mosquito nets, real beds and showers: a real lux!

When we docked, a D3 s and a 300 mm lens fell off board inside the muddy water. It is a real “photographic tank”, a “last generation” full frame reflex that after a drying has started again.

A lot of insects banquets with us, without consequences, and we even try to take some photos underwater inside the Juares Lake ignoring the presence of the dangerous black caimans…the muddy water hamper a little bit our work, but the shutters of our cameras shoot more than 2.00 times, allowing us to take away our most beautiful souvenir, images of a powerful and boisterous life, images of Amazonia which were inside our mind since we were very young, thanks to Mister No’s books and Herzog’s movies…Amazonia was inside our dreams since we were children, and now that we are adults we have chosen to not exchange our dreams with reality: we have chosen our dreams and we have daydreamt and lived, for some days, the emerald green of the forest, taking away gently just photos: here they are!

 

 

 

 

 

 

 

 

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Sono membro della Nikon school

Photofarm già partner Manfrotto School of Xcellence e testimonial  Manfrotto e Gitzo è lieta di annunciare il nuovo sodalizio con la prestigiosa “Nikon School”

Il team della Scuola di fotografia naturalistica e reportage Photofarm è presente neilla rosa di docenti della “Nikon School” fra i fotografi professionisti di elevato grado di professionalità ed alta capacità didattica.

Sul sito Nikon School potete visionare le biografie dei fotografi, Fabio LiveraniChristian Patrick RicciMirko Sotgiu, seguiteci sul portale Photofarm o sul sito Nikon School nelle prossime settimane per conoscere le nuove iniziative che verranno organizzate.

logo nikon1 300x300 Sono membro della Nikon school
Link alla Nikon School.

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Viaggio Fotografico in Camargue

Dal 15 al 18 Settembre 2011 Viaggio Fotografico in Camargue

 Viaggio Fotografico in Camargue

Viaggio Fotografico in Camargue
I colori di fine estate nel delta del Rodano

ll profumo della lavanda, che ci regala la Provenza, ci anticipa, nel sud della Francia l’affascinate regione della Camargue.
Conosciuta sopratutto per I suoi famosissimi cavalli, la Camargue possiede grazie al vicino Rodano e al mar Mediterraneo , un habitat naturalistico ricco di flora e fauna. Vi incanterete davanti a cio’ che questo parco naturale protetto ha da offrire agli amici della natura: le paludi si alternano a campi e saline , cavalli tori e svariati tipi di uccelli ci regaleranno emozioni indimenticabili.
Meta del nostro interessante viaggio, è il “parco ornitologico di Pont de Gau”, splendida area naturale di ben sette Km. di sentieri che si snodano attraversando habitat diversi in cui piu’ di 350 specie di uccelli ci accoglieranno indifferenti al nostro passaggio, lasciandoci “rubare” scatti fotografici indimenticabili.Tra, nutrie, cavalli e altri mammiferi; aironi, nitticore, rapaci, ardeidi, ibis, garzette, vari tipi di anatidi e il magnifico, elegantissimo fenicottero (Flamant Rose) perderemo il senso del tempo, travolti da un atmosfera magica, da cui non vorremo piu’ andare via.
Situato a 4 km da Saintes Maries de la Mer, il Parco Ornitologico Pont de Gau si estende in 60 ettari di aree naturali.
Ambiente molto particolare: paludi, stagni, canneti, prati, sostengono la presenza di un gran numero di specie di uccelli, stanziali o migratori. Tutto qui è stato progettato per facilitare la presenza e l’osservazione. Diversi capanni e altane per l’osservazione lungo i sentieri permettono agevolmente di fotografare.


.

Difficoltà fotografica: **

Docenti: Christian Patrick Ricci – Fabio Liverani

Screen+shot+2011 01 24+at+1.03.33+PM Viaggio Fotografico in Camargue

Focus del travel

Questo è un viaggio ideale per chi è già in possesso delle tecniche di base, ha confidenza con tempi e diaframmi e desidera approfondire la tecnica e il linguaggio fotografico, l’uso del tele obbiettivo, la fotografia agli uccelli e al paesaggio.

  • Teleobbiettivo: tecniche di utilizzo, testa per tele,
  • bean bags.
  • Tecnica del panning.
  • Paesaggio

Programma del viaggio

  • Giovedi – Arrivo dei partecipanti entro le ore 14, sistemazione nelle camere, prima escursione sul territorio fino al tramonto per fotografare il panorama della Camargue, cena in ristorante sul mare.
  • Venerdi – Giornata dedicata alla fotografia naturalistica nella riserva ornitologica di Pont du Gau dalle ore 10:00 fino al tramonto.
  • Sabato – Giornata dedicata alla fotografia naturalistica nella riserva ornitologica di Pont du Gau dalle ore 10:00 fino al tramonto.
  • Domenica – Al mattino, dopo colazione, check out delle camere ultima escursione mattutina e resto della giornata libera per eventuale shopping e per il rientro in Italia.

Attrezzatura consigliata

  • Macchina fotografica digitale
  • Zoom 70/200 o 70/300
  • Tele almeno 300 mm o superiore
  • Grandangolare
  • Cavalletto con testa
  • Moltiplicatore 1.4 o 2x

Partner tecnico

manfrotto barra Viaggio Fotografico in Camargue

Quota di partecipazione

Quota partecipazione fotografo 490€ a persona
supplemento camera singola: 100 €
riduzione terzo letto: 24 €
Quota accompagnatore 410€

Minimo 6 persone massimo 18

La quota comprende:

Assistenza fotografica di un docente fino a 10 persone, due docenti nel caso superamento di 10 partecipanti.
Post produzione serale 2 ore ( venerdi e sabato sera)
Prova materiali messi a disposizione Gitzo e Manfrotto
Attestati di Partecipazione
Assicurazione medico/bagaglio e annullamento
Tasse di soggiorno
Ingressi al Parco
Cena del giovedi sera di benvenuto in ristorante sul mare di Les Sainte Maries de la Mer
Pernottamento in Hotel 3 stelle mezza pensione con prima colazione e cene (venerdi e sabato sera)

La quota non comprende

Trasferimenti da e per la Camargue.
Spostamenti in Loco (con mezzi propri) verranno organizzate il minor numero di auto possibili.
Pasti e bevande a mezzogiorno (pranzo al sacco)
Tutto quanto non espressamente indicato ne “La quota comprende”

INFO e ISCRIZIONI

Organizzazione tecnica


NUOVAMENTE 300x79 Viaggio Fotografico in Camargue

Nuovamente viaggi

Via Roma 41 – 28041 Arona (NO) – ITALY
Tel. +39 0322 248892 – Fax +39 0322 236787
e-mail info@nuovamenteviaggi.it – www.nuovamenteviaggi.it
NuovaMente Viaggi  S.n.c.
P.Iva 02121750034 Aut. N. 3/08 della Città di Arona del 24/04/08 e
Det. Dir. 1648/2008 della prov. di Novara del 16/04/08
-Polizza Mondial Assistance N. 173453

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Dal 16 al 17 Luglio 2011 Workshop Macro Bessa

alla scoperta dell’universo del piccolo, un workshop unico in campo tendato sotto l’egida del parco. Il programma prevede un corso specifico sulla fotografia macro e la conoscenza del mondo degli insetti, ragni, flora. Il parco è un luogo unico, una specie di savana tutta italiana, dove la mattina presto e la notte potremo scoprire e imparare la macro fotografia. Il corso prevede l’uso del flash di obbiettivi macro.

CHR2139 200x133 Dal 16 al 17 Luglio 2011 Workshop Macro Bessa

Si vivrà a stretto contatto con la natura in tenda, ci si muoverà alla scoperta dei piccoli esseri che popolano la terra di notte. Si vivrà come in un reportage a stretto contatto con l’ambiente che ci circonda uno stralcio di vita del fotografo naturalista professionista.

Con Mirko Sotgiu e Christian Patrick Ricci

Il programma prevede un corso specifico sulla fotografia macro e la conoscenza del mondo degli insetti, ragni, flora ecco quindi che verranno effettuate sia uscite diurne per fotografare il paesaggio e la flora che uscite notturne per fotografare le specie attive durante la notte.
L’intero workshop si svolge in campo tendato, unico modo per poter vivere a pieno quest’esperienza naturale, il luogo del workshop verrà raggiunto mediante mezzi fuoristrada.

Programma di Viaggio:


16 Luglio

Ritrovo ore 8:30 presso uscita casello autostrada Borgomanero, trasporto mediante mezzi 4×4 autorizzati all’interno del parco e sistemazione. Briefing pre fotografico su tecniche base fotografiche, successivamente fotografia del paesaggio e macrofotografia. Uso del flash. La sera valutazione degli scatti e correzione degli errori, cenni di post-produzione.
La sera una volta calato il sole ci dedicheremo alla fotografia di paesaggio notturna e di insetti.
Pernottamento in tenda.

17 Luglio
Alzati presto percorreremo a piedi le zone del parco alla ricerca di scatti interessanti del mondo del piccolo, ragnatele, insetti, farfalle. Tecniche speciali di ripresa, uso del flash in modo creativo, macrofotografia. Durante il giorno breve trekking nel parco alla scoperta della morfologia della Bessa e tecniche creative di ripresa con il grandangolo.
Ore 18:00 ora prevista di rientro dal workshop.

Info:
Abbigliamento ideoneo: scarponi da trekking, vestirsi a strati, sacco a pelo (notevole escursione termica notturna), zaino.
Obbligatoria macchina fotografica reflex;
Ottiche utili: ottiche macro 60 mm, 105 mm, 180 mm, grandangolo, tubi di prolunga, flash e treppiede.

I prezzi si intendono a persona in tenda per 2 giorni e 1 notte

La Quota comprende:
- Pernottamento in tenda (tipo igloo per 2 persone)
- Noleggio tenda
- Pranzo al sacco del 16 e 17
- Cena in campeggio del 16
- Assistenza di due fotografi professionisti specializzati e workshop fotografico
- Possibilità di provare attrezzatura professionale
- Trasferimenti in fuoristrada all’interno del Parco durante il workshop
- Logistica (montaggio tende)
- Assicurazione medico/bagaglio/annullamento

La Quota Non comprende:
- Eventuali trasferimenti per raggiungere la destinazione
- Mance ed extra in genere.
- Tutto quanto non menzionato alla  voce la “Quota comprende”

Quota di partecipazione: 300€
quota accompagnatore non fotografo 190€

INFO e ISCRIZIONI – DETTAGLI – GALLERYPRENOTA

bookmark Dal 16 al 17 Luglio 2011 Workshop Macro Bessaemail Dal 16 al 17 Luglio 2011 Workshop Macro Bessaoknotizie Dal 16 al 17 Luglio 2011 Workshop Macro Bessasegnalo Dal 16 al 17 Luglio 2011 Workshop Macro Bessatwitter Dal 16 al 17 Luglio 2011 Workshop Macro Bessashare save 171 16 Dal 16 al 17 Luglio 2011 Workshop Macro Bessa

Workshop Tre Cime di Lavaredo

Dal 18 al 19 Giugno 2011 Workshop Tre Cime di Lavaredo

timthumb 300x119 Workshop Tre Cime di Lavaredo

Le Tre Cime di Lavaredo sono uno dei “monumenti” delle Dolomiti, il nostro tour prevede di visitarle da ogni prospettiva, offrendo cosi un tour fotografico unico attorno a queste montagne uniche e affascinanti. Insieme alle Dolomiti di Sesto e del Cadore che le circondano questi monti formano un quadro che ha pochi eguali nelle Alpi e probabilmente nel mondo. Nei due giorni percorreremo due trekking in modo da poter fotografare con le luci migliori le calde pareti di queste montagne, cercando sempre lo scatto inedito, personale, descrivendo in stile reportage l’ambiente di questi luoghi. Il Trekking delle Tre Cime di Lavaredo a differenza degli altri prevede l’assistenza di due fotografi professionisti in modo da seguire meglio il gruppo che verrà diviso di due fra chi desidera fare più trekking e chi si vuole dedicare più alla fotografia ed è già esperto.

Difficoltà fotografiche: ****
Difficoltà escursionistica: **

Focus del corso

  • Briefing sull’attrezzatura ideale per la fotografia in montagna, comportamento da tenere in natura, l’etica del fotografo naturalista.
  • L’esposizione in digitale ottimizzata per il file RAW.
  • Regole di composizione, la grammatica della fotografia e l’arte di comunicare.
  • Uso creativo degli obbiettivi dal super grandangolo a tele per il paesaggio.
  • Uso corretto dell’iperfocale.
  • Fotografare al tramonto e alba.
  • Fotografia notturna – astronomica.
  • Cenni di elaborazione (post-produzione) in rifugio la sera.
  • Il controluce e il fill-flash.
  • La composizione delle immagini panoramiche (stitching).
  • Fotografare in HDR – High Dinamic Range
  • Esercitazioni.

Programma

1° giorno

Misurina – salita in auto al rifugio Auronzo (ingresso strada 20€); traversata a Forcella Lavaredo e al rifugio Locatelli; rientro al rifugio Auronzo – 3 ore di cammino, 400 m di dislivello in salita

Trasferimento in auto al rifugio Vallandro a Prato Piazza

2° giorno

Rifugio Vallandro, salita all’alba al Monte Specie, meraviglioso punto panoramico sulle Tre Cime, quindi (per chi vuole) escursione ai piedi della Croda Rossa d’Ampezzo – 4 ore di cammino e 600 m di dislivello

Ritrovo:

Da definirsi in Milano ore 6:00, trasferimento con mezzi propri.
Possibilità, se il numero di partecipanti lo consente, di noleggiare un minivan 6/9 posti. Possibilità di raggiungere il gruppo autonomamente.

Attrezzatura base consigliata:

  • Macchina fotografica digitale
  • Ottiche dal grandangolo al teleobiettivo.
  • Treppiede.
  • Filtri

Abbigliamento/attrezzatura consigliati:
Vestiti da montagna, giacca a vento, scarponi da trekking, vestirsi a “cipolla”, guanti, berretto.

Docenti:
Mirko Sotgiu e Christian Patrick Ricci

Partner tecnico: Manfrotto
manfrottologo2 Workshop Tre Cime di Lavaredo

Guide alpine: Mountain Kingdom
7537 Workshop Tre Cime di Lavaredo

Quota di partecipazione:
Costo del corso per 2 giorni e 1 notte.
305€ per fotografo, 125€ accompagnatore

Minimo 8, massimo 16 partecipanti (con due docenti)

Scadenza prenotazioni:

Entro 15gg dalla data del corso.
Superata la data di scadenza la quota può subire variazioni di prezzo.

Cosa comprende:

  • Sistemazione in rifugio con servizio mezza pensione; prevedere il sacco lenzuolo.
  • Assicurazione medico bagaglio e annullamento.
  • Docenza fotografo professionista.
  • Possibilità di provare attrezzatura professionale Nikon, treppiedi e teste Manfrotto, filtri, accessori.
  • Assistenza e accompagnamento da parte di guida alpina UIAGM
  • Attrezzatura comune di sicurezza e pronto soccorso

Non comprende:

  • Pranzi al sacco (portare da casa o acquistare in loco i viveri da corsa)
  • Trasferimento al punto di partenza del programma e trasferimenti locali
  • Vitto e alloggio extra
  • Noleggio attrezzatura da montagna (ciaspole, bastoni, scarponi etc.)
  • Tutto ciò che non è citato in “comprende”.

INFO e ISCRIZIONIPRENOTA

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Corso di 2°livello Macro

Si è concluso il corso primo livello di macrofotografia al Parco lame del sesia.

rospoblog 300x196 Corso di 2°livello Macro

Tra un mese e cioè nelle date del  7/8 maggio faremo il corso di secondo livello che prevede:

Il corso di secondo livello è dedicato ai fotografi che abbiano una conoscenza di base della fotografia o che hanno partecipato al corso di primo livello.

Dove: Palude di Casalbeltrame e sede del Parco

La palude di Casalbeltrame sorge all’interno del parco regionale delle lame del Sesia, l’oasi di circa 10 ettari è rifugio per molte specie di animali collocata in un area di 630 ettari di Riserva Naturale Orientata. La rinaturalizzazione dell’area e attuata dal parco nei decenni scorsi, ha reso la palude un luogo di passo di molti uccelli, oltre che riserva per piccoli mammiferi, anfibi e una grande varietà di insetti, ragni e libellule.
Sfoglia tutto il catalogo per maggiori informazioni

7/8 maggio 2011 corso di 2 livello

Docente: Christian Patrick Ricci

Partner Tecnico: Manfrotto, Gitzo, Lite Panel, Lastolite, Kata.

manfrottologo2 Corso di 2°livello Macro

Focus del corso:
Verranno trattati nel corso di secondo livello :

  • Tecniche ed accessori per la ripresa ravvicinata
  • Tubi di prolunga
  • Duplicatori
  • Lenti addizionali
  • Flash
  • Inversione degli obiettivi
  • Sistemi di illuminazione.

Le nozioni teoriche svolte in aula presso la sede del Parco, verranno messe in pratica direttamente sul campo all’Oasi della palude di Casalbeltrame.

Attrezzatura base richiesta

  • Macchina digitale reflex
  • Obiettivo dedicato macro
  • Cavalletto
  • Scatto remoto
  • Abbigliamento idoneo
  • Scarpe da trekking
  • Telo per stendersi a terra

Quota di partecipazione:
Costo del corso per 2 giorni 190 euro Max 8/9 partecipanti

Prenota subito il corso

pixel Corso di 2°livello Macro

Cosa comprende:

  • Corso base di secondo livello di Macrofotografia
  • Prova attrezzatura Manfrotto, Gitzo, Lite panel
  • Gadget Manfrotto
  • Attestato di partecipazione

Cosa non comprende:

  • Spostamenti con auto
  • Pernottamento
  • Pasti e bevande

Dove alloggiare:
Possibilità di pernottare e mangiare presso la struttura
del Parco a prezzi modici.
INFO e ISCRIZIONI

bookmark Corso di 2°livello Macroemail Corso di 2°livello Macrooknotizie Corso di 2°livello Macrosegnalo Corso di 2°livello Macrotwitter Corso di 2°livello Macroshare save 171 16 Corso di 2°livello Macro

Come non essere daccordo

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia, chi non rischia
e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Lentamente muore chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce
il nero su bianco e i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,

chi non rischia la certezza per l’incertezza,
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge,
chi non ascolta musica,

chi non trova la grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare.
Muore lentamente chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto
prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce .

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivi
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà
al raggiungimento di una splendida felicità.

Martha Medeiros

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Photoshow 2011

Con Photofarm ho partecipato come testimonial allo stand della Manfrotto.
Grande affluenza di pubblico circa 12.000 persone il sabato.
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da sinistra Giorgio Trucco, io, Fabio Liverani , Mirko Sotgiu
Abbiamo inoltre premiato i vincitori dell’Oasis contest al relativo stand di Oasis.

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PF joins the Manfrotto School of Xcellence

pf msox 01 PF joins the Manfrotto School of Xcellence

PhotoFarm School of Photography joins the Manfrotto School of Xcellence, delivering an exciting program of Photo Travels, Photography Workshops, Academy Courses, Webinars and Tutorials.

Manfrotto School of Xcellence is proud to announce a new partnership with the School of Photography PhotoFarm. This exciting collaboration will add new content to our online educational program, harnessing the rich resource of unique experiences of PhotoFarm tutors and Manfrotto School of Xcellence contributors: Fabio Liverani, Christian Patrick Ricci, Mirko Sotgiu and Giorgio Trucco.
Since its inception in 2004, PhotoFarm School of Photography and its growing community have been fcultivating appreciation for the arts of nature, travel and reportage photography, as well as the ethic of communicating through images. Because of this continuous effort, PhotoFarm is the first Italian school of nature photography soon to be accredited by the Lombardia Regional Authority.
The range of experience that PhotoFarm photographers bring to the arena is wide and varied. A number of Webinars by Photofarm have already been announced in the Upcoming MSoX Events section of our website.

PhotoFarm photographers will attend the 2011 PhotoShow, in Milan, and will be testimonials for Manfrotto. Please stop by the Manfrotto stand to introduce yourself and to meet them in person between Saturday and Sunday, March 27-28!

Fabio Liverani specializes in wildlife and reportage photography. He is the intellectual critical thinker of the group and an amiable conversationalist.

pf fl PF joins the Manfrotto School of Xcellence
His eclectic personality is mirrored in his photography, always pushing the limits and never conventional.
www.fabioliverani.com/
www.photofarm.it

Christian Patrick Ricci is a specialist of close-up photography and nurtures a special fascination and affinity for snakes. He is the PR representative for PhotoFarm.

pf cpr PF joins the Manfrotto School of Xcellence
He also works as Editor-in-Chief of EV Magazine, a bimonthly travel and culture publication.
www.wildphotos.it
www.ev-magazine.it
www.photofarm.it

Mirko Sotgiu. His style is never without the cold, mountains, caves. He specializes in extreme cold environments and he loves to photograph where nature reaches its limits.

pf ms PF joins the Manfrotto School of Xcellence
He brings his experience to PhotoFarm and is Photo Editor of EV Magazine.
www.alpinfoto.it
www.photofarm.it

Giorgio Trucco specializes in wildlife photography. He is also a Post-Production expert and a consultant in the specialized field of  Color Management.

pf gt PF joins the Manfrotto School of Xcellence
He is the co-founder and owner of AdventurAfrica, a Tour Operator specializing in adventure travels and photo safaris.
www.giorgiotrucco.com
www.adventurafrica.com
www.photofarm.it

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Ritorno da Malta

Malta, ultimo bastione dell’Europa, storicamente a difesa dell’invasione Turca.
Qui si respira ovunque Cristianità, ex colonia Inglese miscuglio e crocevia di molte dominazioni Arabe, Francesi, Fenice, Romane.
Da pochi anni entrata saline di Malta 300x199 Ritorno da Maltaa far parte dell’Unione Europea, con una superfice poco più grande di una provincia Italiana conta circa 400.000 abitanti.
Insieme all’isola principale di Malta vi è annessa L’isola di Gozo molto interessante dal punto di vista naturalistico, selvaggia e di passo per molte specie migratrici che arrivano dal continente Africano.
In febbraio l’isola è spazzata dai venti e spesso da temporali che regalano luci pazzesche.

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Nuova pubblicazione Su Ev magazine

E’ uscito il nuovo numero di Ev magazine, mia la copertina e due servizi all’interno.

Barcellona “la Rambla e La Giordania

cover ev 196x300 Nuova pubblicazione Su Ev magazine

www.ev-magazine.it

In questo numero:

SERPENTI, ELEFANTI,
UN PASSATO COLONIALE

SRI LANKA

LA LACRIMA DELL’INDIA

barcellona • cortina• giordania • tanzania

Le rubriche di Survival i Boscimani, il popolo dei diamanti

e molto ancora….

Finalmente – qualcuno dirà – una presentazione che spiega il significato di EV. Una sigla? Un acronimo? Un codice? Un simbolo, un soprannome? Un’abbreviazione, o che cos’altro?

Da un paio d’anni, era il gennaio 2009, nelle edicole e sul web è comparsa questa rivista. Un magazine che si presenta moderno, dal taglio elegante e semplice al tempo stesso, che tratta tematiche che si potrebbero definire turistiche, a una visione d’insieme.
C’è chi l’ha scoperta a poco a poco, c’è chi conosceva l’editore aronese o qualcuno che ci lavora, c’è chi ha ricevuto una newsletter, è approdato per caso sul sito, è stato invitato alla community su Facebook. E poi magari ha deciso di abbonarsi, per il piacere antico eppure sempre fascinoso di sfogliarne una pagina dopo l’altra, sognando al piacere di quelle belle fotografie d’autore, intrattenendosi nella lettura dei testi talvolta emozionanti, talaltra descrittivi.
Ebbene, a chi ci ha conosciuti casualmente, a chi ha cominciato ad apprezzarci, a chi si è affezionato all’appuntamento bimestrale con i nostri reportage, a chi ancora non sa chi siamo, dedichiamo questa presentazione ufficiale di EV.
EV mag è un periodico – patinato nella versione cartacea, dai diversi supporti in quella digitale – che intende riscoprire il reportage. Una rivista per il viaggiatore contemporaneo, che decide di partire in vacanza oppure di farlo con la fantasia, animato comunque sempre dalla curiosità, dalla passione per l’esplorazione, intesa in senso sia geografico sia filosofico.
Cosa significa EV? E’ un omaggio alla fotografia, che nelle nostre pagine ricopre un ruolo da protagonista. EV sta per Exposure Value, dall’inglese Valore di Esposizione, ed è la sigla che nell’arte dell’immagine indica l’intensità di luce, ovvero il valore che si deve attribuire all’apertura del diaframma e al tempo dell’otturatore per ottenere uno scatto adeguatamente luminoso. Una misura della luce, dunque, che in fotografia si applicava all’era della pellicola, ma che a noi piace conservare anche in epoca digitale per almeno due ragioni.
La prima, è ricordare sempre da dove arriviamo. La seconda, l’importanza di mantenere uno sguardo attento sul mondo, imparare a leggerne chiaroscuri e sfumature, mirare all’orizzonte ma anche al particolare.
Questa è la nostra ambizione, questo il nostro proposito.

Il 2011

Un salto. Con questa immagine, che racchiude in sé l’arrivo di una novità e l’emozione di un cambiamento, un momento di crescita e un piccolo volo creativo, ci piace definire il 2011 di EV Magazine.
L’anno nuovo, infatti, si annuncia ricchissimo per la rivista di Arona, che definisce ed esporta la sua anima di viaggiatore. Con la qualità delle immagini e l’accuratezza dei testi che, fin dal debutto del gennaio 2009, contraddistinguono questo prodotto editoriale, cresce il taglio del reportage che si accompagna ai servizi fotogiornalistici turistici ed antropologici.
Dagli angoli più remoti del Piemonte, della Lombardia e del Canton Ticino, l’occhio di EV spazia nelle altre regioni d’Italia e d’Europa, nelle capitali metropolitane, infine in tutto il mondo, per portare ogni bimestre sulle pagine della rivista le storie e i colori di paesi vicini e lontani.
Anche la distribuzione si amplia, valicando i confini del reale: la rivista cartacea  bilingue potenzia il servizio di abbonamento, esce dalle edicole locali e si diffonde nei maggiori centri di aggregazione turistica di tutta la Penisola; una nuovissima versione digitale, interattiva, in italiano e inglese, sbarca nella libreria multimediale di Zinio (http://ita.zinio.com/) ed è disponibile per l’acquisto da ogni angolo del pianeta, in formato elettronico, per diversi tipi di supporto informatico come iPhone, iPad, iPod Touch e pc.
Emozionante e creativo proprio come premesso, vero? Il 2011, per EV Magazine, comincia con un salto.

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“Photo exhibition of the world environment”

poster 01 Photo exhibition of the world environment

“Photo exhibition of the world environment -Photographers who love the earth-.” in Niigata, Japan

World Environmental Photograph Exhibition is an exhibition makes us, who live in the time of environmental destruction, to re-think about our relationship with nature. Each photograph of world’s influential photographers who are conscious about environment tells us the world’s environment today. And at the visual concert, “Message from the Mother Nature,” you can enjoy the collaboration of beautiful images taken by the president, Takashi Amano and soprano singers. You can feel the “love” for the nature.

Date:
March 23, 2011 to April 7, 2011 (closed on March 28)

Opening hours:
10am-6pm (closed at 5pm on the last day)

Admission:
300yen
*Admission is free under for school students and younger.
*Admission is free for persons with physical disability certificate and caretaker.

Location:
Ryutopia, the Niigata-city performing arts center in Niigata, Japan[MAP]

Photographers

芥川 善行/天野 尚/伊藤 勝敏/海野 和男/上山 益男/川口 邦雄/川隅 功/杵島 隆/熊切 圭介/栗林 慧/桑原 史成/小松 毅史/関口 照生/高砂 淳二/立木 義浩/田中 光常/千葉 克介/内藤 忠行/中橋 富士夫/BAKU斉藤/水野 克比古/八木 祥光/山下 大明/山梨 勝弘/吉野 信/林 明輝/渡部 佳則/Adam Gibbs/艾 永厚/Amanda Ronzoni/Andris Apse/Anthony Epes/Anthony Neilson/Bobby Wong Jr./Brad Hill/C.S.Ling/Cede Prudente/Christian Patrick Ricci/Colin Monteath/Colin Prior/Daniel Knop/Daryl Benson/David Maitland/東 哈達/董 晓伟/Douglas Dietiker/Dubi Roman/Edward Parker/Edwin Giesbers/Elizabeth Carmel/Emil von Maltitz/Enda Cavanagh/Eric Bergmeester/Erlend Haarberg/Fabio Liverani/Franco Banfi/Geoff Simpson/George Karbus/George Wuerthner/Gloria Gimenez/Graham Osborne/Hein Welman/Jane Fulton Alt/Jason Tablante/Jerry D.Greer/Jesper Tonning/Jim Stimson/Jiri Rezac/Joseph Uy Jr./Juan Carlos Muñoz/Kevin Mcneal/Kim Joong Man/Klaus Jost/Laurence Delderfield/Luis Quinta/Luiz Claudio Marigo/Ly Hoang Long/Marco Carlo Stoppato/Michael Aw/Moegan E.Heim/Mushfiqul Alam/Nuno Correia de Sá/Oliver Lucanus/Ossian Lindholm/Peter Cairns/Raul Echivarre/Ricardo Carrasco Stuparich/Richard Bernabe/Robert Blakers/Sandesh Kadur/桑 玉柱/Sotiris Zafeiris/Spyros Tsakiris/Stephen Weaver/Suha Derbent/Tom Svensson/Uwe Skrzypczak/Vadim Gippenreiter/Vijay Cavale/王 琛/Wim Van Passel/吴 绍同/徐 金芳

*in alphabetical order (Dec. 2010)

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Corsi e Workshops di Macrofotografia 2011

Il sole mostra il suo volto. Il vento è assente.
Sono le 5 del mattino.
La natura sta ancora dormendo. E’ il momento che gli insetti intorpiditi
e coperti ancora di rugiada aspettano i primi raggi di sole caldo
per permettere loro di volare e svolgere le loro attività …
Insetti, fiori, bacche, licheni,muschi e piccoli animali appartengono a
un mondo in miniatura spesso difficilmente apprezzabile dall’uomo,
difficilmente osservabile se non con tecniche ed obiettivi particolari.
La macro-fotografia è la capacità di giocare con la luce e rappresentare
la vita dal piccolo in grande…

Corsi e workshops di Macrofotografia 2011.

Docente: Christian Patrick Ricci

Partner tecnico Manfrotto/Gitzo/Lite Panel

Un percorso completo che parte dalle basi fino ad arrivare a tecniche speciali di illuminazione, still life naturalistico, mock-up e focus staking.

Il corso è organizzato in partnership con Manfrotto, si potranno quindi provare tutte le attrezzature: cavalletti, teste, lite panel, lastolite, slitte di messa a fuoco, attacchi particolari ecc.

Gadget Manfrotto ed attestato di partecipazione Photofarm.

Per info:

Da metà gennaio sul portale Photofarm

oppure scrivete a  info@christianpatrickricci.com

Gitzo logo 60x Corsi e Workshops di Macrofotografia 2011manfrottologo2 Corsi e Workshops di Macrofotografia 2011

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Etica della comunicazione naturalistica

Questo documento nasce dall’esigenza di diversi comunicatori, fotografi e documentaristi di creare un modus operandi etico che possa rifarsi alle citate attività, svolte come professione o come pratica amatoriale, in tema di ambiente. In un mondo sempre più dipendente da azioni e reazioni dettate da un modello economico non più sopportabile dall’ecosistema del pianeta, nasce l’esigenza di redigere un documento condivisibile da tutti coloro che sentono chiara e forte l’esigenza di diffondere una nuova cultura ambientale.

Le indicazioni che seguono sono state ideate, concordate e scritte da più persone, quindi nel modo più democratico possibile, rispettando le idee e le libertà di tutti: ciascuno potrà quindi sottoscrivere quanto qui dichiarato, o anche replicare con diverse opinioni, purché non risulti limitata la libertà di diffondere il concetto esplicitato di Comportamento Etico del naturalista fotografo o documentarista.

Gli aspetti generali più importanti trattati da questo documento, per chi si occupa di fotografia e/o documentario naturalistico, sono quattro e vengono espressi di seguito in dettaglio.

Educazione e divulgazione

La conoscenza dei ritmi e delle leggi che governano la natura è un concetto che stiamo perdendo: questa ignoranza è dovuta ad una mancanza dell’insegnamento di questi valori ai giovani. È doverosa oggi, come mai prima, la divulgazione verso i ragazzi e i più piccoli, per chi si occupa di natura ed ha compreso il significato dei valori ambientali. Far crescere nelle nuove generazioni una coscienza naturalistica, il rispetto per gli altri esseri viventi, prime fra tutti le persone, è un impegno e un obiettivo primo per ogni comunicatore, viaggiatore, fotografo, documentarista, naturalista.

Le occasioni di divulgazione possono essere individuali, ad esempio in forma di conferenze, mostre, proiezioni, film, interviste, siti web, blog, social network.

La divulgazione deve essere rivolta a tutte le fasce d’età.

L’educazione è parte integrante dell’impegno assunto dai sottoscrittori di questo codice, e può essere espressa nell’assistere gruppi di ragazzi a scuola, nell’organizzare lezioni personali con loro, impiegando guide naturalistiche.

Anche durante le lezioni, nei corsi e nei workshop, è dovere del fotografo e del documentarista  approfondire l’argomento descrivendo l’etologia degli animali che si andranno ad osservare, illustrando i concetti basilari di rispetto per l’ambiente ed esaminando le leggi che lo governano.

Solo con la conoscenza diffusa e l’impegno personale di tutti gli operatori si potranno divulgare al maggior numero di persone possibile i principi e l’etica comportamentale espressi in questo documento.

Coscienza Etica

La fotografia di natura e di reportage è una specie a parte nel vasto mare dei generi fotografici, difficilmente assimilabile ad altri per la pulsione etica che dovrebbe sottenderla. Per fotografia naturalistica si intende in modo esplicito la fotografia di animali selvatici e di flora spontanea nel loro ambiente naturale, e la fotografia di paesaggi e ambienti possibilmente incontaminati. Abbiamo a che fare quindi con la materia prima, la carne pulsante di cui è fatto il nostro mondo, ciò in cui tutti noi ci muoviamo, ciò da cui tutti noi dipendiamo. Confrontarsi con la natura in modo consapevole, avvicinandola con l’amore e l’attenzione che la rappresentazione per immagini presuppone, può significare solo imparare ad amarla e a difenderla, farsi carico di proteggerla e di promuoverne il rispetto e la divulgazione. Una conoscenza che non può restare puramente nozionistica e teorica (per quanto le informazioni siano importanti: non si può amare ciò che non si conosce), ma che deve essere anche empatica, emotiva.

Solo così il fotografo potrà muoversi in situazioni in cui sono necessari estrema delicatezza, tatto, sensibilità, amore e rifiuto delle scorciatoie (anche a costo di rinunciare allo scatto: e questo è un concetto opposto, per definizione filosofica, alla cosiddetta caccia fotografica). Per questo la community Photofarm , che noi rappresentiamo, intende promuovere e diffondere un approccio alla realizzazione di immagini di natura – e alla natura in genere – che non si limiti alla tecnica, ma comprenda anche la divulgazione dell’ecologia e l’educazione alla sensibilità verso i soggetti, così come deve succedere per il lavoro di interpretazione e per la disposizione mentale,  in modo che l’intero processo di avvicinamento, conoscenza, osservazione, apprezzamento, scatto, e divulgazione possa essere inserito in un ambito più universale che possa denominarsi  come rapporto con la natura.

La fotografia e il documentario naturalistici presuppongono pratiche legate in via esclusiva a un genere dedicato e rivolto alla natura ed al rapporto che l’uomo ha con essa, sia virtuoso che di denuncia. L’obiettivo è quello di trasmettere sensazioni ed emozioni attraverso immagini di flora, fauna e paesaggi. Per ottenere questo, un fotografo – professionista o amatore – deve rispettare le basilari regole che servono a preservare tutto quanto viene fotografato, e ogni atto in tal senso effettuato in presenza di altre persone deve costituire un esempio di insegnamento per chi ancora ignora o tralascia questo genere di approccio.

Le regole descritte non devono mai essere dimenticate, né trascurate, anche quando non si sta utilizzando la macchina fotografica / video / cinepresa, ma si gode semplicemente di un momento in natura. Il fotografo/documentarista deve sempre trasmettere rispetto per l’ambiente e in ogni occasione possibile deve migliorare la propria conoscenza sui soggetti immortalati.

La fotografia/film può essere sia arte sia raffigurazione della realtà. Parlare di reportage naturalistico equivale ed intende che lì si racconta la natura per quella che è, e questa definizione spesso viene dimenticata. Concordiamo tutti che un’immagine rappresenta ciò che trascende da noi: ogni fotografia ben riuscita, in un certo modo, trasmette quello che l’autore pensa. Quindi un’immagine di reportage altro non è che l’interpretazione del mondo di chi l’ha scattata, e a maggior ragione per questa sua sacralità interpretativa ed emozionale non deve essere modificata ad arte da chi desideri renderla migliore, quando non sensazionalistica.

Rinunciare allo scatto fotografico, un atto che spesso è originato da una decisione molto combattuta e difficile, diventa una necessità per chi, come i sottoscrittori di questo codice etico, intende tradurre in comportamenti concreti i principi scritti nel presente documento: soltanto così si potrà distinguere un fotografo davvero naturalista – ovvero eticamente corretto – da sedicenti colleghi indifferenti alle buone pratiche e dunque scorretti, innanzitutto nei confronti dell’ambiente. Qualche esempio sarà utile: se si trova un animale selvatico ferito o in stato di difficoltà, bisogna chiamare i Vigili del Fuoco al numero 115 oppure il Corpo Forestale dello Stato al 1515, e non pensare a scattare fotografie per portare a casa un trofeo. La prima regola da applicare è il rispetto e il soccorso dell’animale: potrà sembrare superfluo ricordarlo, ma molti episodi di speculazione e opportunismo risultano ancora diffusi e presenti, purtroppo.

Se capita di aver compiuto un’azione esemplare come il salvataggio di un animale, è necessario considerare che, anche se salvo, ha comunque subito ferite o un forte trauma, e dunque è bene evitare di tenerlo fra le mani o di metterlo in una qualunque posizione favorevole per scattare fotografie, ed è altresì doveroso ricordare che il flash, ad esempio, può disturbare alcune specie di animali. È fondamentale, in casi come questo, consentirgli di recuperare tranquillità e, se occorre ribadirlo, fare un passo indietro e lasciare spazio a chi è qualificato per intervenire. A seguito della buona azione si avrà sicuramente un’altra possibilità di fotografarlo senza spaventarlo, in un momento più opportuno.

Responsabilità

1)      Rispetto per la verità e per il diritto del pubblico alla verità: è il primo dovere del naturalista, sia fotografo o documentarista. Quello che succede in natura non deve essere modificato artificiosamente, né alterato con alcun mezzo che possa arrecare danno alla natura stessa. Questo punto è il più controverso e andrebbe valutato onestamente da ogni singolo operatore, il confine è sottile, come ben sappiamo alcune immagini non sono realizzabili in natura, ad esempio ritratti stretti di mammiferi particolarmente elusivi, riprese di insetti, anfibi acquatici che vivono in acque torbide dove per le riprese solitamente si impiegano “acquari” o simili; in questi casi andrebbe sempre dichiarato “captive” e sopratutto nella casistica di ambienti riprodotti è fondamentale il benessere della specie durante le riprese. Queste pratiche andrebbero lasciate agli esperti del settore in quanto occorre una conoscenza approfondita non solo dell’etologia ma anche delle problematiche che tali azioni possono generare. Gli animali e la natura non conoscono il concetto di “specie” ma bensì quello di “popolazione”, spostare artificialmente anche solo di alcune centinaia di metri un insetto o un anfibio può causare problematiche ecologiche, non solo, anche impiegare i medesimi stivali non disinfettati in stagni di diverse zone geografiche (anche vicine fra loro) può spostare parassitosi e funghi sterminando popolazioni di “fauna minore”..

2)      In virtù di questo dovere, il fotografo e il documentarista devono sempre difendere i principi di libertà nella raccolta onesta di materiale, nella pubblicazione di notizie, nel diritto di commento e nella critica leale.

3)      Il fotografo riferisce soltanto in conformità con i fatti di cui conosce l’origine. Non deve celare informazioni essenziali o falsificare documenti. Un fotografo che si occupa di

reportage naturalistico non modifica l’aspetto, i contenuti, le azioni e i soggetti di un’immagine, falsificando completamente o in parte la reale azione ripresa in origine.

4) Il fotografo deve utilizzare solo metodi equi per ottenere notizie, fotografie e documenti.

5) E’ responsabilità del fotografo l’onestà della divulgazione nel corso del proprio operato, senza omissioni, modifiche, situazioni a rischio non citate.

6) Il fotografo assume su di sé l’impegno e la responsabilità nel divulgare e trasmettere insegnamenti di carattere etico e in modo etico, senza omissioni, così come sottoscritto in questo codice, nonché di diffondere questo principio verso altre persone e le nuove generazioni.

7)      Conoscere la natura, gli animali e le piante consente al fotografo di disporre di un bagaglio culturale degno, tale da rendere il suo modo di fotografare, e di conseguenza il suo stile, molto personale e preciso.

8)      Conoscere il comportamento animale, ciò che nuoce all’ambiente e quali sono i limiti a cui un fotografo/osservatore deve attenersi per non arrecare danno ai soggetti – siano paesaggi, animali o piante.

9)      Condizione necessaria per essere corretti nel rispetto all’ambiente non è – come molti pensano – evitare di muovere elementi dell’habitat ecologico che si visita, bensì escludere di arrecare danno con i propri comportamenti ed essere discreti nelle attività effettuate.

La conoscenza di un soggetto porta a rispettarlo, di conseguenza la sfida è essere in grado di ritrarlo nel corso della sua vita senza il minimo escamotage, digitale a livello di postproduzione piuttosto che reale come comportamento intrusivo. Conoscere le diverse specie, inoltre, aiuta a muoversi, a relazionarsi con ciascun esemplare nel modo corretto e nel giusto momento, nei limiti del rispetto e della tutela, senza causare stress agli animali. È poi necessario valutare sempre, anche con l’ausilio di esperti, le norme comportamentali, la nutrizione, la manipolazione degli animali. Un comportamento scorretto può causare gravi danni al soggetto, all’ecosistema, se non il decesso per predazione o per fame. Quindi devono essere evitate tutte quelle azioni che mettono in pericolo la sopravvivenza dei soggetti, specie i nidiacei, gli animali in periodo di riproduzione, durante situazioni di scarsa sopportabilità della presenza dell’uomo.

10)   L’immagine di reportage naturalistico viene realizzata con l’obiettività massima possibile.

11)   L’immagine di reportage naturalistico racconta, attraverso il pensiero dell’autore, ciò che in natura accade realmente.

12)   Un fotografo eticamente corretto non falsifica la realtà dei fatti tramite la manipolazione dell’immagine, e non sottopone al pubblico situazioni, azioni e comportamenti che in natura non sono possibili.

13) Un fotografo/documentarista naturalista deve essere tale anche quando non ha l’attrezzatura con sé, cioè nella vita di tutti i giorni.

REGOLE DI COMPORTAMENTO

Conoscenza del soggetto e del luogo

Noi impariamo i codici di comportamento degli animali, così da non interferire con i cicli della loro vita.

Noi non distruggiamo la flora, la fauna e gli habitat.

Noi rispettiamo i bisogni degli animali.

Noi utilizziamo obiettivi appropriati per fotografare gli animali selvatici.

Se un animale mostra di essere turbato, noi ci spostiamo indietro e utilizziamo obiettivi più lunghi.

Noi ci informiamo sulla fragilità dell’ecosistema.

Noi camminiamo e ci fermiamo sui sentieri che sono stati creati per diminuire l’impatto dell’uomo sull’ambiente naturale.

Conoscenza delle regole sociali

Quando necessario, noi informiamo gli amministratori e le altre autorità della nostra presenza e dei nostri scopi.

Noi aiutiamo a ridurre l’impatto e la sicurezza ambientali.

Noi impariamo le regole e le leggi del posto che andremo a visitare.

Se esistono nell’area distanze minime per avvicinare la flora e la fauna, noi le rispettiamo.

In assenza di autorità e leggi, noi usiamo il buonsenso.

Noi trattiamo la flora e la fauna, le piante e i luoghi sentendoci loro ospiti.

Noi tieniamo pronti noi stessi e le nostre attrezzature per eventi imprevisti.

Noi evitiamo di esporre noi stessi ed altri a contrattempi che possiamo prevedere.

Competenza e responsabilità

Noi trattiamo gli altri con cortesia.

Noi chiediamo il permesso, prima di unirci ad altri fotografi che già stanno scattando nella zona.

Con il dovuto tatto, noi informiamo chi vediamo in comportamenti inadeguati o pericolosi del nostro codice etico.

Molte persone inavvertitamente mettono in pericolo sé e gli altri.

Noi riferiamo comportamenti inadeguati alle autorità preposte.

Noi non discutiamo con coloro a cui non importa nulla del rispetto della natura, ma li segnaliamo.

Noi cerchiamo di adottare buoni modelli di comportamento, sia come fotografi che come cittadini.

Noi cerchiamo di educare gli altri con l’esempio, e di migliorare le loro conoscenze in materia ecologica.

Educazione:

Il fotografo / documentarista naturalista deve impegnarsi, attraverso l’esempio diretto, ad educare al rispetto e alla conoscenza della natura le persone che incontra, con lo scopo di contribuire a diffondere una coscienza naturalistica.

Divulgazione:

Tramite il suo lavoro, il fotografo / documentarista naturalista si impegna a testimoniare e comunicare l’etologia dei soggetti che fotografa, l’ambiente in cui vivono e le leggi che lo governano.

Coscienza etica:

Il fotografo / documentarista naturalista antepone sempre la protezione della natura e dei soggetti da fotografare dinanzi alla ricerca di immagini, anche a costo di rinunciare agli scatti.

Responsabilità:

il primo dovere nei confronti del pubblico da parte del fotografo / documentarista naturalista è il rispetto per la verità. Quello che succede in natura non deve essere modificato, né alterato in nessun modo, né deve essere falsata l’origine dei luoghi di realizzazione dei servizi, inoltre è opportuno dichiarare sempre quando gli animali selvatici risultano protagonisti di scatti in condizioni di cattività.

Regole di comportamento / Tutela:

Il fotografo / documentarista naturalista si impegna a comportarsi nel modo più corretto e rispettoso delle leggi e delle regole del luogo in cui si trova. Si impegna a ridurre al minimo l’impatto ambientale della sua presenza e della sua attività, e cerca di favorire la tutela della fauna e della flora lavorando in piena sicurezza per se stesso e per i soggetti da fotografare.

Adesione al documento sull’etica della fotografia naturalistica.

I soci sottoscrittori auspicano che il presente documento venga condiviso e sottoscritto dal maggior numero di colleghi, e di chiunque si ritrovi concorde con i concetti esposti. Il presente comitato, nato dal forum Photofarm.ning.com, ha ideato un logo (LINK) che può essere utilizzato per segnalare al pubblico che il modo di operare in natura dei fotografi e documentaristi naturalisti sottoscrittori è etico, in un modo rapido e immediatamente percettibile. Allo stesso tempo, il logo pubblicato su blog, siti internet personali e altre occasioni di divulgazione contribuirà all’istante a diffondere il codice etico, il rispetto dell’ambiente e le norme che dovrebbero essere la guida di chi frequenta la natura.

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Photofarm – Jordan, a travel report.

December 1, 2010 by Manfrotto
Filed under Experience, Featured

Jordan, October 26th – November 2nd, 2010

5223390000 30aecd4953 Photofarm – Jordan, a travel report.Aqaba

We agreed on meeting at the airport in Bergamo, Orio al Serio, at 5 pm. I know no one else but a couple of veterans of our workshops: despite this, for those with a passion for photography written in their DNA, in fact, knowing each other is not a necessity.

The backpack with all my photo equipment, my Gitzo and the Nikon I carry around my neck attract the other participants like a magnet, and soon our group is formed without a hitch. Roberto, our head tour guide, efficient as always, does the head count and gives everyone gadgets and tickets, while I take a chance and have a first look at my boys: a heterogeneous and well equipped group. In short, I gather it is going to be an intense week.

The flight is quite short, it takes roughly four hours, and as we get off the plane we are received by a blast of warm air reinvigorating our bones and spirits.
We arrive in Aqaba in time for lunch, but we are so eager to start exploring places, to take photographs and collect pictures, that we decide to head towards the heart of the city to see the souq, with its typical Jordan markets. We still do not know anything about the local customs, nor whether the people we are going to meet will let us take photos of them; so I briefly explain how to capture images without arousing suspicions, by wearing the camera around one’s neck with confidence.

5222777873 70ccd3bd67 Photofarm – Jordan, a travel report.Amman

As we walk back to our bus, we are already excited about this adventure: it looks like it is going to offer many other inspirations, so we leave and be patient for the next four or five-hour drive to the country’s capital, Amman.
After dinner, we have a short briefing to show our group how we intend to make the best of the days ahead of us, and explain the techniques we are going to use, which are aimed at growing as photographers. We are all tired, but I can see in their eyes the light that tells me how eager they are to learn, deep inside their hearts.

During the three following days, we see the so called Desert castles, Qasr al-Kharana, Qasr Amra and Azmark. The CLS system is well suitable for seizing the best of these places: as a matter of fact, the fascinating interiors of some rooms and a few quite well preserved frescoes create an opportunity to resort to this technique, consisting in using three or four flashes controlled by the camera to light up the scene better.
In the citadel – that is the heart of Amman, the old city – the most interesting items for a photographer are the Temple of Hercules and the Roman Acropolis, as, thanks to their position, they offer the possibility to photograph excellent views over the capital. It is now time to talk in detail about the importance of tripods in such circumstances, where the technique known as stitching is necessary to shoot panoramic photographs: the main obstacle we are going to face is convincing neophytes at photography – who, perhaps surrendering to convenience, tend not to use this essential tool – of the importance of the use of the tripod in particular photographic situations, such as the ones we are experiencing. The heads and tripods used by the members of our group were supplied by Manfrotto, and they are getting repeatedly tested with much satisfaction.

5223393242 66765f2690 Photofarm – Jordan, a travel report.Jerash

The subject was tackled again and improved in Jerash, ancient Roman city dating back to the year 70 AD, whose fora and colonnades are astonishingly imposing, and they are still the main attraction of the scenario arousing the interest of all participants.

In Araq el Amir, another fascinating site from a purely historical point of view, my incidental encounter with a Jordanian little girl with magnetic eyes, who was leaning against a grating, inspired me to show the importance of a different and unforeseen photographic approach. Photography is personal, and the different perspectives of images can provoke different emotions: if one were able to look, from a different point of view, at all of the several possible angles, he could capture and seize much more inspiring expressions.

This and much more technical and philosophical information – although it remains aimed at achieving good photographs – was abundantly examined and thoroughly analysed during the quiet nights when, after excellent dinners consisting in typical traditional Arabian dishes, our group gathered to talk about theoretical subjects concerning post-production, to comment the photographs taken during the day, to explain and solve doubts, and to analyse several subjects with questions concerning issues of various nature.

On the other hand, we were never left with nothing to think and discuss about: using the so called blue hour, for instance, we had taken a few fairly good panning shots and, using our second curtain flashes on night-mode, we had obtained very good photos to discuss about. But the most impressive photos were undoubtedly the ones we took at the markets in Amman – they stand out over the ones in Aqaba for their colours, and their diversity and richness in inspiring features: their strong and very pleasantly smelling spices, their lively fruit stalls, a delicious sight – which were very inspiring opportunities for our young participants.
Whichever definition we might try and give of the pink city, the superb city of Petra (UNESCO World Heritage Site) would not be able to equal its prestige: the importance and peculiarity of this magical place, with its thousand shades – literally speaking – bewitched everyone, and shots followed one another incessantly, in the attempt to capture every corner of this beauty and every surprise hiding behind each inlet. We kept our camera lenses focused at 360° as, here, any rock offers shades that cannot be described in words, showing all the existing tones of yellow, orange, pink, red and brown.

5222806435 917c010947 Photofarm – Jordan, a travel report.Petra

In Petra, once the enthusiasm due to our initial surprise dimmed, we split in two groups: I and the most daring – I would say the majority of our team – went for a forty-minute walk up a steep dirt road to get to the monastery – known as Al Deir – that is the highest point of the archaeological site in the ancient Nabatean city; Roberto, instead, using his good knowledge in photography – although he was serving as our guide – stayed in the lower part of the city with the rest of his group to improve, in a more calm setting, a few techniques to make the wonderful local tombs stand out as much as possible.

As we got to the Monastery, the view that unfolded in front of our eyes made our climb be worth the effort, although it turned out not to be as tiring as we had imagined it. The excellently favourable environment made it possible for us to achieve a good level of HDR (high–dynamic–range) technical completeness, consisting in taking various different shots of the same subject with variable exposure, and subsequently joining them with a special software application; this is the ideal approach to take photographs in situations where shade and light contrast strongly.
When you are immersed in so much beauty with a camera, you lose all sense of time, but in Petra, the night falls early and, even though we did not want to leave, we started walking our way back. Passing by the most well known temple – the so called Treasure mentioned in many tour guidebooks, symbol of this stone city – we noticed how light is a determining factor, speaking of photography, but most of all here in Petra: as a matter of fact, the sun rays reflecting on the sandstone cliffs hanging over the rocks at different times during the day gave us the possibility to leave this stunning place and take with us the feeling of having enjoyed and having taken part in a magic moment.

5222806097 83c75cde17 Photofarm – Jordan, a travel report.Petra

I must also say that, during these days spent together, all the participants have become friends. But it was when we decided to spend the last two days we had left in the Wadi Rum desert, that the group got more consolidated and close together, as experiences like this, in direct contact with nature, necessarily require also a good inclination to adapt oneself to conditions to which one might not be used. On the other hand, the good thing is that they invite to leave what is left of one’s civilized habits behind, to dive into the situation unfolding in front of you. And, in these situations, even the shyest let themselves go and finally experience strong and unforgettable emotions intensely.

The Wadi Rum desert offers a great deal of such emotions through each detail that makes of it a unique place. We spent the days of our journey across Jordan enjoying the views over authentic canyons with their rocky walls – which in a remote past, were made smooth by the wind and the water – imposingly rising from the sand, whose colour changes from an intense yellow to a dark red, as we patiently waited for the night to be able to capture a flaming sunset in a photo shot. The night is not for sleeping when, over your head, you have a fabulously clear starry sky: the boys and girls were excited in seeing the results of the night light painting method, which is actually a technique that gives fascinating pictures.

The next day, we meet the rest of the group and, as we get on the plane that will fly us back to Italy, I look at them and I feel satisfied. The expression on Roberto’s face confirms it: now we know that we have left in each of the participants to this seven-day photo journey the tools they will need to improve their skills at their (and our) passion; in addition, we also were able to create an atmosphere which made us all play an active part in a rich and productive adventure, in which we made friends with people we are surely going to meet again; finally, we were able to convey what needs be behind each photograph, that is a philosophy that probably only a few people possess, but that, if you learn it, spread it and perceive it, it is capable of making anyone experience strong emotions.

Photography and text Christian Patrick Ricci
by Photofarm School of Photography

vedi tutte le foto nella gallery di flickr della Manfrotto school of xcellence

Logistic and organisation: Roberto Cristaudo begin_of_the_skype_highlighting     end_of_the_skype_highlighting Phototravel

bookmark Photofarm – Jordan, a travel report.email Photofarm – Jordan, a travel report.oknotizie Photofarm – Jordan, a travel report.segnalo Photofarm – Jordan, a travel report.twitter Photofarm – Jordan, a travel report.share save 171 16 Photofarm – Jordan, a travel report.

Corso Base di Fotografia naturalistica

corso post Corso Base di Fotografia naturalisticaBase full-immersion di fotografia naturalistica

Il Corso di fotografia di base è adatto a tutti coloro non hanno alcuna preparazione fotografica e che con l’avvento del digitale non sanno districarsi fra file. In due giorni si potranno imparare con semplicità le basi per fotografare e gestire/archiviare le immagini al computer. E’ prevista un’uscita pratica in oasi. Oltre alle nozioni teoriche si forniranno consigli pratici maturati dall’esperienza pluiennale e accenni sulle ultime tecnologie in uso. A termine degli argomenti viene fornita una dispensa sugli argomenti trattati dall’incontro. Il corso non include i materiali fotografici. Si potranno provare attrezzature professionali.

Programma

  • La macchina fotografica, differenza tra digitale e analogico,tra reflex e compatte.
  • Impostazioni manuali,esposizione,messa a fuoco e panoramica sugli obiettivi ed accessori
  • Regole di composizione dll’immagine;
  • Cenni di Macro-fotografia;
  • Scelta critica del portfolio, archiviazione. Visione dei lavori dei partecipanti.

Sede del corso: Photofarm – Sede del Parco Lame del Sesia

Via XX settembre, 12 – Albano Vercellese (VC)

Ore inizio lezione: 9:00 – fine 18:00

Docenti: Christian Patrick Ricci – Mirko Sotgiu

E’ possibile pernottare presso il parco o le strutture ricettive della zona, organizzazione tecnica a cura di Leila Viaggi.


INFO e ISCRIZIONI – DETTAGLI (PDF) – QUESTIONARIO ONLINE

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Workshop in Engadina Dal 12 al 13 Marzo 2011

DSC1450 Workshop in Engadina  Dal 12 al 13 Marzo 2011Una valle degna di un quadro dei più quotati pittori è cosi che si può interpretare la valle Engadina in inverno. Ci troviamo in Svizzera non lontano dal confine italiano, superati i tornanti del passo Maloja le montagne si aprono e appare la tipica vallata a “U” alpina. Costellata di laghi, grazioni paesini e alte montagne l’Engadina offre al fotografo il meglio del paesaggio alpino ma non solo. La fauna in questa valle è facilmente osservabile e non c’è da stupirsi se lungo la strada che costeggia il fiume si può incontrare il merlo acquaiolo.

Il workshop è di base/avanzato ed è diviso in due parti, paesaggio, composizione il 1°giorno, ritratto animale il 2° giorno.

Si raccomanda abbigliamento adeguato: abiti pesanti di colori neutri o mimetici da indossare a strati (le albe possono essere molto fredde ), scarpe da escursionismo, guanti e berretto caldo. Il treppiede sarà utilissimo, le ottiche utili vanno dal grandangolare per i paesaggi, fino al tele ottimi il 200 mm e il 300 mm. Per gli spostamenti in loco saranno organizzate il minori numero di auto possibili dei partecipanti.

Fotografi docenti:
Con Christian Patrick Ricci e Fabio Liverani

Quota di partecipazione: 290,00 euro
Supp.Singola: 90,00 euro
Rid. 3° e 4° letto: 30,00 euro
Quota di partecipazione Accompagnatore: 160,00 euro

Prenotazioni entro il 20 Dicembre 2010

INFO e ISCRIZIONI - DETTAGLIPRENOTA

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Di ritorno dalla Giordania

L’appuntamento è per le cinque all’aeroporto di Bergamo Orio al Serio. A parte un paio di veterani dei nostri workshop, gli altri non li conosco: ma per chi ha la passione della fotografia nel dna non serve conoscersi, in effetti.

Lo zaino fotografico, il Gitzo e la Nikon che porto al collo, attirano i partecipanti come una calamita, e in breve il gruppo si forma senza alcun intoppo. Roberto, responsabile del tour operator, efficiente come sempre fa l’appello, e consegna gadgets e biglietti, mentre io ne approfitto per dare una prima occhiata ai miei ragazzi: un gruppo eterogeneo ben equipaggiato, insomma prevedo sette giorni intensi.

Il viaggio aereo dura relativamente poco, circa quattro ore, e all’uscita dall’aereo siamo accolti da una folata di aria calda che rinvigorisce le ossa e lo spirito.

Arriviamo ad Aqaba giusto per il pranzo, ma la voglia di iniziare ad esplorare i luoghi, a fotografare e raccogliere immagini è tanta, al punto che preferiamo addentrarci nel cuore della città per visitare il suq, con il suo mercato tipico giordano. CHR0001 200x133 Di ritorno dalla GiordaniaNon conosciamo ancora gli usi del posto, né sappiamo se le persone che incontreremo saranno disponibili a farsi fotografare, per cui velocemente spiego come realizzare immagini senza insospettire, portando la macchina a tracolla con disinvoltura.

Torniamo al pullman già eccitati da questa avventura, che promette numerosi altri stimoli, dunque partiamo per sopportare le altre quattro-cinque ore di viaggio che ci porteranno nella capitale del Paese, Amman.

Dopo cena, un rapido briefing in cui spieghiamo ai ragazzi come abbiamo intenzione di ottimizzare i giorni che abbiamo davanti, e le tecniche che utilizzeremo con l’obiettivo di crescere a livello fotografico. Siamo tutti stanchi, ma leggo nei loro occhi quella luce che mi fa capire quanto desiderio di imparare si nasconda nel loro animo.

Nei tre giorni successivi visitiamo i cosiddetti castelli del deserto, Qasr al-Kharana, Qasr Amra e Azmark. Si tratta di tre siti in cui il sistema CLS ben si presta a catturare il meglio dei luoghi: infatti, gli interni suggestivi di alcune stanze e qualche affresco discretamente conservato creano l’occasione per utilizzare questa tecnica, che consiste nell’utilizzare tre-quattro flash pilotati dalla macchina fotografica per illuminare meglio gli ambienti.

Nella cittadella – ovvero il cuore, la vecchia città di Amman – spiccano per interesse fotografico il Tempio di Ercole e l’acropoli romana, perché grazie alla loro posizione offrono la possibilità di scattare eccellenti panorami della capitale. È dunque il momento di approfondire il tema dell’importanza dei cavalletti, in situazioni come queste, dove la tecnica nota come stitching è d’obbligo per foto panoramiche: l’ostacolo maggiore da affrontare è convincere i fotografi neofiti – che, cedendo forse alla comodità, tendono a non usare questo attrezzo fondamentale – l’importanza dell’utilizzo del cavalletto in particolari situazioni fotografiche, come queste che ci troviamo a vivere.

L’argomento è stato ripreso e perfezionato a Jerash, antica città romana risalente al 70 dopo Cristo, che con i suoi fori e i colonnati ancora così imponenti e protagonisti del panorama ha suscitato interesse in tutti i partecipanti.

Ad Araq el Amir, altro sito dal fascino puramente storico, l’incontro casuale di una bambina giordana dagli occhi magnetici, appoggiata ad una grata, mi ha dato lo spunto per dimostrare l’importanza di un diverso e imprevisto approccio fotografico.

CHR00051 133x200 Di ritorno dalla GiordaniaLa fotografia è soggettiva, e i diversi tagli delle immagini possono suscitare diverse emozioni: se uno riesce a guardare con occhi diversi tutte le varie angolazioni possibili, può scattare e fissare espressioni molto più suggestive.

Queste e tante altre informazioni tecniche e filosofiche, ma sempre legate all’obiettivo della buona fotografia, sono state abbondantemente analizzate e approfondite nelle tranquille serate, in cui, dopo cene ottime e tipiche della cucina araba, il gruppo si riuniva per affrontare gli argomenti teorici della post-produzione, per commentare le immagini scattate durante il giorno, chiarire e risolvere dubbi e approfondire i temi con domande di vario genere.

Del resto, il materiale a disposizione per riflettere e dibattere non è mai mancato: approfittando della cosiddetta ora blu, ad esempio, avevamo scattato discreti panning, e utilizzando i flash sulla seconda tendina in notturno avevamo immagini molto belle di cui discutere. Ma le più suggestive erano senza alcun dubbio le fotografie scattate al mercato di Amman, che supera quello di Aqaba per colori, varietà e ricchezza di spunti: le profumatissime spezie, assai gradite all’olfatto, le vivaci bancarelle di frutta, delizie per la vista, sono state occasioni di forte stimolo per i ragazzi.

Della città rosa, la superba Petra patrimonio dell’umanità Unesco, qualsiasi definizione potremmo tentare non renderebbe il giusto merito: l’importanza e la particolarità di questo luogo magico, dalle mille sfumature – detto in senso letterale – ha affascinato tutti, e gli scatti si susseguivano a raffica, per immortalare ogni angolo di questa bellezza, ogni sorpresa nascosta dietro ogni gola. CHR0011 132x200 Di ritorno dalla GiordaniaAbbiamo tenuto gli obiettivi delle macchine focalizzati a 360°, perché qui qualunque roccia regala sfumature inesprimibili a parole, in tutte le tonalità calde dal giallo, all’arancione, al rosa, al rosso e al marrone.

Calmati gli entusiasmi della sorpresa iniziale, a Petra ci siamo divisi in due gruppi: io, con i più ardimentosi – direi la maggior parte della nostra squadra – abbiamo affrontato i quaranta minuti di salita su sentiero battuto per giungere al Monasterodetto Il Deir – ovvero il punto più alto del sito archeologico dell’antica città nabatea; invece Roberto, approfittandodella sua buona preparazione fotografica nonostante il ruolo logistico di accompagnatore, rimaneva nella città bassa con il resto del gruppo, perfezionando con maggiore tranquillità le tecniche che permettevano di dare il maggior risalto possibile alle splendide tombe del luogo.

Giunti al Monastero, il panorama che si è aperto sotto di noi ci ha appagato della salita, che non si è rivelata neanche così faticosa come l’avevamo immaginata. La situazione ambientale ottima ci ha permesso di raggiungere un buon livello di completezza nella tecnica HDR (high – CHR0012 133x200 Di ritorno dalla Giordaniadynamic – range), che consiste nell’effettuare scatti diversi dello stesso soggetto con esposizioni variabili, da unire successivamente con l’apposito software; questo è un approccio ideale per realizzare fotografie in situazioni che presentano un altissimo contrasto tra ombre e luci.

Non si ha la nozione del tempo quando ci si ritrova immersi, con una fotocamera, in mezzo a tanta bellezza, ma a Petra il buio arriva presto e, nostro malgrado, ci siamo incamminati sulla via del ritorno. Nel ripassare davanti al tempio più celebre – il cosiddetto Tesoro presente in molte guide turistiche e vero simbolo di questa città di pietra – abbiamo constatato come la luce sia un fattore determinante, sempre in fotografia ma a maggior ragione qui a Petra: infatti, i riflessi dei raggi del sole a ore diverse del giorno, in momenti differenti, sulle rocce a strapiombo di arenaria, ci hanno regalato la possibilità di salutare questo meraviglioso luogo portando via con noi la precisa sensazione di aver goduto ed essere stati partecipi di più di un momento magico.

C’è poi da dire che, in questo periodo trascorso insieme, tutti i ragazzi hanno familiarizzato tra loro. Ma è stata la decisione di vivere gli ultimi due giorni che ci rimanevano nel deserto del Wadi Rum a far sì che il gruppo si sia consolidato ed affiatato ulteriormente, perché certe esperienze a diretto contatto con la natura, che richiedono necessariamente anche una buona dose di adattamento a condizioni a cui non siamo abituati, conservano sempre il pregio di invitare all’abbandono di quel che resta delle abitudini civili per calarsi appieno nella realtà che si ha di fronte. E, in questi casi, anche i più timidi arrivano a lasciarsi andare, riuscendo finalmente a vivere intensamente emozioni forti ed indelebili.

Emozioni che il deserto del Wadi Rum elargisce in abbondanza, in ogni dettaglio che lo contraddistingue. Occupiamo le giornate che restano del nostro viaggio in Giordania a godere della vista di veri e propri canyon dalle pareti rocciose levigate, in tempi remoti, da vento e acqua, che si ergono imponenti su una sabbia che passa da un giallo intenso ad un rosso scuro, attendendo con pazienza la sera per congelare in uno scatto un tramonto infuocato. La notte non è fatta per dormire, quando hai a disposizione un manto stellare di una nitidezza favolosa: i ragazzi sono entusiasti nel vedere il risultato del metodo del light painting notturno, che effettivamente è una tecnica che regala immagini affascinanti.

Ci riuniamo il giorno dopo con il resto della comitiva e, mentre saliamo sull’aereo che ci riporterà in Italia, guardo il gruppo e mi sento soddisfatto. L’espressione di Roberto me lo conferma: ora sappiamo di aver lasciato in ognuno dei partecipanti a questa settimana di viaggio fotografico gli strumenti necessari per progredire nella loro e nostra passione, inoltre siamo riusciti a creare un’atmosfera che ci ha resi tutti complici di una ricca e fattiva avventura, in cui sono nate amicizie con persone che sicuramente rivedremo, infine abbiamo potuto trasmettere ciò che deve esistere dietro ad ogni fotografia, ovvero una filosofia che forse pochi possiedono ma che, se conosciuta, divulgata e percepita, sa regalare forti emozioni.

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Oasi di Casalbeltrame

Il parco lame del Sesia con Photofarm Scuola di fotografia naturalistica e reportage
in collaborazione con ATL Novara, EBN Novara.

Vi invitano all’inaugurazione della stagione di attività presso l’Oasi di Casalbeltrame

Domenica 19 Settembre 2010
Ore 9:00 – 17:30

Casalbeltrame invito21 Oasi di Casalbeltrame

Scarica l’invito (PDF)


Inaugurazione dell’Oasi Palude di Casalbeltrame

La palude si rinnova.

Il 19 Settembre 2010

Appuntamento in oasi Ore 9:00

presso la palude.

Come raggiungere l’oasi

Programma:

Inaugurazione del programma della scuola con i fotografi di Oasis

Christian Patrick Ricci, Fabio Liverani , Mirko Sotgiu

Visita del nuovo tunnel completamente chiuso studiato per la fotografia naturalistica e osservazione ornitologica di 200m (lineari)

Aula didattica di 70 mq per l’insegnamento delle scienze naturali e della fotografia, alimentata a energia solare.

Presentazione del calendario photoday e workshop presso la Palude per il 2011.

Presentazione dei corsi in aula, base, avanzato, post produzione digitale, fine art printing


Evento Palude su Facebook
Official Page

bookmark Oasi di Casalbeltrameemail Oasi di Casalbeltrameoknotizie Oasi di Casalbeltramesegnalo Oasi di Casalbeltrametwitter Oasi di Casalbeltrameshare save 171 16 Oasi di Casalbeltrame

Concorso di fotografia naturalistica

Torna il concorso internazionale di fotografia naturalistica indetto da Oasis

Come Photofarm siamo sponsor dell’inziativa e in giuria.

Sono giurato al photocontest di Oasis 2010 in qualità di fotografo e rappresentante della scuola di fotografia “Photofarm”

OASIS PHOTO CONTEST 2010. International Award for Nature and Environment.
Premio internazionale dedicato alla fotografia naturalistica e ambientale, legato alla testata Oasis.

Si tratta del più importante evento del genere in Italia, che convoglia migliaia di opere di alto livello, la raccolta delle immagini è valida fino al 5 dicembre.

Nel 2011 verrà realizzata una mostra che accompagnerà vari eventi legati alle premiazioni, che si svolgeranno a Milano, Bologna, Roma, Ferrara nell’ambito di prestigiose fiere nazionali.

oasis contest Concorso di fotografia naturalistica

bookmark Concorso di fotografia naturalisticaemail Concorso di fotografia naturalisticaoknotizie Concorso di fotografia naturalisticasegnalo Concorso di fotografia naturalisticatwitter Concorso di fotografia naturalisticashare save 171 16 Concorso di fotografia naturalistica

Foto del mese

Tarda primavera, i maschi di folaga difendono il territorio dai rivali, ed inscenano inseguimenti

spettacolari sul pelo dell’acqua.
folaghe1 Foto del mese

bookmark Foto del meseemail Foto del meseoknotizie Foto del mesesegnalo Foto del mesetwitter Foto del meseshare save 171 16 Foto del mese

La foresta degli Inca

Nuovo articolo su Oasis

Foto Christian Patrick Ricci e  Fabio Liverani

testi di Francesco Petretti e Fabio Liverani

Un viaggio tra le foreste pluviali dell’immensa riserva di Tambopata, nell’oriente amazzonico peruviano
In un bosco bisognerebbe muoversi in alto, dove i raggi del sole raggiungono il fogliame degli alberi e permettono l’attività fotosintetica. A terra, infatti, l’ombra rende difficile la vita delle piante e di conseguenza anche quella degli animali. Lo sa bene chi frequenta le fitte foreste di abeti delle Alpi, o le selve di faggio degli Appennini, o le impenetrabili macchie di leccio delle coste mediterranee.

oasis 186 La foresta degli IncaA maggior ragione sarebbe opportuno abbandonare il suolo, le radici e i tronchi, per volteggiare in alto fra rami e fronde in una foresta tropicale, dove l’effetto ombra è ancora più forte e drammatico. Gli scienziati che si dedicano ormai da decenni all’inventario della biodiversità delle regioni tropicali lo hanno capito da tempo e si sono ingegnati in molti modi diversi per trasformarsi in esseri arboricoli, liberarsi dal contatto con il terreno e muoversi nell’universo tridimensionale a 30, 40 e anche 60 metri di altezza…


lg share en La foresta degli Inca

bookmark La foresta degli Incaemail La foresta degli Incaoknotizie La foresta degli Incasegnalo La foresta degli Incatwitter La foresta degli Incashare save 171 16 La foresta degli Inca

Gallery Snake full hd

Una nuova gallery full hd sui serpenti, fotografie raccolte in viaggi e in cattività nel corso degli anni.

Snake gallery full hd

copemedia Gallery Snake full hd

Snake

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Intervista a Radio Number One

Intervista a Radio Number One per Oasis.

Sul numero prossimo di Oasis- marzo il servizio mio e di Fabio Liverani scritto da Francesco Petretti Sulla foresta Amazzonica di Tambopata.

vai all’intervista

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Mostra fotografica Sado island Japan

Si è conclusa la mostra fotografica in Giappone sull’isola di Sado, dove partecipo con una mia foto(sono membro del associazione), insieme ad altri 89 fotografi internazionali.

horse in the snow Mostra fotografica Sado island Japan

Horse in the snow

La mostra è organizzata dalla I.E.P.A (the International Environment Photographers Association) e si sposterà l’anno prossimo a Tokio.

iepa exhibition 11 Mostra fotografica Sado island Japan

IEPA-Exhibition-1

iepa exhibition 2 Mostra fotografica Sado island Japan

IEPA-Exhibition-2

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Di ritorno dal deserto del Sonora

Uno dei posti più infuocati della terra.
Una terra tormentata da eruzioni vulcaniche e dal sole implacabile, una fornace, un inferno per molti, un paradiso per la fauna e la flora.

Si perchè il Sonora è un deserto pieno di vita, con i suoi cicli vitali dettati dalle piogge.

Un paradiso violento!

 Di ritorno dal deserto del Sonora

Saguari al tramonto

La maggiore regione arida dell’America settentrionale, il deserto di Sonora il nome deriva da “Sonota”, termine papago che significa “luogo delle piante”. I rilievi presenti nel territorio sono generalmente bassi; l’altitudine media è di 305 m. Le cime più elevate sono i monti Chocolate e Chuckwalla, in California, i monti Kofa e Harquahala, in Arizona, e il Cerro del Pinacate, in territorio messicano.
La temperatura media della regione, una delle più calde e secche dell’America settentrionale, supera i 38 °C in estate.Le precipitazioni sono inferiori ai 250 mm annui. Il deserto di Sonora possiede una vegetazione caratteristica, in grado di crescere in un suolo estremamente arido, assorbire e trattenere umidità e resistere alle forti escursioni termiche e all’erosione dei venti. Predominano nell’area i cactus – tra cui il saguaro o cactus gigante – e la vegetazione arbustiva; diffusa anche la yucca gigante e il mesquite. Numerose le specie animali, tra cui mammiferi come il coyote e la lince, e rettili quali il mostro di Gila, il serpente a sonagli e il geco.

El Pinacate e Gran Desierto de Altar

Si tratta di una regione vulcanica che si trova nell’estremo nord-ovest dello Stato di Sonora. Copre una superficie di 714, 556,5 ettari, che copre una parte dei comuni di Porto Peñasco, San Luis Rio Colorado e Plutarco Elías Calles.

Se potessimo osservare dallo spazio, questa regione sarebbe una macchia scura circondata da un grande spazio di luce con un bel colore azzurro del mare del Golfo della California.

Considerata come una delle più aride e inospitali regioni, lungi dall’essere una regione biologicamente povera. E ‘caratterizzata dalla sua insolita bellezza paesaggistica e la grande diversità biologica, l’attività vulcanica, ha trasformato il territorio in un laboratorio di geologia a cielo aperto, attirando l’attenzione di turisti e ricercatori provenienti da varie regioni del mondo.

Per la  ricchezza ecologica, il valore del suo paesaggio , el Pinacate è stato dichiarato con decreto presidenziale  Riserva della Biosfera 10 giugno 1993.

La regione del Gran Pinacate e Desierto de Altar concentra circa il 18% della flora registrata per lo Stato di Sonora (553 specie) con il governatore, il Sahuaro, il Choy e l’Ocotillo. Con le prime gocce di pioggia il deserto si trasforma in un tappeto di fiori ,dune di sabbia e lavanda.

Nonostante le elevate temperature estive, con scarse precipitazioni e la mancanza di acqua di superficie, tutti i gruppi di vertebrati sono rappresentati. Ci sono 41 specie di mammiferi e  altre 5 sono state introdotte per l’ecosistema. Tra gli uccelli migratori e residenti si trovano circa 237 specie c. Ci sono  45 specie di rettili e anfibi.

Tuttavia, non solo l’imponente e ricco  paesaggio biologico  rende il posto speciale, anche il vissuto dei Papagos e degli Odham (indiani del Sonora) per migliaia di anni  ha lasciato antiche testimonianze di  luoghi sacri e cerimoniali.

Wikipedia info

Mappa satellitare

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Di ritorno dalla foresta di Tambopata

Nel dipartimento di Madre de Diós (la capitale è la città di Puerto Maldonado) si trovano tre aree di conservazione di grande importanza: la Riserva di Biosfera del Manu (dichiarata dall’UNESCO come Patrimonio Naturale dell’Umanità nel 1987), la Zona Riservata Tambopata – Candamo ( con popolazioni intatte di varie specie in via d’estinzione, come la nutria gigante e l’aquila arpia) e il Parco Nazionale Bahuaja – Sonene (che ospita 450 specie di uccelli).

 Di ritorno dalla foresta di Tambopata

Raganella tropicale (phylomedusa vaillanti)

Christian Patrick Ricci e Fabio Liverani hanno documentato per conto del ufficio peruviano del turismo, la biodiversità della foresta.

ForestaDiTambopata02 Di ritorno dalla foresta di Tambopata
Gallery

wikipedia info

Promperù info

mappa satellitare

Eserciti di enormi formiche velenose si spargono sui sentieri umidi e pantanosi della montagna. Nascoste da pezzi di foglie, gli squadroni ordinati e tumultuosi marciano con premura infaticabile, zigzagando tra pozzanghere d’acqua che sembrano piccoli vulcani e schivando palme camminanti e alberi che si avvinghiano.

Un tenue chiarore verde sui sentieri della foresta. Il cielo coperto, grigio e triste, con nuvole orribili e melanconiche che hanno fatto retrocedere il sole. Si avvicina la pioggia. Gli animali si nascondono nei meandri del bosco, ma si sente ugualmente il grido di una scimmia, il cinquettio seduttore del passero caballero, il gracchiare di una cicala e… le formiche velenose continuano la loro interminabile parata.
Le nuvole versano milioni di lacrime. La terra- prodiga e fragrante – diventa un pantano e tradisce.

Gli stivali sprofondano. Un camminare pesante e rumoroso. Meta lontana, irraggiungibile?… “sono solamente cinque chilometri”, aveva preannunciato Mercedes senza la minima preoccupazione, come se dicesse andiamo a fare un giretto, qui dietro l’angolo, e torniamo subito.

L’alba, quando morivano le ombre della notte e apparivano – rinnovate, chiare e trasparenti – le prime luci del giorno. “Andiamo al lago di Cocococha”, aggiunse con forza Mercedes, una delle guide dell’albergo (lodge) Explorer’s Inn, posto sulla confluenza dei fiumi La Torre e Tembopata, a tre ore di viaggio per fiume da Puerto Maldonado, capitale del dipartimento di Madre de Dios.

Costruito nel 1976, l’albergo è il più antico della zona e ha un’estensione di 105 ettari. La fantastica biodiversità di questo pezzo di Amazzonia, che si trova nella zona riservata Tambopata-Candamo, attrasse decine di ricercatori da tutto il mondo, e ciò diede origine al programma delle “residenze naturaliste”.

Attraverso questo programma, l’impresa Peruvian Safaris (proprietaria dell’albergo) offre alloggio gratuito ai ricercatori, a patto che questi formino il proprio personale sulle tecniche di conservazione, guidino le spedizioni dei turisti ed elaborino studi che consentano di svelare alcuni dei tanti misteri di Tambopata.

Primi passi verso il lago dei cocchi, habitat dei leoni di fiume e delle nutrie giganti (Pteronura brasiliensis), una specie in grave pericolo di estinzione. Dietro l’albergo con le sue capanne di palma e bambù e l’apparenza pittoresca della comunità amazzonica. Davanti la foresta con la sua fitta vegetazione e gli aromi di vita.

Nei cinquemila ettari della zona riservata di Tambopata-Candamo, si sono registrate 103 specie di mammiferi, 1300 specie di farfalle, 135 specie di formiche, 90 specie di anfibi, 74 specie di rettili e 575 specie di uccelli; oltre a 165 specie di flora e 41 famiglie di alberi. (fonte enjoy Perù)

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    Photofarm – Scuola di fotografia presenta i nuovi corsi di post-produzione con il famoso software Nikon Capture NX2. I corsi tenuti da Christian Patrick Ricci e Mirko Sotgiu docenti Nikon School sono realizzati per venire incontro alle molteplici necessità di chi fotografa in digitale, di diverso livello, adatti a tutti da chi ha non ha […]
  • Dal 14 al 15 aprile 1°corso dei 4 appuntamenti di Macrofotografia 2012
    Il sole mostra il suo volto. Il vento è assente. Sono le cinque del mattino. La natura sta ancora dormendo. E’ il momento che gli insetti intorpiditi e coperti ancora di rugiada aspettano i primi raggi di sole caldo per permettere loro di volare e svolgere le loro attività …  Insetti, fiori, bacche, licheni,muschi e […]
  • EV magazine novembre-dicembre 2011
    Il numero di EV novembre-dicembre 2011 è distribuito, puntuale come sempre, nella versione cartacea e digitale, e – come ci ha abituato da un po’ di tempo – anche nell’edizione corrente non mancano le sorprese. Il servizio di copertina è firmato da Christian Patrick Ricci, che è stato impegnato in un reportage in Namibia: un […]
  • Repubblica Dominicana
    Di ritorno dalla Repubblica Dominicana 3.000 scatti! Ho percorso tutta la parte sud ovest dei Parchi nazionali Dominicani, cloud forest, zone umide, mare tropicale, mangrovie, pescatori, City. Numerose le opportunità fotografiche grazie agli endemismi presenti: Iguane rinoceronte, Coccodrilli americani, Fregate, Pellicani. Posts Related to Repubblica Dominic […]
  • Macro Lighting Spider di Nital
    La soluzione SPIDER di NITAL permette di ottenere orientamenti e posizionamenti di illuminazione con flash NIKON SB-R200 ma anche con illuminatori LED PANEL MANFROTTO. Il tutto semplicemente montato intorno all’obiettivo senza cavi e stativi. Indispensabile accessorio per gli appassionati di macro ma anche e soprattutto per tutto il campo medico e la fotogra […]
  • Nella foresta Boema, il Bayerischer Wald
    La Foresta Boema, al confine tra Germania e Repubblica Ceca, è la più grande area di foresta continua in Europa, che culmina con il Rachel Peak (1453 m): al suo interno il Parco Nazionale della Foresta Bavarese Bayerischer Wald. Il parco nazionale comprende foreste allo stato naturale, torbiere, fiumi e laghi con molti animali e […]
  • Ev Magazine settembre – ottobre
    Siete appena tornati? Allora è tempo di ripartire: EV settembre-ottobre 2011 è distribuito, puntuale come sempre, nella versione cartacea e digitale. Sfogliamolo insieme. Annunciamo subito un’altra novità. A partire da questa edizione, alle pagine 3 e 116, il magazine offre una nuova prova – se ce ne fosse bisogno – della sua identità insieme reale […]
  • Nuovo articolo Nikon school
    Nuovo articolo Nikon school nella sezione Nikon life Parco Nazionale Manu – Amazzonia, Perù di  Christian Patrick Ricci e Fabio Liverani www.photofarm.it Ho chiesto: “sei pronto a spezzare in due un serpente con i denti?” Lui ha detto si e allora abbiamo lavorato insieme… Werner Herzog, Intervista a Fabio Fazio “Che tempo che fa” (RAI 3 […]
  • Dal 4 al 8 Gennaio 2012 Workshop in Bayerischer Wald
    Viaggio Fotografico al Bayerischer Wald Tierfreigelande 1 e 2 FOTOGRAFARE LA FAUNA EUROPEA 4/8 gennaio 2012 formula 4 notti 5 giorni 5/8 gennaio 2012 formula 3 notti 4 giorni Vi sarete chiesti qualche volta come si realizzano i servizi fotografici sugli animali? Quali sono le tecniche e gli strumenti utili al fotografo per ritrarre nel […]
  • BASSANO DEL GRAPPA 17 SETTEMBRE 2011 – 6 GENNAIO 2012 NEL SEGNO DELLA FOTOGRAFIA
    La manifestazione che trasformerà per quattro mesi il centro storico bassanese in centro della fotografia, dell’immagine e dell’immaginazione Dalla metà di settembre torna, in una edizione riveduta ed ampliata, Bassano Fotografia 2011, la manifestazione dedicata al mondo della fotografia che riempirà di immagini tutta la città di Bassano del Grappa sia nelle […]
  • Manfrotto school of Xcellence nuovo articolo
    Un nuovo articolo per la Manfrotto school of Xcellence, un reportage nel Perù Amazzonico. qui il link   There are no posts related to Manfrotto school of Xcellence nuovo articolo. […]
  • App. per Smartphone android
    Da oggi potete seguire le mie attività anche sul vostro  smartphone android, corsi,workshop e viaggi fotografici qui il link      per scaricare l’applicazione gratuita. There are no posts related to App. per Smartphone android. […]
  • Percorso Da Cuzco al Parco nazionale del Manu
    To Cuzco at the Tambopata rainforest and Manu national Park at EveryTrail There are no posts related to Percorso Da Cuzco al Parco nazionale del Manu. […]
  • Intervista alla Nikon school
    Intervista a Christian Patrick Ricci Introduzione e intervista di Dino del Vescovo Il mondo selvaggio, in tutte le forme umane, animali e vegetali, è il suo campo d’azione preferito. Al caldo del deserto o alle rigide temperature del circolo polare Artico, Christian Patrick Ricci trova sempre qualcosa di affascinante da inquadrare. Inizia a fotografare nel […]
  • Namibia – Sossusvlei
    Di ritorno dalla Namibia 7.000 scatti! La Namibia offre al fotografo numerosi e sensazionali scatti, ho percorso insieme all’amico fotografo Fabio Liverani circa 3000 km. Da Windhoek al Parco Etosha, passando dalla Skeleton coast. Un sentito ringraziamento a: Namibia travel connection nella persona gentile di Agostinella Ribero organizzandoci nel migliore de […]